Greater Bay Area: la scommessa di Pechino tra boom tecnologico e rallentamento regionale

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  Antonella Franzelli
  25 marzo 2026
  4 minuti, 20 secondi

La Guangdong-Hong Kong-Macao Greater Bay Area (GBA) è una macroregione che comprende le due regioni ad amministrazione speciale, Hong Kong e Macao, e nove città del Delta del Fiume delle Perle nella regione del Guangdong. Corrispondente all’1% dell’intera superficie della Repubblica Popolare Cinese e ospitante il 5% della sua popolazione, questa macroarea è oggetto di particolare attenzione da parte del Governo cinese per il suo ruolo chiave nel trainare lo sviluppo economico del Paese. Per tradurre in termini quantitativi il contributo apportato all’economia cinese, intorno al 2019/2020, la GBA rappresentava il 12% del Pil, il 37% delle esportazioni cinesi e il 25% dell’output economico totale dell’intero Paese.

Grazie al grande peso economico e all’importanza strategica della Greater Bay Area, l’amministrazione Xi ha voluto eleggere questa zona come banco di prova dove testare riforme e soluzioni innovative. La decisione di concentrare in questa area investimenti e progettualità richiama l’istituzione delle Zone Economiche Speciali degli anni ’80, quando furono mossi i primi passi in senso liberale e riformistico. Il parallelismo non è solo concettuale ma anche territoriale: il Guangdong (insieme al Fujian) fu la provincia in cui vennero selezionate le prime città da aprire al mondo e, oggi, la pionieristica GBA viene considerata dal governo come un nuovo laboratorio di sviluppo, proprio come lo furono le ZES. Per rendere operativo questo ruolo di avanguardia, tuttavia, non bastava designare l’area come prioritaria: occorreva creare le condizioni materiali, amministrative e politiche affinché l'integrazione potesse realmente prendere forma.

Per rendere possibile tutto ciò era necessario procedere innanzitutto verso una maggiore integrazione e interconnessione tra le varie città. Per questo motivo, nel 2017, venne firmato il Framework Agreement on Deepening Guangdong-Hong Kong-Macao Cooperation in the Development of the Greater Bay Area, decretando che i suddetti obiettivi erano raggiungibili attraverso la costruzione di infrastrutture e l’istituzione di meccanismi di coordinamento. Un primo grande traguardo fu, infatti, la costruzione, nel 2018, di un ponte di collegamento tre le due regioni ad amministrazione speciale, passante per la città di Zhuhai.

In secondo luogo, fu delineato un piano di sviluppo che approdò con la promulgazione dell’Outline Development Plan for the Guangdong-Hong Kong-Macao Greater Bay Area il 18 febbraio 2019. Il piano, per quanto abbastanza vago, contiene politiche afferenti a diverse aree: dall’innovazione tecnologica alla finanza, dal turismo alla cultura, dal diritto all’istruzione. La particolarità è data dal fatto che ogni area è stata adibita a una funzione specifica: Shenzhen come hub tecnologico, Dongguan come apripista della robotica, Hong Kong come centro finanziario e commerciale, Macao come meta turistica.

In definitiva, la risultante non è stata solo quella di un programma che vuole dare una spinta allo sviluppo economico e porre le condizioni per la creazione di un’area ideale per vivere, lavorare e viaggiare, ma anche quella di un progetto più ampio che vuole avvicinare le due regioni ad amministrazione speciale alla madrepatria, affermando e sottolineando un principio politico cardine, quello di “one country, two systems”.

Particolare attenzione merita la regione del Guangdong, che pur avendo mantenuto per 37 anni consecutivi il primato nazionale del prodotto interno lordo, nel 2025, è scivolata al ventinovesimo posto su 31 province. La crescita del PIL regionale si è fermata solo al 3,9%, ben lontano dalla media del quadriennio precedente (4,7%), e, soprattutto, ben al di sotto degli obiettivi di crescita del 5% fissati a livello nazionale. L’economia locale, come ammesso dal governatore Meng, sta affrontando delle difficoltà a livello esterno e interno. In primo luogo, il Guangdong, fortemente orientato all’export e caratterizzato da un settore immobiliare che rappresentava una parte considerevole della sua crescita, è stato tra le regioni più colpite dalla guerra commerciale da un lato e dalla crisi del comparto immobiliare dall’altro. Inoltre, parte degli investimenti è stata dirottata verso altre province più arretrate, quali Tibet, Guizhou e Yunnan, che hanno, infatti, registrato i tassi di crescita più elevati lo scorso anno. Tuttavia, questo rallentamento va letto come il risultato di una transizione strutturale: il Guangdong sta cambiando il proprio modello economico, allontanandosi sempre di più da un modello basato sugli iper-investimenti per orientarsi verso un’economia fondata sulla manifattura hi-tech e sui consumi interni. Tale processo comporta inevitabilmente una fase di rallentamento.

La priorità del Guangdong nel 2026 è quella di rafforzare un sistema industriale moderno, aggiornando le produzioni tradizionali e accelerando lo sviluppo delle industrie emergenti e future. Per consolidare il settore manifatturiero e accelerare l’autosufficienza tecnologica è indispensabile incrementare gli investimenti in ricerca e sviluppo. Apertura e innovazione guideranno, dunque, lo sviluppo della regione durante l’anno in corso, riaffermando la posizione del Guangdong, e con esso l’intera GBA, come un laboratorio per la sperimentazione del futuro economico dell’intero Paese.

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Antonella Franzelli

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Asia Orientale

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Greater Bay Area Guangdong Cina sviluppo economico Ricerca e Sviluppo