Un video pubblicato su Instagram dal ministro israeliano della sicurezza nazionale Itamar Ben-Gvir rivela le vessazioni che gli attivisti della Global Sumud Flotilla hanno subito al porto di Ashdod.
La Flotilla, partita con l'intento di portare viveri e medicine a Gaza superando il blocco navale illegale imposto da Israele, era stata intercettata dalla Marina israeliana nei pressi di Cipro, in acque internazionali. Secondo quanto dichiarato da Gur Tsabar, addetto stampa della Global Sumud Flotilla, "Israele non ha giurisdizione in queste acque. Intercettare o abbordare queste imbarcazioni equivarrebbe a una detenzione illegale, potenzialmente a un rapimento in alto mare".
Gli attivisti sono stati successivamente portati al porto di Ashdod dove, come reso evidente dal video pubblicato da Ben-Gvir, hanno subito dei trattamenti assolutamente non rispettosi della loro dignità.
Infatti, il video mostra inizialmente una persona che, dopo aver gridato “Free Palestine”, viene trascinata brutalmente a terra. Vengono poi inquadrate delle persone ammanettate e inginocchiate con la fronte a terra, e si intravede persino una persona bendata. Il tutto coronato dall'inno di Israele trasmesso dagli altoparlanti. Il centro legale Adalah che assiste gli attivisti ha denunciato che tre di loro sono stati anche ricoverati in ospedale e poi dimessi. Diversi attivisti hanno inoltre riportato delle ferite dovute all'utilizzo di proiettili di gomma da parte dell'esercito israeliano e alcuni di loro hanno denunciato molestie sessuali.
"Benvenuti in Israele, qui siamo noi a comandare", queste le parole pronunciate da Ben-Gvir nel video.
Tra gli attivisti presenti sulla Flotilla ci sono anche 29 italiani, tra cui il deputato M5S Dario Carotenuto, il giornalista Alessandro Mantovani e l'attivista Ruggero Zeni.
Il governo italiano ha presto condannato il trattamento riservato agli attivisti, esprimendosi con una certa fermezza rispetto all'accondiscendenza che negli ultimi anni aveva manifestato nei confronti di Israele.
"È inammissibile che questi manifestanti, fra cui molti cittadini italiani, vengano sottoposti a questo trattamento lesivo della dignità della persona. Il governo italiano sta immediatamente compiendo, ai più alti livelli istituzionali, tutti i passi necessari per ottenere la liberazione immediata dei cittadini italiani coinvolti. L'Italia pretende inoltre le scuse per il trattamento riservato a questi manifestanti e per il totale disprezzo dimostrato nei confronti delle esplicite richieste del governo italiano", hanno condannato Giorgia Meloni e Antonio Tajani. Inoltre, Tajani ha convocato l'ambasciatore israeliano per delle delucidazioni.
Anche il presidente Mattarella ha espresso la sua indignazione nei confronti di un "trattamento incivile inflitto a persone fermate illegalmente in acque internazionali, che tocca un livello infimo".
Elly Schlein, a sua volta, ha criticato con fermezza l'avvenuto, chiedendo al governo che vengano adottate misure più aspre contro Israele: "Se Meloni vuole davvero prendere le distanze da Netanyahu, non basta dichiarare inaccettabile l'aggressione alla Flotilla. Non si può andare avanti solo a colpi di comunicati che sono gratis, servono fatti: deve togliere il veto italiano che sta bloccando la sospensione dell'accordo di cooperazione Ue-Israele."
Il modo in cui i diritti degli attivisti sono stati
calpestati dall'esercito israeliano ad Ashdod rende dunque a Israele sempre più difficile giustificare la propria assoluta negligenza nei confronti del
diritto umanitario e del diritto internazionale. Oltre all'illegalità
dell'atto di intercettare un gruppo di attivisti in acque
internazionali, il comportamento di Ben-Gvir manifesta uno sprezzo nei
confronti della dignità umana che non può essere ignorato nemmeno dal
governo italiano amico di Israele.
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