Questo 12 marzo 2025 il Commissario europeo alla salute, Olivèr Vàrhelyi, ha rispettato la sua promessa di presentare, entro i primi 100 giorni del suo mandato, un atto legislativo per far fronte alle gravi carenze di medicinali essenziali nei Paesi dell’Unione Europea.
Il Critical Medicines Act interverrà su molti aspetti del sistema farmaceutico, tramite progetti strategici che agiranno sia nell’ambito europeo, che in quello dei singoli Paesi dell’Unione. Il documento propone un pacchetto di strumenti per attrarre investimenti farmaceutici nel mercato europeo, tramite agevolazioni amministrative e normative. Gli incentivi all’aumento della produzione di farmaci in territorio europeo potranno essere dati anche dagli Stati, ai quali sarà concessa una maggiore spesa pubblica per la salute nazionale, allentando gli attuali vincoli di budget europei. Sul piano nazionale, sarà inoltre promosso un approccio “Buy Europe”, dando la priorità nell’approvvigionamento di farmaci a fornitori e manifatture europee.
Uno degli aspetti più rilevanti proposto dalla Commissione è sicuramente quello dell’introduzione di un sistema di approvvigionamento farmaceutico coordinato, il cui fine sarà quello di limitare le carenze di farmaci tramite il monitoraggio delle scorte nazionali, soprattutto per quanto riguarda i farmaci essenziali, e di garantire maggiore uguaglianza nell’acquisto, essendo che le carenze hanno interessato in maniera diseguale i diversi Paesi europei.
Parte del Critical Medicines Act prevede, inoltre, lo sviluppo i nuovi partenariati e accordi commerciali con Paesi terzi, per rafforzare e diversificare la supply chain farmaceutica europea. La crisi del Covid-19 ha già dimostrato la dipendenza dell’Unione Europea da Paesi terzi, per quanto riguarda l’accesso a farmaci essenziali e comuni. Attualmente, tra il 60% e l’80% dei farmaci essenziali presenti sul mercato europeo proviene da soli due Paesi, ovvero l’India e la Cina, con quest’ultima responsabile di fornire ai Paesi europei tra l’80% e il 90% dei farmaci antibiotici utilizzati. La pandemia da Covid-19 ha portato l’attenzione della Commissione sulla vulnerabilità del sistema farmaceutico, soprattutto in caso di crisi e di conflitto. Maggiore urgenza sulla questione è stata portata anche tramite l’iniziativa del ministro alla salute belga, Frank Vandenbroucke, il quale ha raccolto il supporto di 23 Paesi membri dell’Unione nel richiedere un intervento, da parte della Commissione, sulla sicurezza nel settore farmaceutico, sottolineando il bisogno di lavorare per raggiungere una autonomia strategica per quanto riguarda i farmaci essenziali e comuni, per uso civile e militare, in caso di conflitto. Durante i primi mesi del 2025, la difesa e la sicurezza sono state tra le priorità degli interventi della Commissione europea e questi interventi non potevano prescindere dall’affrontare anche le vulnerabilità del sistema sanitario e farmaceutico.
La Commissione ha giustificato la rapida spinta verso la proposta legislativa con l’urgenza causata dalle recenti e prolungate carenze di medicinali in diversi Paesi europei. Un ulteriore elemento che ha contribuito ad accelerare la presentazione dell’atto è stato l’annuncio, da parte del presidente statunitense, Donald Trump, di imporre il 25% di tariffe sull’industria farmaceutica, portando i leader europei a velocizzare l’avanzamento verso l’autonomia strategica nel settore farmaceutico e verso la ricerca di nuovi partenariati internazionali.
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L'Autore
Cristel Vinciguerra
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Commissione Europea Difesa