Il doppio binario delle Corti in Pakistan: Il 26° emendamento Costituzionale

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  Rati Mugnaini Provvedi
  09 novembre 2024
  3 minuti, 29 secondi

PAKISTAN - Il 21 ottobre 2024 è stato approvato il 26° emendamento, noto anche come “Constitutional Package”. L’emendamento, incentrato principalmente sulla magistratura - priva la Corte Suprema del Pakistan (CJP) dei suoi poteri d’ufficio, fissa il mandato del presidente a tre anni e conferisce al primo ministro il potere di nomina del Presidente tra i tre giudici più anziani della Corte Suprema.

Sistema di approvazione del disegno di legge costituzionale

I negoziati durati mesi, si sono conclusi a seguito di una sessione notturna iniziata domenica 20 ottobre 2024, il disegno di legge è stato approvato dal Senato, dove la maggioranza di due terzi, con 65 voti su 100; l’Assemblea Nazionale, composta da 336 membri, ha approvato il disegno di legge con 225 voti, superando di poco i 224 necessari per l’approvazione. Vittoria cruciale per il Pakistan Muslim League (Nawaz) (PML-N), che a settembre ha tentato di affossare gli emendamenti con una mancata riuscita di coinvolgimento del Jamiat Ulema-i-Islam-Fazl (JUI-F). Il principale motivi di contesa - la proposta di una Corte costituzionale federale, cui il PTI si è opposto, e il JUI-F ha richiesto una Corte costituzionale, oggi inclusa nella legge. La bozza iniziale composta da 56 emendamenti, a seguito di una pluralità di deliberazioni tra le parti, è stata approvata nella versione finale dall’AN con un totale di 27 emendamenti. A capo dell’Assemblea Nazionale, il presidente Ayaz Sadiq, cui il progetto di legge è stato successivamente inviato al presidente Asif Ali Zardari per la firma finale, come previsto ai sensi dall'articolo 75 della Costituzione.

Le modifiche dell’assetto e le funzioni nel sistema giudiziario.

Le modifiche apportate dagli emendamenti mirano a riequilibrare il rapporto tra il potere giudiziario e quello legislativo, limitando l’autonomia della Corte Suprema in vari ambiti e introducendo nuove procedure, creando un’inedita struttura parallela all’interno della Corte Suprema. I "giudici costituzionali", un gruppo specifico di magistrati che ha la competenza esclusiva di esaminare questioni costituzionali, sostituendo di fatto i giudici ordinari su queste materie. La scelta dei giudici costituzionali è disciplinata della Parte VII: La magistratura, Capitolo 1, Art. 175A: “Nomina dei giudici della Corte Suprema, delle Corti Superiori e della Corte Federale della Sharia.” Il Chief Justice of Pakistan (CJP) non sarà più nominato automaticamente con il giudice più anziano, ma - selezionato tra i tre più anziani su raccomandazione del Comitato parlamentare speciale (SPC), cui secondo la Clausola 3A, composta da 12 membri: 8 dell’Assemblea Nazionale e 4 del Senato. La clausola 3B introduce una rappresentanza proporzionale dei partiti parlamentari, in base all’influenza del Majlis-i-Shoora (parlamento), dove il comitato trasmette quindi il nome del candidato al primo ministro che a sua volta lo inoltrerà al presidente per nomina. Le modifiche introdotte all’art 179 ridefiniscono il limite di età per ricoprire la carica di giudice della Corte suprema, fissandolo al raggiungimento dell’età di 65 anni. Una revisione ha interessato l'articolo 184 della Costituzione, che regola la giurisdizione originaria della Corte Suprema, eliminandone i poteri d'iniziativa d'ufficio. Il Consiglio giudiziario supremo (SJC), organo finalizzato alla raccomandazione dei giudici della CS e delle Alte Corti, e la rimozione, nel caso ritenga che il giudice "possa essere inefficiente nello svolgimento dei propri doveri d'ufficio", non disciplinando in modo dettagliato i profili dell'inefficienza, una volta identificati nell'incapacità o cattiva condotta. 

Reazioni Controverse alla Riforma

La riforma ha suscitato reazioni forti e contraddittorie. La Karachi Bar Association e la Commissione Internazionale di giustizia (ICJ) hanno definito la legge un attacco all’indipendenza della magistratura. Il Comitato per i diritti umani delle Nazioni Unite, organismo indipendente incaricato dall'ICCPS, di applicare le sue disposizioni afferma che vìola l'Art. 14 dell'ICCPR, in quanto compromette la neutralità del sistema giudiziario, rendendolo più soggetto alle influenze governative. Santiago Canton, Segretario generale della Corte internazionale di giustizia, ha affermato: "Questi emendamenti sono un tentativo di sottomettere la magistratura al controllo dell’esecutivo, tradendo i principi fondamentali dello stato di diritto, della separazione dei poteri e dell’indipendenza della magistratura”.

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Rati Mugnaini Provvedi

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Asia Centrale

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