Centralizzazione è la parola chiave del nuovo paradigma di sviluppo tecnologico sotto l’amministrazione Xi. A fronte di un ambiente internazionale sempre più competitivo e in virtù della volontà di chiudere definitivamente il gap tecnologico con le potenze occidentali, è stato necessario basarsi su un nuovo sistema. Tale sistema è chiamato “new style whole-of-nation system” (NSWN system). Adottato ufficialmente in sede del IV Plenum del Comitato centrale del Partito nel 2019, NSWN system consiste, da definizione, nella mobilitazione di risorse per obiettivi nazionali di massima priorità, per l’appunto l’ampliamento e il rafforzamento dello sviluppo tecnologico domestico attraverso l’integrazione di tutti i livelli della innovation chain.
Questo sistema non è una novità: se si va indietro nel tempo, si ritrova questo approccio negli anni ’60, quando venne adottato per convogliare risorse nella difesa nazionale per lo sviluppo nucleare, come nel caso del Two Bombs, One Satellite plan. Questo programma avrebbe permesso alla Cina di realizzare il proprio sviluppo nucleare e di dotarsi di tecnologie spaziali, nello specifico due bombe nucleari, quella atomica e a idrogeno, missili balistici intercontinentali e satelliti artificiali. Con il periodo di riforma e apertura l’approccio venne però poi abbandonato, ma è ritornato in auge dopo il 2019, come testimonia l’aumento esponenziale del numero dei riferimenti al concetto di new style whole-of-nation system nei discorsi di Xi, nelle discussioni e nelle sessioni di alcuni organi importanti del Partito e dello Stato, nonché in articoli pubblicati su vari mezzi di comunicazione ufficiali, come Xinhua, il Quotidiano del Popolo, il periodico Qiushi.
Riprendere il NSWN system non doveva tuttavia significare replicare acriticamente un concetto del passato. È stato necessario compiere degli aggiustamenti per adattare questo programma al nuovo ecosistema innovativo del Paese, con caratteristiche e obiettivi diversi. In primo luogo, non sarebbe più bastato concentrare gli sforzi esclusivamente sullo sviluppo delle capacità militari e difensive, dal momento che la competizione tecnologica si è ormai estesa su molteplici settori - quali lo spazio, l’intelligenza artificiale, le nuove energie e i nuovi materiali, la biotecnologia - nei quali diventa necessario fissare specifici target. In secondo luogo, non solo è avvenuta una moltiplicazione degli ambiti d’azione ma anche degli attori coinvolti: dall’apertura del sistema economico la ricerca non è più appannaggio esclusivo delle agenzie governative, ma vede il contributo anche di istituti di ricerca, università, aziende ed enti privati che lavorano per raggiungere i target prestabiliti. Infine, un ulteriore elemento di novità si ritrova nella gestione delle relazioni tra governo e mercato. Se nella metà del secolo scorso, con le forze del mercato di fatto compresse e ridotte, il sistema nazionale non poteva che dipendere dalle volontà del centro, il processo di liberalizzazione avviato da Deng ha aperto uno spazio d’azione anche al mercato. Nel NSWN system, mercato e governo vengono pertanto visti come complementari e interdipendenti nel loro ruolo di allocatori di risorse, fermo restando che nelle aree particolarmente critiche e di interesse strategico, rimane comunque la preminenza dello Stato nella delineazione delle azioni da intraprendere.
Per rendere operativo il new style whole-of-nation system è stata necessaria una riorganizzazione del sistema innovativo cinese. Nello specifico, nel 2023 sono avvenuti due passaggi importanti all’interno di questa riforma burocratica: la fondazione della Central Science and Technology Commission (CSTC), e la ristrutturazione del MOST, il Ministero della Scienza e della Tecnologia. Il primo è un nuovo organo partitico, presieduto dal vice premier Ding Xuexiang, che va a posizionarsi in maniera sovraordinata rispetto al MOST, assumendo il ruolo di decisore politico, pubblicando documenti ufficiali e suggerendo politiche in cui vengono fissate le priorità da perseguire, le strategie da adottare e le risorse da allocare. Nello specifico, sembra che l’enfasi della Commissione ricada proprio sulle bottleneck technologies e sul rafforzamento della leadership del Partito nel sistema innovativo. Se la CSTC formula gli obiettivi strategici da perseguire, il MOST riformato si limita a far attuare la direzione delineata dalla prima, andando a concentrarsi su una specifica mission: guidare e coordinare in direzione top-down il miglioramento di tutti i livelli della innovation chain attraverso la promozione della commercializzazione e dell’integrazione dei traguardi raggiunti nel processo di riforma e sviluppo.
Tale riforma è avanzata quindi lungo due direttrici: verso una centralizzazione dell’autorità decisionale e della supervisione delle iniziative in materia di innovazione e verso un’ottimizzazione delle funzioni di management e controllo del processo innovativo. Questa puntualizzazione evidenzia nuovamente la forte presa del Partito in materia di avanzamento tecnologico, perno attraverso cui realizzare il Chinese Dream e rendere il Paese una superpotenza mondiale entro alla metà del secolo.
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L'Autore
Antonella Franzelli
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Cina Tecnologia innovazione gap Cina-occidente Partito Comunista Cinese top-down nazionalismo tecnologico