Possiamo distruggere le foreste in nome dello sviluppo senza causare un danno irreversibile alla biodiversità e all’equilibrio globale?
La risposta pare ovvia: no. Eppure, leader mondiali e grandi aziende faticano ancora ad accettare questa realtà.
La deforestazione è la distruzione sistematica delle foreste, per destinare la terra ad altri usi economici, produttivi o abitativi. Pur coprendo circa il 31% della superficie terrestre globale, le foreste ospitano la maggior parte della biodiversità terrestre del pianeta. Sono inoltre pozzi naturali di carbonio, capaci di assorbire CO₂ e rallentare i cambiamenti climatici. Oltre alla funzione ecologica, rappresentano una fonte vitale di reddito per circa il 25% della popolazione mondiale, soprattutto nelle aree abitate da popolazioni indigene. I principali bacini forestali dove si concentra questo processo sono tre: l’Amazzonia in Sud America, il bacino del Congo in Africa centrale e le foreste del Sud-est asiatico. Al contrario, in Europa si registra un fenomeno inverso: tra il 2000 e il 2021, le foreste dell’UE sono cresciute del 5,3%.
Le cause della deforestazione
La deforestazione e il degrado forestale sono causati principalmente da attività umane legate a modelli produttivi intensivi. Tra le cause principali troviamo l'agricoltura industriale che è la prima causa di deforestazione a livello globale (ad eccezione dell’Europa). La conversione delle foreste in terreni agricoli incide per almeno il 50% della perdita forestale mondiale, soprattutto per la produzione di olio di palma, soia e altre colture da esportazione. Il pascolo del bestiame ne rappresenta un ulteriore 40%, in particolare in America Latina. L'urbanizzazione e infrastrutture: lo sviluppo urbano, la costruzione di strade, dighe e insediamenti industriali rappresentano un altro 6% circa della deforestazione globale, ma in Europa questa è la causa principale. Spesso la distruzione delle foreste è giustificata come “modernizzazione”. Inoltre, lo sfruttamento delle risorse legnose: il taglio eccessivo di legname, anche per usi domestici (come combustibile), insieme al disboscamento illegale, continua a minacciare ecosistemi già fragili, spesso in assenza di controlli efficaci. Il cambiamento climatico, che è sia causa che conseguenza della deforestazione. Infine, eventi estremi come incendi, siccità e inondazioni colpiscono le foreste, mentre la perdita di copertura forestale aggrava il cambiamento climatico, riducendo la capacità della Terra di assorbire CO₂ e regolare il ciclo dell’acqua.
Perché la deforestazione viene permessa?
Nonostante gli effetti devastanti, la deforestazione viene ancora ampiamente tollerata o giustificata da molti governi e attori economici. I principali motivi sono:
- crescita economica a breve termine: le foreste vengono abbattute per fare spazio a colture redditizie (soia, olio di palma, canna da zucchero) che generano profitti immediati.
- Espansione dell’allevamento: molte aree forestali sono convertite in pascoli per bovini destinati all’esportazione.
- Sfruttamento delle risorse naturali: estrazione di legname, minerali e combustibili fossili.
- Costruzione di infrastrutture: spesso presentata come simbolo di progresso, giustifica l’abbattimento di grandi aree boschive.
- Pressioni demografiche: la crescita della popolazione richiede più spazio abitativo e più terre coltivabili.
- Mancanza di alternative e povertà: in molte aree rurali, il disboscamento è l’unica fonte di sopravvivenza per le comunità locali.
- Corruzione e leggi deboli: l’assenza di controlli, la mancanza di trasparenza e la corruzione politica facilitano lo sfruttamento illegale delle foreste.
Tuttavia quella che sembra la scelta più semplice comporta conseguenze importantissime con forti impatti non solo sul pianeta, ma anche sulla sopravvivenza dell’umanità. Innanzitutto, ci sono circa 250 milioni di persone che vivono in aree forestali e di savana e che dipendono da esse per la sussistenza e il reddito, la maggioranza facente parte della popolazione rurale povera del mondo.
L’80% degli animali e delle piante terrestri del pianeta vive nelle foreste, e la deforestazione minaccia numerose specie. Inoltre, rimuovere gli alberi priva la foresta di parte della sua copertura, che durante il giorno blocca i raggi del sole e di notte trattiene il calore. Questa alterazione porta a oscillazioni termiche più estreme, che possono essere dannose per piante, animali e l’uomo.
Con la distruzione degli habitat selvatici e l’espansione continua della presenza umana, il confine tra aree animali e umane si assottiglia, aprendo la porta a malattie zoonotiche. Nel 2014, ad esempio, il virus Ebola ha ucciso oltre 11.000 persone in Africa occidentale dopo che alcuni pipistrelli della frutta hanno trasmesso la malattia a un bambino che giocava vicino ad alberi dove i pipistrelli si rifugiavano.
Sviluppo vs Conservazione: un falso dilemma
Viene spesso presentata una scelta netta tra sviluppo economico e conservazione ambientale, come se fossero due strade opposte e incompatibili. Ma si tratta di un falso dilemma: lo sviluppo può-e deve- essere sostenibile, senza comportare la distruzione dell’ambiente.
Un esempio concreto è l’agroforestazione, un sistema integrato che unisce coltivazioni agricole e alberi sullo stesso terreno. Praticata da secoli in molte regioni del mondo, l’agroforestazione offre oggi una risposta concreta alle crisi alimentari e ambientali.
Questi sistemi migliorano la fertilità del suolo, conservano l’acqua, assorbono CO₂ e rafforzano la resilienza dei contadini ai cambiamenti climatici. Oltre a proteggere la biodiversità, aumentano la produttività in modo sostenibile.
La deforestazione non è quindi la soluzione più intelligente, infatti continuare a distruggere le foreste in nome di un modello di sviluppo basato sul profitto immediato significa compromettere la sopravvivenza di interi ecosistemi e quindi, di minare le basi stesse del nostro futuro. Le alternative esistono, come l’agroforestazione e i numerosi programmi internazionali come REDD+ e i progetti di riforestazione. In conclusione, oggi non si tratta più di scegliere tra ambiente e sviluppo perché non c’è scelta. O si protegge l’ambiente, o si mette a rischio la vita stessa del pianeta, inclusa quella dell’essere umano.
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L'Autore
Adele Mutti
Categorie
Ambiente e Sviluppo Consumo e produzione responsabili Lotta contro il cambiamento climatico Vita sulla terra
Tag
deforestazione biodiversità cambiamento climatico agroforestazione