A cura del Dott. Pierpaolo Piras, studioso di Geopolitica e componente del Comitato per lo Sviluppo di Mondo Internazionale APS
La prospettiva di un accordo commerciale tra UE e India consoliderà ulteriormente l'importanza del corridoio commerciale, denominato “IMEC”.
Europa e India, pur provate dalla turbolenza provocata dai dazi dell'era Trump, hanno ritrovato la necessità e l'urgenza di portare a termine il loro Accordo di Libero Scambio (ALS) a lungo negoziato. Dopo un recente contatto personale tra la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen e il primo ministro indiano, Narendra Modi, quest'ultimo ha accolto con favore quella che egli stesso ha descritto come una “conversazione positiva e lungimirante”, volta ad accelerare la costituzione e l’operatività sia dell'ALS che del Corridoio Economico India-Medio Oriente-Europa (IMEC). Il Primo Ministro italiano, Giorgia Meloni, ha svolto un ruolo cruciale a livello transatlantico, lavorando per rafforzare i partenariati dell'Europa con gli Stati Uniti e l'India. Nel suo recente contatto con Modi, Meloni ha ribadito la necessità di regolamentare senza indugio l'accordo di libero scambio e di portare avanti l'attuazione dell'IMEC e del Piano d'azione strategico congiunto Italia-India che sarà attivo nel periodo 2025-2029.
L’IMEC
L'IMEC è stato lanciato per la prima volta in occasione del vertice del G20, svoltosi nel 2023 in India. Otto firmatari – India, Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita, Italia, Germania, Francia, Unione Europea e Stati Uniti – si sono impegnati a rafforzare il commercio indo-mediterraneo e a costruire una rete stradale e ferroviaria passante attraverso la penisola del Golfo per sostenere i porti e il traffico marittimo. Questa nuova infrastruttura è stata presentata come complemento al Canale di Suez, con l'obiettivo di assorbire i crescenti volumi di scambi commerciali rafforzando al contempo la resilienza delle catene di approvvigionamento globali.
La novità geopolitica
I leader europei e indiani hanno imparato ad apprezzare il potenziale trasformativo dell'IMEC, interpretandolo come il meccanismo che può dare vita all'iniziativa Global Gateway e al passato “Piano Mattei”, fiore all'occhiello dell'Italia.
Il corridoio viene anche considerato un potente acceleratore per l'accordo di libero scambio UE-India. Personaggi come i Primi Ministri Meloni e Modi e la Presidente von der Leyen colgono appieno il quadro strategico che si configura ancora più ampio, anche se i commentatori più cauti si perdono in alcuni dettagli: i rischi posti dall'instabilità mediorientale, le lunghe tempistiche dei progetti infrastrutturali sauditi o l'assenza di inviati dedicati tra alcuni dei firmatari. Questi ostacoli sono reali, ma non negano la portata moltiplicatrice di forze dell'IMEC.
Infatti, lo scopo fondamentale e strategico dell'IMEC va ben oltre un singolo collegamento ferroviario attraverso la Penisola Arabica: esso consiste nel rivitalizzare il commercio indo-mediterraneo attraverso una rete di porti, ferrovie e rotte marittime. Nel prossimo futuro, le rotte marittime continueranno a trasportare la maggior parte del carico. È improbabile che questo cambi, anche dopo la piena operatività dei nuovi corridoi di trasporto terrestre. L'IMEC è importante perché fornisce un quadro per una maggiore attività commerciale tra India ed Europa. Gli indicatori più importanti fanno prevedere che l'India diventerà la grande economia in più rapida crescita al mondo nel prossimo decennio, mentre l'Unione Europea si trova ad affrontare crescenti pressioni per diversificare i propri legami economici dalla Cina verso l'India e altri partner con interessi simili. Da parte sua, l'India si trova ad affrontare un imperativo simile e già annovera nel suo consesso gli Emirati Arabi Uniti e l'Arabia Saudita tra i suoi cinque principali partner commerciali, insieme a Stati Uniti, Unione Europea e Cina.
L'IMEC, al suo interno, rappresenta interessi convergenti, sia economici che strategici, che uniscono Europa, India, Medio Oriente e Stati Uniti. Il presidente Donald Trump ha dimostrato di comprendere in modo istintivo il valore dell'IMEC come organismo che parte dal basso e si muove in base ai propri interessi. Ha costantemente promosso l'iniziativa negli incontri con i leader indiani ed europei, sottolineando di guardare con interesse a "una delle più grandi rotte commerciali della storia".
L'IMEC, quindi, rappresenta sia un contrappeso strategico alla Belt and Road Initiative (Via della Seta) cinese, che uno dei rari progetti plurilaterali che gode dell'entusiastico sostegno di Trump. Il risultato essenziale dell'”IMEC” è quello di fornire un quadro organizzativo per un migliore coordinamento tra i diversi filoni dell'impegno economico indo-mediterraneo. Tra questi rientrano non solo i corridoi di trasporto terrestre proposti attraverso l'Arabia Saudita e, a termine, Iraq e Turchia, ma anche la solida arteria marittima del Canale di Suez. A questi si aggiungono il Piano Mattei, il Global Gateway e l'attesissimo accordo di libero scambio UE-India. Nel loro insieme, rappresentano una riconfigurazione profonda del commercio indo-mediterraneo più ambiziosa di quanto qualsiasi singola rotta o progetto abbia potuto realizzare isolatamente finora.
Il Piano Mattei
Nel contesto delle complesse relazioni geopolitiche dell’Italia, si aggiunge il cosiddetto “Piano Mattei”. Esso è oggi la principale iniziativa di politica estera del governo Meloni, per quanto poco reclamizzata dai media italiani, che mira a coinvolgere costruttivamente la politica e l’economia di numerosi Stati africani e a sostenerne lo sviluppo strutturale, riducendo così le pressioni migratorie che hanno destabilizzato la politica italiana ed europea. L'Italia ha impegnato 1,2 miliardi di euro per finanziare il piano e ha già stipulato accordi di cooperazione con oltre una dozzina di nazioni africane. Il Primo Ministro Meloni sta lavorando per integrare il Piano Mattei in tutti gli aspetti della politica estera italiana. Una volta allineata con l'IMEC, l'iniziativa può ottenere risultati ben oltre un'assistenza bilaterale. Le nazioni africane disposte lungo le coste dell'Oceano Indiano e del Mediterraneo, in particolare, trarranno beneficio dall'integrazione nel commercio indo-mediterraneo, realizzando così le loro ambizioni di industrializzazione e crescita sostenibile.
La storia della regione offre un precedente istruttivo: un tempo i commercianti indiani e omaniti percorrevano ampiamente la costa africana, dalla Somalia al Mozambico, favorendo la prosperità degli stati costieri. Oggi, un approccio combinato che unisce l'attenzione allo sviluppo del Piano Mattei con il dinamismo commerciale dell'IMEC promette un effetto moltiplicatore maggiore della somma delle sue parti. Per l'Europa, l'IMEC rappresenta l'iniziativa più significativa nell'ambito del Global Gateway. Bruxelles ha lanciato il Gateway per espandere la connettività dell'Europa con i paesi in via di sviluppo. Tuttavia, l'iniziativa necessita di essere ulteriormente potenziata. I suoi progetti di punta includono cavi sottomarini digitali ed energetici attraverso il Mar Nero, nonché investimenti in tutta l'Africa. Nel complesso, questo dovrebbe contribuire a una visione strategica convincente. Nel corso della storia, il commercio indo-mediterraneo è stato il principale collegamento dell'Europa con l'Asia e l'Africa. L'IMEC ripristina questa tradizione, posizionando la regione come snodo cruciale che collega l'Indo-Pacifico al Mediterraneo-Atlantico.
Per von der Leyen, il Global Gateway è una priorità fondamentale tanto quanto il Piano Mattei lo è per Meloni.
L'IMEC fornisce lo strumento attraverso il quale entrambi i leader possono lasciare un segno. Il progetto rappresenta il tipo di strategia di connettività europea equilibrata e affidabile, che la Strategia di connettività asiatica dell'UE aveva originariamente concepito prima di essere assorbita dal Global Gateway.
L'IMEC offre coerenza, impatto e peso strategico, fungendo da sforzo integrato per ricollegare l'Europa con le sue periferie meridionali e orientali. Non sarebbe esagerato affermare che il successo dell'IMEC sarà uno dei maggiori fattori che contribuiranno al futuro del Global Gateway. L' accordo di libero scambio UE-India sta ora prendendo piede , con i negoziatori che esprimono fiducia nella possibilità di firmare un accordo quest'anno. Si prevede che l'accordo amplierà significativamente l'attuale flusso commerciale annuo, che già nel 2024 ammontava a 120 miliardi di euro. Entrambe le parti cercheranno probabilmente di aumentare i flussi bilaterali a livelli superiori a quelli dei rispettivi scambi commerciali con la Cina. In tale contesto, l'IMEC fungerà da principale canale di espansione, con le rotte indo-mediterranee che veicoleranno la maggior parte delle nuove attività.
Il Canale di Suez rimarrà l'arteria indispensabile del commercio indo-mediterraneo, ma corridoi terrestri supplementari attraverso l'Arabia Saudita e, in futuro, diversificando i percorsi, anche attraverso il territorio iracheno e la Turchia, aggiungeranno una preziosa resilienza verso insani potentati altrui. La questione strategica per l'Europa riguarda la geografia. Attualmente, gran parte del trasporto marittimo indo-mediterraneo, ed europeo in generale, termina in porti settentrionali come Rotterdam, Anversa e Amburgo. Le economie in rapida crescita dell'Europa centrale e orientale, tuttavia, potrebbero accedere a questi flussi in modo più efficiente attraverso l'Alto Adriatico. L'Italia si è già mossa per designare Trieste come principale porto IMEC e sta valutando la possibilità di ospitare una riunione dei ministri degli Esteri sul corridoio nel porto franco entro la fine del 2025. Bruxelles potrebbe seguire l'esempio di Roma designando Trieste e l'Alto Adriatico come aree geografiche prioritarie per la piena realizzazione dell'IMEC e il Global Gateway, posizionandoli come la principale porta marittima dell'Europa centrale e orientale per il commercio indo-mediterraneo.
La visione più ampia è chiara.
L'IMEC è maturato in un concetto strategico che canalizza l'energia europea nella ripresa del commercio indo-mediterraneo. Rafforza gli obiettivi del Piano Mattei e del Global Gateway, allineandosi all'accordo di libero scambio UE-India per creare un quadro coerente per la crescita. Soprattutto, ha il raro vantaggio di godere di un forte sostegno politico in capitali importanti sotto il profilo geopolitico e geostrategico come Washington, Bruxelles, Roma e Nuova Delhi. Il prossimo forum ministeriale e imprenditoriale dell'IMEC a Trieste fornirà la piattaforma ideale per articolare questo ampio programma, definendo la portata e l'entità del coordinamento necessari per realizzarlo. L'evento dimostrerà che l'IMEC si è evoluto in un quadro strategico già in atto. Promette di dare una spinta al commercio indo-mediterraneo, di consolidare la strategia economica esterna dell'Europa e di affermare Trieste e l'Alto Adriatico come nuovo fulcro della connettività continentale. Grazie a questi elementi, l'IMEC è destinato a diventare il moltiplicatore di forza decisivo per l'impegno dell'Europa sia con l'Africa che con l'Asia, nonché il segnale più chiaro che Europa e India intendono scrivere insieme il prossimo capitolo riguardante il commercio globale.
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L'Autore
Redazione
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