Italia in piazza per Gaza: sciopero generale e manifestazioni di massa

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  Wiam Kessab
  25 settembre 2025
  3 minuti, 13 secondi

Il 22 settembre 2025 l’Italia è stata teatro di uno sciopero generale e di manifestazioni di massa in solidarietà con la popolazione di Gaza, promosso dai sindacati di base come Usb, Cub e Adl, insieme a numerose associazioni, collettivi studenteschi, organizzazioni civili e realtà culturali. La mobilitazione, di respiro nazionale, ha coinvolto trasporti, scuole, università, porti, autostrade e tangenziali, con l’obiettivo di denunciare il genocidio a Gaza e sostenere la missione umanitaria internazionale Global Sumud Flotilla.

Lo sciopero ha visto un'adesione massiccia di studenti, lavoratori, docenti, precari, partite Iva, dipendenti della cultura e del commercio, mostrando come la solidarietà verso Gaza possa diventare un potente strumento di partecipazione politica e di mobilitazione civica. In tutta Italia, in oltre 80 città, piazze, porti e strade principali sono state occupate dai manifestanti, che hanno voluto interrompere simbolicamente il normale svolgimento della vita urbana per richiamare l’attenzione sul dramma della Striscia di Gaza.

A Milano, circa diecimila persone hanno attraversato piazzale Cadorna fino alla stazione Centrale, sotto la pioggia battente, con striscioni, bandiere palestinesi e slogan contro la guerra e il traffico di armi. Il corteo ha unito famiglie, lavoratori, studenti e docenti, creando un forte senso di solidarietà collettiva. Alcuni manifestanti hanno commemorato le vittime del conflitto con minuti di silenzio e simboli visivi che richiamavano le conseguenze umanitarie della guerra.

A Roma, decine di migliaia di persone hanno partecipato ai cortei da diversi quartieri con convergenza in piazza dei Cinquecento, occupando simbolicamente alcune facoltà universitarie e attraversando le principali vie cittadine. Gli studenti e i cittadini hanno espresso la loro solidarietà con cori, striscioni e iniziative creative, come installazioni artistiche temporanee, per sottolineare l’urgenza di fermare il genocidio e sostenere le attività della Flotilla.

Situazioni analoghe si sono vissute a Bologna, dove circa 50mila persone hanno partecipato a un corteo lungo le principali arterie della città; a Firenze e Pisa, migliaia di persone hanno bloccato simbolicamente le principali strade, richiamando l’attenzione sul ruolo delle industrie belliche e sugli accordi internazionali; a Napoli, Palermo, Catania, Cagliari e Torino, decine di migliaia di cittadini hanno sfilato con bandiere della Palestina e slogan di pace, dimostrando come la mobilitazione abbia raggiunto tutte le regioni del Paese.

Anche i porti hanno rappresentato un punto simbolico della protesta: a Genova, circa 600 lavoratori hanno presidiato gli ingressi principali, accolti da migliaia di manifestanti, mentre a Trieste, Livorno e Marghera i cortei hanno espresso solidarietà alla Global Sumud Flotilla, richiamando l’attenzione internazionale sulla necessità di proteggere i corridoi umanitari verso Gaza.

La partecipazione di studenti, precari, dipendenti della cultura, lavoratori autonomi e partite Iva ha mostrato come la mobilitazione non sia stata solo sindacale, ma abbia assunto un chiaro valore politico e morale: l’Italia ha scelto di dire “no alla guerra, sì alla solidarietà” attraverso una mobilitazione unica e diffusa. Il messaggio comune in tutte le piazze è stato chiaro: sostenere la popolazione palestinese, denunciare le complicità internazionali e chiedere ai governi di agire concretamente per fermare la violenza e l’occupazione.

Lo sciopero generale del 22 settembre 2025 rappresenta una delle mobilitazioni civiche più significative degli ultimi anni. Non si è trattato solo di bloccare servizi e trasporti, ma di dare voce a un messaggio morale, politico e umano, dimostrando come cittadini, studenti e lavoratori possano unirsi per far sentire la propria voce su questioni di solidarietà internazionale, giustizia e diritti umani. L’Italia ha così confermato il valore dello sciopero politico come strumento di partecipazione attiva, ponendo al centro della mobilitazione la dignità umana e la difesa della vita a Gaza.

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L'Autore

Wiam Kessab

IT

Wiam Kessab, classe 2001, ha conseguito la laurea triennale presso la Fondazione UniverMantova in mediazione linguistica; lingue per le relazioni internazionali.

Attualmente sta frequentando il corso di laurea magistrale in relazioni internazionali e diplomazia, curriculum in diritto internazionale ed economia presso l’Università degli studi di Padova.

Durante i suoi studi ha sviluppato un forte interesse sia per le relazioni internazionali che per le lingue.

Attualmente è autrice di Mondo internazionale Post per "Società e Legge".

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Wiam Kessab, born in 2001, graduated from the Fondazione UniverMantova in language mediation; languages for international relations.

She is currently attending the Master's degree course in international relations and diplomacy, curriculum in international law and economy at the University of Padua.

During her studies, she developed a strong interest for the international relations and languages.

She is currently author of International World Post for 'Society and Law'.



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Italia sciopero Palestina Gaza protesta 22settembre