Dopo 35 anni, giunge al termine la missione dell'ONU in Sahara Occidentale.
Il 30 ottobre, durante una riunione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, gli Stati Uniti (USA) hanno presentato una risoluzione che sostanzialmente supportava la sovranità del Marocco sui territori del Sahara Occidentale e che avrebbe segnato, entro il 30 aprile 2027, la fine della missione di pace dell’ONU MINURSO (Missione delle Nazioni Unite per il referendum nel Sahara Occidentale). La missione aveva come obiettivo la preparazione di un referendum per una futura eventuale indipendenza del Sahara Occidentale dal Marocco. MINURSO sarebbe stata sostituita da una nuova missione politica, che non avrebbe più avuto l’obiettivo di consentire al popolo sahrawi di scegliere se ottenere o meno l’indipendenza tramite un referendum, ma che avrebbe riconosciuto che “l’effettiva autonomia sotto la sovranità del Marocco è l’unica soluzione possibile per negoziare una soluzione mutualmente accettabile".
La Russia, tuttavia, ha posto il veto sulla risoluzione degli USA e ne ha proposta una nuova che prevedeva il rinnovo per un altro anno della missione di pace. Il testo russo è stato respinto, in quanto non ha ricevuto la soglia minima di nove voti. Soltanto la Cina, la Somalia e la stessa Russia erano favorevoli, mentre gli USA erano contrari e i restanti undici si sono astenuti.
La fine della missione MINURSO rappresenta una sconfitta per il popolo sahrawi, che non ha mai visto portare a termine il proprio processo di decolonizzazione. Il Sahara Occidentale fu una colonia spagnola dal 1884, anno in cui durante la Conferenza di Berlino le potenze europee spartirono i propri interessi coloniali in Africa, al 1975. Negli anni ’70, sotto pressione dell’ONU, la Spagna aveva iniziato a preparare il processo di decolonizzazione del territorio, che però fu occupato e rivendicato dal Marocco nel 1975, durante la cosiddetta “Green March” (Marcia Verde). Il 1975 segnò l’inizio dell’occupazione del Sahara Occidentale del Marocco. Il principale movimento di liberazione nazionale, il Fronte Polisario, rivendica da allora il diritto all’autodeterminazione del popolo sahrawi, che dovrebbe essere democraticamente espresso tramite un referendum. MINURSO aveva proprio l’obiettivo di garantire il cessate il fuoco tra il Marocco e il Fronte Polisario, preparando il referendum che non è ancora mai stato proposto.
Il Sahara Occidentale è ricchissimo di risorse naturali. Nel 1974 la Banca Mondiale lo ha definito il territorio più ricco di tutto il Maghreb, soprattutto grazie alla presenza massiccia di fosfati e petrolio. Il Marocco è un alleato politico, economico e militare di molte potenze occidentali, come la Francia, di cui è stato una colonia, e gli Stati Uniti. Dunque, il Sahara Occidentale è un territorio dove si intrecciano interessi politici ed economici che hanno portato a una situazione di stallo.
L'autodeterminazione è un diritto fondamentale sancito dalla Carta delle Nazioni Unite, tanto da essere menzionato fin dal primo articolo. Tuttavia, al popolo sahrawi, dopo secoli di occupazione coloniale, non è stato ancora concesso di esercitarlo. Omar, rappresentante del Fronte Polisario alle Nazioni Unite, afferma che “Noi continuiamo a impegnarci nel processo di pace — ma un processo di pace rimesso nella giusta direzione, un processo di pace che permetterà al nostro popolo di esercitare il suo diritto all’autodeterminazione e all’indipendenza”.
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