La guerra invisibile contro la salute femminile

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  Gaia Ciceri
  16 settembre 2025
  2 minuti, 12 secondi

Negli ultimi giorni, due crisi umanitarie hanno riportato con forza al centro dell’agenda internazionale il tema dei diritti delle donne e dell’accesso all’assistenza sanitaria: l’Afghanistan, devastato da un terremoto, e il Sudan, dove il conflitto armato ha portato il sistema sanitario al collasso.

Afghanistan: restrizioni talebane anche dopo il terremoto

Il 1° settembre 2025, un violento terremoto ha colpito l’Afghanistan, aggravando ulteriormente la situazione di un Paese già devastato da povertà e conflitti. In questo contesto, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha rivolto un appello urgente ai Talebani: eliminare le restrizioni che obbligano le lavoratrici sanitarie donne a viaggiare accompagnate da un guardiano maschile.

Secondo l’OMS, queste regole ostacolano gravemente l’accesso delle donne afghane alle cure, in particolare nelle zone colpite dal sisma. «Le nostre equipe non possono raggiungere le pazienti senza la partecipazione del personale femminile», ha dichiarato un portavoce dell’agenzia. 

La situazione è talmente critica che, nei giorni successivi, anche le Nazioni Unite hanno chiesto la fine del divieto che impedisce alle donne afghane di lavorare come operatrici locali all’interno delle agenzie internazionali. In alcuni casi, i Talebani hanno perfino costretto l’ONU a chiudere centri di assistenza destinati ai rifugiati, perché il personale femminile non poteva entrarvi. 

Sudan: un sistema sanitario al collasso, donne le più colpite

Mentre l’Afghanistan affronta i danni del terremoto e delle restrizioni talebane, in Sudan la guerra civile ha lasciato il Paese senza un sistema sanitario funzionante. Secondo l’OMS, soltanto il 14% degli ospedali rimane pienamente operativo, mentre oltre un terzo delle strutture è completamente non-funzionale. 

Le conseguenze ricadono soprattutto sulle donne: l’UNFPA stima che più di 1,1 milioni di donne incinte non abbiano accesso ai servizi essenziali di salute materna. 

La situazione è resa ancora più drammatica dagli attacchi alle strutture sanitarie: tra agosto e inizio settembre sono stati colpiti ospedali di maternità e pediatria, mettendo a rischio migliaia di donne e bambini. 

Una battaglia globale per il diritto alla salute

Sia in Afghanistan che in Sudan, le donne si trovano doppia vittima: della crisi umanitaria e delle barriere — politiche, culturali o militari — che impediscono loro di accedere o fornire cure.

Il richiamo dell’OMS ai Talebani, dopo il terremoto del 1° settembre, è un monito che vale a livello globale: senza la partecipazione attiva delle donne, e senza il rispetto dei loro diritti fondamentali, nessun sistema sanitario può funzionare davvero.

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Gaia Ciceri

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