La povertà alimentare: colpa dei cambiamenti climatici

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  Valeria Fraquelli
  17 novembre 2025
  4 minuti, 27 secondi

La povertà alimentare sta aumentando, anche in Italia e negli altri Paesi che si considerano ricchi. Aumenta il numero delle persone che ogni giorno faticano a mettere insieme pranzo e cena e che non riescono ad accedere a cibo sano per loro e per le loro famiglie.

Questo non è dovuto solo alle guerre o al crescente disagio sociale, ma è strettamente collegato ai cambiamenti climatici che stanno irrimediabilmente rovinando il nostro pianeta.

Il clima che cambia, con eventi meteorologici estremi, ondate di caldo o di freddo, fanno sentire i loro effetti anche sul cibo, costringendo a modificare a volte l'alimentazione quotidiana.

Nell’enciclopedia Treccani appare scritto che “I cambiamenti climatici stanno mettendo in crisi il sistema globale del cibo. Cala la produzione, crescono i prezzi e con loro i numeri della fame nel mondo. Eventi meteorologici estremi, siccità e altre conseguenze della crisi climatica hanno un’influenza diretta sull’inflazione alimentare”. E in effetti è proprio così: il clima impazzito rovina i terreni, l’aria e l’acqua, impedisce di ottenere raccolti sufficienti e quindi si creano carestie e povertà alimentare.

Un clima terribilmente difficile, non più adatto alle coltivazioni, non più adatto all’agricoltura, un’agricoltura sostenibile che guardi anche al benessere del suolo, degli animali e di tutto il pianeta. Per troppo tempo l’agricoltura, i terreni coltivati e gli animali sono stati visti solo come reddito, come puro denaro, ma adesso, con i cambiamenti climatici che diventano ogni giorno più drammatici, si è capito che il rispetto del pianeta è diventato una necessità, un’urgenza.

Il cambiamento climatico sta togliendo la possibilità di mangiare cibi sani e salutari per il nostro organismo e sta condannando a un futuro in cui l’alimentazione sarà sempre più un lusso e non un diritto. Le disuguaglianze tra i più ricchi e i più poveri si stanno allargando sempre di più e, purtroppo, le fasce più deboli della popolazione si avviano verso un futuro di cibi ultraprocessati e industriali: nessun nutrimento, ma tanti grassi, sale e zuccheri.

Gli esperti ci ricordano che solo “nel 2023 i prezzi dei prodotti alimentari sono aumentati del 9,8%, e per milioni di italiani il cibo è diventato la prima voce su cui tagliare. Ma la povertà alimentare – avverte ActionAid – non si misura solo con la quantità di cibo disponibile, ma con la qualità, la varietà e la regolarità dei pasti. Significa anche perdere il valore sociale del mangiare insieme, un elemento centrale della cultura italiana”. I rincari dei generi alimentari stanno provocando sempre più difficoltà nel procurarsi un cibo sano e genuino e molti, soprattutto bambini, stanno vivendo in povertà assoluta.

La povertà alimentare, unita ai cambiamenti climatici che stanno ulteriormente riducendo i terreni agricoli, sfruttati fino a diventare inadatti alla coltivazione, è una vera bomba sociale pronta ad infiammare le aree periferiche della nostra città, le zone in cui vivono le fasce più fragili della popolazione. Il clima che cambia sta provocando danni economici e al tessuto sociale delle nostre città, sta disgregando le relazioni sociali che fino a poco tempo fa, erano fondamentali per la nostra vita e aiutavano i più poveri.

Gli esperti sottolineano che “I soggetti più vulnerabili, da un lato, e marginalizzati, dall’altro, sono quelli per cui si registrano, invece, le quote minori di assistenza alimentare: rispettivamente 1,2% per le persone con disabilità e 2,2% per le persone senza fissa dimora. Ciò è probabilmente dovuto a due ragioni principali: la difficoltà di ricezione diretta dell’aiuto alimentare da parte dei primi e una notevole complessità di monitoraggio per i secondi”.

Quando la povertà alimentare e quella economica incontrano i cambiamenti climatici, sono le fasce più povere della popolazione a farne le spese, le prime a soccombere tra prezzi dei generi di prima necessità sempre più alti e l'impossibilità di accedere a cibo sano e fresco. Per molti ormai è molto difficile mettere insieme pranzo e cena e purtroppo sarà sempre più alto il numero di coloro che si trovano in difficoltà e non riescono ad accedere al cibo migliore. I cambiamenti climatici stanno rovinando il nostro settore agricolo e impedendo la coltivazione di alimenti sani per tutti.

In conclusione, la povertà è in gran parte dovuta ai cambiamenti climatici e non ci si può più girare dall’altra parte e fare finta di niente. Occorre agire adesso per salvare il nostro pianeta e garantire a tutti un’alimentazione sana e bilanciata.

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L'Autore

Valeria Fraquelli

Mi chiamo Valeria Fraquelli e sono nata ad Asti il 19 luglio 1986. Ho conseguito la Laurea triennale in Studi Internazionali e la Laurea Magistrale in Scienze del governo e dell’amministrazione presso l’Università degli Studi di Torino. Ho anche conseguito il Preliminary English Test e un Master sull’imprenditoria giovanile; inoltre ho frequentato con successo vari corsi post laurea.

Mi piace molto ascoltare musica in particolare jazz anni '20, leggere e viaggiare per conoscere posti nuovi ed entrare in contatto con persone di culture diverse; proprio per questo ho visitato Vienna, Berlino, Lisbona, Londra, Malta, Copenhagen, Helsinki, New York e Parigi.

La mia passione più grande è la scrittura; infatti, ho scritto e scrivo tuttora per varie testate online tra cui Mondo Internazionale. Ho anche un mio blog personale che tratta di arte e cultura, viaggi e natura.

La frase che più mi rappresenta è “Volere è potere”.

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