La prima Quaresima di Papa Leone rivelerà il tono e l'orientamento pastorale

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  Redazione
  13 marzo 2026
  8 minuti, 59 secondi

A cura del Dott. Pierpaolo Piras, studioso di Geopolitica e componente del Comitato per lo Sviluppo di Mondo Internazionale APS

Mentre la Quaresima per il cristiano ricorda il tempo della preghiera e del digiuno trascorso da Gesù nel deserto, per un Papa lo stesso periodo è tutt'altro che solitario. Questo importante tempo liturgico, infatti, apre con 40 giorni di apparizioni pubbliche, liturgie profonde e gesti altamente simbolici che potrebbero svelare, almeno in parte, l'intero istinto pastorale di un Papa al suo primo anno di incarico alla cattedra di Pietro. Per l'imperscrutabile Papa Leone XIV, la sua prima Quaresima offre una finestra sulle intenzioni del suo papato a quasi un anno dall'inizio della sua responsabilità al soglio pontificio.

Eletto nel periodo pasquale, la Quaresima di Leone aggiunge un elemento di intenzionalità alle scelte che compie su come celebrare la Quaresima e offrendo chiari indizi su come sarà la preparazione della Chiesa alla Pasqua durante il papato leonino.

Il Papa come parroco!

Secondo il calendario fissato dalla Santa Sede, Leone trascorrerà la maggior parte delle domeniche di Quaresima visitando le parrocchie di Roma. Vale la pena ricordare che secondo il diritto canonico Papa Leone è anche il vescovo della diocesi di Roma, capo del Collegio dei vescovi, Primate d'Italia, Vicario di Cristo e pastore in terra della Chiesa universale, possedendo anche i titoli di Sommo Pontefice della Chiesa cattolica, patriarca della Chiesa latina, e per finire, a seguito dei Patti Lateranensi, sovrano assoluto dello Stato della Città del Vaticano.

Sebbene i nove mesi di pontificato di Leone XIII, che si sovrappongono in gran parte all'Anno Santo del 2025, gli abbiano offerto molti momenti importanti per catturare l'attenzione delle folle, hanno anche lasciato ben poco spazio al tipo di incontri religiosamente più “intimi” che mettono in risalto il tocco pastorale di un Papa.

La sua prima visita parrocchiale da Papa ha avuto luogo il 15 febbraio a Ostia, la cittadina costiera appena fuori Roma nota per essere un luogo piuttosto rude. Sebbene Leone abbia trascorso gran parte della sua carriera come sacerdote missionario e vescovo nel nord del Perù, quel momento segnò la prima volta nella quale visitò una parrocchia indossando l'abito bianco papale.

Una chiesa aperta...

Predicando a una comunità segnata da tempo da numerose difficoltà economiche e da una forte criminalità organizzata, Leone ha parlato apertis verbis di violenza giovanile, abuso di sostanze stupefacenti e della presenza corrosiva delle reti criminali. Ha incontrato giovani, anziani e malati, nonché membri del consiglio pastorale parrocchiale, esortandoli a coltivare una "chiesa aperta" capace di raggiungere anche tutti coloro che si trovano al di fuori delle proprie mura.

San Giovanni Paolo II prese a cuore il suo titolo di vescovo di Roma.

Visitò la sua prima parrocchia solo due mesi dopo essere stato eletto Papa, tornando nella parrocchia dove aveva trascorso le domeniche durante il suo periodo di studio a Roma. Da allora, come Papa, visitò regolarmente le parrocchie romane.

Papa Benedetto XVI ha continuato la tradizione, anche se con minore frequenza, e Francesco ha visitato le parrocchie romane per mettere in luce le comunità delle periferie cittadine.

La prima visita parrocchiale di Leone lo portò in un quartiere afflitto da difficoltà, ma potrebbe anche essere stata scelta per la sua risonanza agostiniana: non è un caso che Ostia sia stato il luogo nel quale Sant'Agostino condivise un'esperienza mistica con la madre, come aveva raccontato nelle sue “Confessioni”. La madre morì poi a Ostia tra le braccia di Agostino.

Il Papa celebrerà la Messa in ogni parrocchia e si prevede che incontrerà i gruppi attivi nella vita parrocchiale, i responsabili pastorali e i giovani, il che lo metterà nella posizione di predicare ai bisogni concreti delle comunità, da un pulpito molto diverso da quello della Basilica di San Pietro.

I consiglieri del Papa in ritirata

Con una mossa che non è passata inosservata, Leone ha scelto il vescovo Erik Varden di Trondheim, in Norvegia, per predicare il ritiro quaresimale annuale per la Curia romana.

Monaco trappista e nativo della Norvegia, Varden ha trovato il raro equilibrio di diventare una voce nota negli ambienti cattolici più tradizionalisti, ricevendo al contempo la promozione di Francesco e ingraziandosi Leone.

Il vescovo è apparso regolarmente su vari media conservatori e ha tenuto la conferenza Erasmus del 2025 ospitata dalla rivista conservatrice First Things. Varden, che ha affermato che la sua conversione al cattolicesimo è stata in parte stimolata dall'ascolto della Sinfonia n. 2 di Mahler, "Resurrezione", ha ripetutamente dimostrato di saper contrastare con delicatezza i mali della modernità (ipersessualizzazione, solitudine e disperazione) da una prospettiva cattolica articolata, in modi che vanno oltre i dibattiti sulla guerra culturale.

Scrivendo sulla sinodalità (termine generico per indicare un movimento che rende la Chiesa più partecipativa tra tutti i suoi membri, un movimento che è stato oggetto di dibattito tra i cattolici) Varden ha affermato che la sinodalità deve essere orientata alla santità, mentre una sinodalità che persegue obiettivi umani "deve essere trattata con grande cautela". Giovanni Paolo II e Benedetto XVI in genere si affidavano a esponenti del clero o a teologi di spicco per guidare gli esercizi spirituali, ma quelli scelti da Francesco tendevano ad avere un profilo più basso. A differenza dei suoi predecessori, Francesco non scelse mai un cardinale per predicare durante il ritiro. Tuttavia, alcuni dei personaggi scelti da Francesco salirono rapidamente di grado nella Curia.

Il defunto papa scelse il vescovo ausiliare Angelo De Donatis per predicare al ritiro del 2014.

Nel 2017, De Donatis fu nominato vicario pontificio di Roma, di fatto incaricato di gestire la diocesi di Roma di cui il papa è vescovo, e l'anno seguente fu creato Cardinale.

Nel 2018, Francesco scelse il portoghese Padre José Tolentino de Medonça, noto studioso e poeta, per predicare il ritiro quaresimale. Il Papa sembrò apprezzare ciò che aveva da dire.

Tolentino venne nominato vescovo pochi mesi dopo e seguì una rapida ascesa nel contesto della Curia, venendo nominato alla guida della Biblioteca e degli Archivi Vaticani e poco dopo diventando cardinale e prefetto del neonato Dicastero per la Cultura e l'Istruzione.

Inoltre, Varden predicherà ai vertici della Chiesa sul tema "Illuminati da una gloria nascosta". E la sua prestazione potrebbe essere determinante per la sua futura chiamata a Roma per un incarico nella stessa Curia.

Ma oltre al predicatore, anche il formato del ritiro stesso ha un importante significato. Nel 1964, Papa Paolo VI introdusse il ritiro quaresimale annuale per la Curia romana.

Giovanni Paolo II e Benedetto XVI tennero il ritiro annuale nella Cappella Redemptoris Mater del Palazzo Apostolico.

Papa Francesco ha interrotto la consuetudine di tenere il ritiro in Vaticano, portando invece i funzionari della Curia in un centro di ritiro fuori Roma per gli esercizi spirituali poiché, "da buon gesuita", ha scelto di evitare di condurre un ritiro nello stesso luogo in cui i partecipanti vivono e lavorano. Anche Giovanni Paolo II e Benedetto XVI si sono rivolti alla Curia al termine del ritiro quaresimale, ma Francesco non lo ha mai fatto. Se Leone XIII lo farà o meno rimane un punto interrogativo. A causa della pandemia di COVID-19, nel 2021 il ritiro si è svolto in forma privata anziché comunitaria.

Il formato di gruppo è stato poi ripetutamente abbandonato e ai partecipanti è stato invece chiesto di impegnarsi in una riflessione individuale su un tema comune, fino al 2025, quando il ritiro si è tenuto nell'Aula Paolo VI con il Papa infermo, che ha seguito le riflessioni a distanza dall'ospedale.

Dato che Robert Prevost è arrivato a Roma come cardinale nel 2023, il futuro Papa non avrebbe mai partecipato a un ritiro completo per i membri della Curia con il Papa.

Sotto Leone XIII, il ritiro comunitario tornerà al Palazzo Apostolico, ma non si terrà nella Cappella “Redemptoris Mater”, dove l'opera d'arte realizzata dall’ex gesuita padre Marko Rupnik, caduto in disgrazia, è diventata fonte di controversia. Si svolgerà invece nella Cappella Paolina, lo spazio utilizzato dai Cardinali durante i conclavi.

La Settimana Santa

Le decisioni più significative e visibili del Papa verranno prese nel corso della Settimana Santa.

Dal 1985, i papi hanno chiesto a cardinali, teologi, scrittori e altri gruppi, compresi i giovani, di preparare le meditazioni spirituali per la Via Crucis del Venerdì Santo al Colosseo di Roma.

Francesco ha spesso selezionato voci provenienti dai margini, tra cui i migranti, sopravvissuti alla tratta e cristiani provenienti da regioni devastate dalla guerra, prima di scrivere personalmente le meditazioni nel 2024 e nel 2025.

Il Vaticano non ha ancora annunciato chi preparerà i testi per la prima funzione del Venerdì Santo di Leone, ma la selezione sarà in gran parte letta come un'indicazione di quali voci egli intende amplificare e quali priorità pastorali intende perseguire.

Anche altre scelte potrebbero essere oggetto di valutazione.

La decisione di far portare la croce insieme a una donna ucraina e a una russa durante la cerimonia del 2022, poco dopo l'invasione russa dell'Ucraina su vasta scala, ha suscitato la reazione negativa del capo della Chiesa cattolica ucraina, che ha definito la decisione "intempestiva".

Il Giovedì Santo offrirà un altro momento rivelatore.

Mentre i papi solitamente celebravano la Messa del Giovedì Santo nella Basilica di San Pietro o nella Basilica di San Giovanni in Laterano, sede del vescovo di Roma, anche Francesco cambiò questa tradizione. Fece notizia nel primo anno del suo pontificato proseguendo una pratica da lui sviluppata come arcivescovo di Buenos Aires, quella di celebrare la Messa del Giovedì Santo in un carcere e di lavare i piedi ai non cattolici e alle donne, per la prima volta nella storia di un papa.

Il defunto papa continuò a celebrare il Giovedì Santo nelle carceri per ogni anno del suo pontificato; l'ultima volta che presiedette alla lavanda dei piedi fu nel 2024, quando lavò i piedi a 12 donne in un carcere femminile alla periferia di Roma.

Leone riporterà la celebrazione del Giovedì Santo al Laterano nel suo primo anno. Resta da vedere chi riceverà la lavanda dei piedi dal Papa.

Tutto questo culminerà la domenica di Pasqua, quando il papa impartirà la benedizione urbi et orbi , "alla città e al mondo", un momento che solitamente unisce la proclamazione della Resurrezione a riferimenti puntuali alle crisi globali e appelli alla pace.

L'anno scorso, quella benedizione è stata l’ultima apparizione pubblica di Papa Francesco, che ha salutato la folla in Piazza San Pietro con la sua voce debole prima di morire il giorno seguente.

Quest'anno, quale sarà la domanda cruciale di Leone mentre la sua voce rimbomberà dal balcone della Basilica di San Pietro in Roma?

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Europa Società

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