La Valutazione di impatto generazionale

La nuova norma che può migliorare il divario intergenerazionale

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  Cecilia Boni
  10 novembre 2025
  2 minuti, 28 secondi

Il 29 ottobre è avvenuta l’approvazione definitiva da parte della Camera dei Deputati della norma che introduce la Valutazione di impatto generazionale (Vig) delle nuove leggi. Non si tratta solo di un atto burocratico, ma di un vero e proprio cambiamento morale profondo e di uno strumento potenzialmente destinato a trasformare radicalmente il processo legislativo.

Cosa prevede questa norma?

Si tratta di una proposta storica dell’ASviS (Alleanza Italiana per lo sviluppo sostenibile), che risale al 2016 e si lega alla modifica dell’articolo 9 della Costituzione italiana del 2022, anch’essa voluta dall’Alleanza, che sancisce la tutela dell’ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi “anche nell’interesse delle future generazioni”. La Vig consiste in una valutazione che pondera le scelte attuali sulla base dell’impatto che esse avranno sulle generazioni future, con l’obiettivo di garantire politiche pubbliche più sostenibili ed eque, tenendo conto delle esigenze e delle aspirazioni dei giovani.

La norma impone che tutti gli atti del Governo, ad eccezione dei decreti-legge, siano accompagnati da un’analisi preventiva degli effetti ambientali e sociali che potrebbero ricadere sui giovani e sulle generazioni future. Si punta quindi a un duplice risultato: assicurare l’equità intergenerazionale e rendere la legislazione più sostenibile nel tempo. A coordinare questo nuovo strumento sarà l’Osservatorio per l’impatto generazionale istituito presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, che dovrà fornire indicazioni utili per tradurre i due obiettivi preposti. 

Il disegno di legge venne approvato dal Senato il 9 maggio, e con il recente voto della Camera diventa definitivo, rendendo la Vig un obbligo sistematico.

Un esempio

È importante precisare che, essendo stata appena approvata, mancano i decreti attuativi che stabiliscono con precisione le varie procedure. L'ASviS la immagina così:

Immaginiamo si debba elaborare una legge sulle pensioni, la Vig dovrà chiedersi cose come “la riforma diminuisce il peso attuale, ma graverà sulle generazioni future?”

Se la risposta è positiva allora la legge non è equa tra generazioni. In tal caso, non è ancora stato chiarito se questa legge sia vincolante o solo informativa e se, in caso di mancata equità, preveda effettivamente un cambio della legge stessa per mantenere le varie generazioni allo stesso livello, attuali e future.

Conclusione

Questa norma rappresenta un enorme cambiamento culturale e morale, che risponde alla crescente distanza tra adulti e giovani, la cui voce ha perso la sua storica importanza. Le leggi non possono più guardare solo al prossimo mandato e alle prossime elezioni per ottenere consensi, ma devono proiettarsi verso i prossimi cinquant'anni, verso le future generazioni che stanno via via perdendo speranza in un Paese che non ritiene più il loro benessere come di primaria importanza.

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L'Autore

Cecilia Boni

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