Tra la sera del 19 luglio e le prime ore del 20 luglio a Deir Jarir, in Cisgiordania, è avvenuta un’incursione di coloni israeliani, poi affiancati da soldati israeliani, in cui sono stati uccisi due uomini palestinesi.
Quando i coloni agiscono protetti dall’esercito, come a Deir Jarir
Il raid dei coloni israeliani a Deir Jarir, cominciato la sera di domenica 19 luglio, è stato particolarmente violento. Gli abitanti palestinesi hanno raccontato che dopo le 21 alcuni coloni israeliani provenienti da un insediamento vicino, sono arrivati affermando di essere alla ricerca di bestiame rubato. In quel frangente, soldati e poliziotti israeliani si sono uniti ai coloni, proteggendoli mentre cercavano di rubare delle pecore da alcuni abitanti di Deir Jarir. Quando gli abitanti del villaggio diedero l’allarme, la tensione crebbe ulteriormente, tanto che i soldati israeliani spararono a due uomini palestinesi, dando inizio ad una serie di incursioni consecutive da parte dei coloni israeliani che sono durate oltre le 2 del mattino di lunedì 20 luglio. Saber Ajaj, parente di Odeh Farajna, una delle due vittime, ha dichiarato di aver trovato Odeh morto pochi istanti dopo lo sparo, affermando: «Nel momento stesso in cui l'ho messo in macchina, sapevo che era morto. Questa sparatoria aveva lo scopo di uccidere». Anche Adel, il padre di Abdul Adel Rashid Abu Mukh, l’altra vittima di soli 26 anni, ha dichiarato che durante questa incursione c’è stata una collaborazione tra l’esercito israeliano e i coloni.
Queste incursioni, come quella di Deir Jarir, si inseriscono in quadro di crescente violenza da parte dei coloni, mentre parallelamente l’estrema destra di Benjamin Netanyahu accelera l’occupazione di terre in Cisgiordania. I posti di blocco arbitrari e altre restrizioni finalizzate ad isolare le comunità palestinesi in Cisgiordania, sono stati rafforzati dal piano del governo Netanyahu di approvare nuovi insediamenti illegali in Cisgiordania come strategia politica in vista delle prossime elezioni nazionali. «L'uccisione a Deir Jarir è un esempio di come Israele promuova la pulizia etnica in Cisgiordania: i coloni invadono e saccheggiano, mentre l'esercito e la polizia li accompagnano e sparano ai palestinesi che cercano di proteggere le proprie case e proprietà» ha affermato Yuli Novak, direttore di B’Tselem, un’organizzazione non governativa israeliana che monitora e denuncia le violazioni dei diritti umani commesse nei territori palestinesi occupati.
La difesa dei villaggi palestinesi attraverso le ronde anti-coloni
I piccoli villaggi palestinesi cercano di resistere alle violenze dei coloni israeliani, come avvenuto a Sinjil, in Cisgiordania, con “ronde notturne” organizzate dai palestinesi per difendersi dalle continue incursioni ed espropriazioni dei coloni, come documentato dal reportage sul campo di Reuters nel giugno 2026. Un gruppo di 15 palestinesi cerca di scrutare le valli sottostanti per poter avvistare un possibile imminente attacco dei coloni, mentre altri pattugliano la cittadina di Sinjil. I due gruppi si coordinano tramite WhatsApp, dove volontari e residenti segnalano in diretta possibili incursioni dei coloni. In sostanza quando qualcuno avvista un gruppo di coloni, avvisa gli altri telefonicamente, mobilitando così altri residenti nella zona per affrontare e respingere i coloni. Ad esempio, tra la sera di giovedì 16 luglio e le prime ore di venerdì 17 luglio, alcune sentinelle volontarie videro un gruppo di coloni mascherati scendere dalla collina verso la città; quando altri abitanti di Sinjil si unirono per proteggere la zona, alcuni diedero fuoco alla vegetazione ai lati della strada, nel tentativo di bloccare l’avanzata dei coloni che hanno poi cominciato a lanciare pietre e ad usare fionde per scagliare oggetti contro i residenti palestinesi.
Questa strategia di collaborazione tra residenti e volontari palestinesi permette di costituire una sorta di protezione per Sinjil dalle crescenti violenze dei coloni. «L’esercito li protegge e non li ferma. Chiamiamo l’esercito. Chiamiamo la polizia. È tutto inutile» afferma Fadi Alwan, uno dei volontari dei gruppi anti-raid dei coloni, denunciando la collaborazione tra coloni, polizia ed esercito. Dunque, queste ronde notturne anti-coloni, organizzate dai membri della comunità di Sinjil, sono ormai parte della loro vita quotidiana e rappresentano l'unico rimedio per proteggersi dalla violenza dei coloni, poiché né l’esercito né la polizia si occupano di proteggerli. Questa situazione si inserisce in un contesto in cui questi attacchi si sono intensificati sempre di più dall’ottobre 2023, come affermato dal capo del comune di Sinjil, Moataz Tawafsha.
I numeri della violenza e l'aumento degli insediamenti illegali
Secondo i dati del distretto di polizia della Cisgiordania, i fascicoli aperti per crimini nazionalisti ebraici e atti di terrorismo contro i palestinesi sono passati da 139 nel 2019 a 779 nel 2025. L’anno che ha registrato un maggiore aumento dei casi è stato il 2023, dopo l’insediamento, nel dicembre 2022, del governo di estrema destra guidato da Netanyahu e, soprattutto, dopo il 7 ottobre. Le operazioni dei coloni sono funzionali ad aumentare il numero di insediamenti illegali con l’obiettivo di frammentare sempre di più le comunità palestinesi. L'ultimo rapporto della Commissione per la Resistenza contro il Muro e gli Insediamenti, ha dichiarato che le autorità israeliane hanno sequestrato oltre 4.379 dunam (unità di misura agraria tipica delle aree mediorientali: 1 dunam = 1.000 metri quadri). Lo scopo di queste espropriazioni di terre palestinesi sarebbe quello di estendere la Route 60 (Strada della Bibbia) che attualmente collega numerosi insediamenti israeliani in Cisgiordania con Israele.
In definitiva, quello che emerge è che gli attacchi dei coloni israeliani ai villaggi palestinesi in Cisgiordania continuano ad aumentare, spesso agevolati dall’esercito e dalla polizia israeliani. Dal 7 ottobre 2023, con l’inizio della guerra a Gaza, si sono intensificati ulteriormente gli insediamenti israeliani in Cisgiordania, aumentando i rischi per i palestinesi che cercano di resistere alla violenza dei coloni.
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L'Autore
Gabriele Bellono
Autore per l'area tematica "Diritti Umani" di MI POST
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Cisgiordania Coloni israeliani Insediamenti illegali Deir Jarir Sinjil