Le speranze del Paris Peace Forum in un mondo devastato dalle guerre

  Articoli (Articles)
  Giulia d'Angelis
  04 novembre 2025
  3 minuti, 34 secondi

In un mondo in cui sembra prevalere sempre di più la logica del più forte e in cui le situazioni di tensione tra le potenze possono rapidamente precipitare in sanguinosi conflitti, ogni occasione di dialogo e confronto costituisce un flebile spiraglio di speranza da non sottovalutare.

Mentre nel pianeta si susseguono crisi di ogni genere, dall’emergenza dei cambiamenti climatici al declino della democrazia in alcune aree e al pericolo di carestie, emerge la necessità di porre nuovamente al centro delle relazioni internazionali un rinnovato spirito di cooperazione e sostegno reciproco.

In quest’ottica, il Paris Peace Forum rappresenta un tentativo di rispondere e reagire alle crisi del momento e alle cause - di più lungo periodo - che minacciano la pace e la stabilità globale. Giunta alla sua ottava edizione, l’organizzazione francese senza scopo di lucro - fondata nel marzo 2018 - ha deciso di dedicare la conferenza di quest’anno alla creazione di “Nuove coalizioni per la pace, i popoli e il pianeta”. Pur essendo un tema certamente ampio, l’obiettivo principale è stato quello di riunire governi, organizzazioni internazionali e rappresentanti della società civile e del settore privato al fine di immaginare soluzioni condivise che consentano di preservare il sempre più fragile clima di pace che dovrebbe rappresentare la base delle relazioni tra Stati sul piano internazionale.

Dall’Ucraina al Medio Oriente, dalle sanguinose guerre civili in Africa centrale al riemergere di sentimenti autoritari nel mondo, questa edizione ha posto al centro delle discussioni l’esigenza di creare nuove alleanze in una situazione caratterizzata da frammentazioni e conflitti. Tra conferenze incentrate sulla necessità di porre fine alla guerra in Ucraina e di immaginare un nuovo sistema di tutela della pace nel continente europeo, altri tavoli di discussione hanno riguardato invece temi più etici e morali, quali l’impatto dell’Intelligenza Artificiale sull’occupazione e sulla sicurezza cyber. Un ampio spazio è stato dedicato anche al tema dei cambiamenti climatici e agli Accordi di Parigi, di cui quest’anno ricorrono i dieci anni dalla loro stipula.

Il ruolo dell’Unione europea

Una presenza di rilievo, tra i numerosi tavoli di discussione, è stata certamente quella dell’Unione europea, organizzazione che fin dalla sua istituzione si pone a difesa di valori quali la democrazia e lo Stato di Stato e vincitrice, nel 2012, del Premio Nobel per la pace per “il suo contributo alla pace, alla riconciliazione, alla democrazia e ai diritti umani in Europa”. In particolare, il Servizio degli strumenti di politica estera della Commissione europea ha presentato un panel di alto livello dal titolo “Proteggersi dalla censura autoritaria: resilienza, legittimità e norme globali”. La partecipazione dell’Unione europea si inserisce nel più ampio impegno che le istituzioni europee rivolgono alla preservazione della pace e alla difesa di valori fondamentali, anche attraverso un rafforzamento del dialogo multilaterale che lo stesso Paris Peace Forum tenta di promuovere.

Più in particolare, il panel promosso dall’Unione ha avuto al centro la discussione relativa alla libertà dei media e al ruolo essenziale che essi rivestono nella difesa da qualsiasi forma di censura e disinformazione. Un tema certamente caro alle istituzioni europee, se si considera anche la recente adozione dello European Media Freedom Act (EMFA), finalizzato a proteggere la libertà di stampa, l’indipendenza e il pluralismo e tutelare i giornalisti da qualsiasi tentativo di interferenza o sorveglianza.

In un momento in cui il sistema delle relazioni internazionali sembra subire dei pesanti colpi e la cui tenuta è sempre più fonte di preoccupazione, il Paris Peace Forum può essere dunque considerato un importante tentativo di ritrovare quella fiducia e quello spirito di collaborazione e rispetto reciproco che si spera possa tornare a tessere i rapporti tra gli Stati a livello globale.

Mondo Internazionale APS - Riproduzione Riservata ® 2025

Condividi il post

L'Autore

Giulia d'Angelis

Giulia d’Angelis è nata a Fondi (LT) nel 2000. Ha frequentato il corso di Laurea Triennale in Scienze politiche e Relazioni internazionali presso La Sapienza, Università di Roma, e si è laureata nell’ottobre 2022 con una tesi sulla Presidenza Sassoli. Ha poi frequentato il corso di Laurea Magistrale in Relazioni Internazionali e Istituzioni Sovranazionali, presso la medesima Università, laureandosi nell’ottobre 2024 con una tesi sull'allargamento dell'Unione europea. Da sempre appassionata di attualità internazionale, sta approfondendo in particolare l’analisi dell’Unione europea e delle sue politiche, concentrandosi anche sulla proiezione esterna dell’Unione e sui paesi candidati all’adesione nell’Ue.

Attualmente fa parte di Mondo Internazionale come Autrice presso Mondo Internazionale Post - Organizzazioni Internazionali, dove ha modo di analizzare nello specifico le politiche europee e il loro impatto.

Tag

Paris Peace Forum UE conflitti