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L’eco delle elezioni italiane negli Stati Uniti

L’eco delle elezioni italiane sulla stampa americana.

Segnali di insofferenza a Washington dopo le dimissioni di Mario Draghi. Alcuni ambienti progressisti americani non vedrebbero di buon occhio un’affermazione di Giorgia Meloni alle prossime elezioni italiane, ad oggi in testa ai sondaggi assieme al Pd, preoccupati soprattutto che il cambio di governo possa incrinare l’ allineamento italiano all’Alleanza Atlantica e l’appoggio alle scelte americane in Ucraina.

1. DRAGHI E USA: UN RAPPORTO CONSOLIDATOSI NEL TEMPO

La fine dell’Esecutivo italiano guidato da Giuseppe Conte, il cosiddetto governo giallorosso formato dall'alleanza tra Pd e movimento 5 stelle, aprì la strada al Governo guidato da Mario Draghi, uno degli uomini più stimati a livello europeo, definito dal New York Times “Un gigante dell’Europa”.  La fase di buoni rapporti tra Roma e Washington venne ulteriormente confermato dal 47^ vertice del G7 che si è tenuto dal 11 al 13 giugno nella località di Carbis Bay, in Cornovaglia. Le strette relazioni tra i due Paesi hanno prodotto come diretta conseguenza il congelamento del Memorandum sulla Via della Seta, firmato nel Marzo del 2019 da Italia e Cina, fortemente criticato dagli statunitensi.

2.MALUMORI DA WASHINGTON DOPO LE DIMISSIONI DI DRAGHI

A seguito del voto di fiducia ottenuto con soli 95 voti favorevoli in Senato, con l’astensione di Lega e Forza Italia, Draghi si è visto costretto a rassegnare le dimissioni nelle mani del Capo dello Stato Sergio Mattarella che, prendendo atto dell’impossibilità di procedere ad un nuovo esecutivo, ha così sciolto le Camere: gli italiani saranno chiamati alle urne il 25 settembre prossimo. Il Dipartimento di Stato americano ha fornito il suo parere ufficiale sulla crisi: “Non commentiamo le questioni politiche interne. Rispettiamo e sosteniamo il processo costituzionale e lo stato di diritto”, parole dettate anche in considerazione del fatto che Usa e Italia hanno una “forte partnership e valori condivisi su democrazia, diritti umani e prosperità economica”. Ma il Dipartimento teneva a precisare come “ La guida dell’Italia sotto il primo ministro Draghi è stata determinante per raccogliere ambiziosi impegni sul clima alla Cop26, forgiare una risposta senza precedenti di Ue e Nato alla guerra della Russia in Ucraina e rinvigorendo gli “interessi condivisi di Usa e Italia” nel Mediterraneo.

I buoni rapporti tra Biden e Draghi hanno reso l’Italia il più fedele alleato Ue degli Usa e di conseguenza della Nato. Concetto chiarito dallo stesso Draghi: “Come promesso nel mio discorso di insediamento, e da voi sostenuto in quest’aula, questo governo si identifica pienamente nell’Unione Europea e nel legame transatlantico”, nel “cuore dell’Ue, del G7, della Nato”. I timori americani si rinvengono nel fatto la linea di politica estera portata avanti dall’esecutivo Draghi, insita nell’alleanza indissolubile al Patto Atlantico, possa essere messa in discussione in caso di affermazione della coalizione di centro destra alla prossima tornata elettorale.

3. LE OPINIONI DI PARTE DELLA STAMPA AMERICANA

Il timore di Washington è che l’Italia senza la leadership di Draghi possa, in prospettiva, essere persa al fronte del contenimento anti-russo. A preoccupare maggiormente Washington son state in particolar modo le posizioni assunte sulla guerra in Ucraina da due membri di peso della maggioranza, Giuseppe Conte, leader del movimento 5 stelle, e Matteo Salvini, anchorman della Lega Nord, allarmismo in parte ingiustificato visto come in entrambe le formazioni è comunque presente una vasta componente pro-Nato e pro-Usa. L’allarme sulle conseguenze che avrebbe un eventuale trionfo della Meloni è giunto in particolare dalla dalle colonne del New York Times che ha cercato di smontare il tentativo della leader di FdI di accreditarsi come una politica seria, atlantista e responsabile. «La presa del potere a destra da parte di figure che si considerano esplicitamente eredi della tradizione fascista è uno sviluppo allarmante». Anche il Washington Post si è più volte soffermato sulle vicende politiche italiane sin dalla caduta del governo Draghi: le vicende partitiche italiane sono paragonate a quelle delle telenovelas sudamericane e il centro-sinistra avrebbe perso tempo sin dall’inizio a inseguire “l’ombra di Mario Draghi”, pur non essendoci più Draghi. Lo stesso New York Times puntava il dito nei confronti del ritorno della ‘politica turbolenta’.

Sitografia e bibliografia

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https://www.repubblica.it/este...

https://www.google.com/amp/s/w...

J.Horowitz, “A Giant of Europe Prepares to Head Italy’s New Unity Government”, The New York Times, 17/2/2021.

 M.Johnson, D.Ghiglione, “Italian politics begins to learn to love Europe again”, Financial Times, 2021.

Immagine

https://unsplash.com/photos/T9...


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  • L'Autore

    Federico Pani

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Dal mondo America del Nord Europa Temi Società Framing the World


Tag

USA Italia elezioni Draghi

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