L’Europa rilancia l’energia nucleare

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  Jacopo Biagi
  20 giugno 2025
  4 minuti, 11 secondi

Negli ultimi mesi il dibattito pubblico sull’energia nucleare è tornato nel vivo. In un’epoca in cui la transizione energetica, è quanto mai diventata essenziale, per garantire le sempre maggiori necessità energetiche mondiali e per fronteggiare le sfide climatiche. Tanto che le Istituzioni sentono la necessità di esplorare nuove strade alternative. L’energia nucleare, sebbene per alcuni risulti controversa, per i timori sulla sicurezza degli impianti e il possibile impatto ambientale derivante dalla gestione di scorie radioattive, rappresenta una delle migliori soluzioni alternative per ridurre le emissioni di gas serra e diversificare il mix energetico nazionale. Negli ultimi anni, infatti, numerosi Stati hanno rivisto le proprie politiche, al fine di orientarsi verso questo tipo di energia. Pertanto ne hanno riconosciuto il grande potenziale nel garantire stabilità energetica e sostenibilità ambientale. Inoltre, considerando l’attuale panorama globale, segnato da forti tensioni geopolitiche e la forte dipendenza da combustibili fossili d’importazione, il nucleare si conferma sempre di più come valida alternativa, in grado di garantire una fornitura energetica continua, stabile e indipendente.

Alleanza Europea per il Nucleare

Proprio in questa direzione si sta muovendo l’Europa che, negli ultimi anni, ha intrapreso un percorso di cooperazione e condivisione nel settore dell’energia atomica con l’istituzione dell’Alleanza europea sul nucleare. Questo progetto, nato per unire le competenze scientifiche di diversi Paesi europei, propone come obiettivo finale, lo sviluppo di reattori di nuova generazione e di incrementare la sicurezza degli impianti per rendere il nucleare una componente essenziale nel mix energetico del continente.

L’Italia, che per anni si è limitata soltanto a ricoprire il ruolo di semplice osservatore, la scorsa settimana ha reso ufficiale la propria adesione all’Alleanza diventandone a tutti gli effetti parte integrante. Tale iniziativa, rappresenta un notevole cambio di rotta per l’indirizzo politico nazionale, soprattutto considerando il fatto che il nucleare, nel nostro Paese, è stato un tema storicamente alquanto controverso. Addirittura, in passato, anche oggetto di referendum popolari che ne hanno limitato l’utilizzo. Con questo atto istituzionale si vuole evidentemente sottolineare la volontà del governo di investire maggiormente in infrastrutture innovative e nella ricerca scientifica, con il fine di rendere il nucleare più sicuro ed, eventualmente, di reintrodurre in futuro questa tecnologia sul territorio nazionale.

Da questo momento l’Italia, insieme al Belgio, che ha presentato formale richiesta di adesione a febbraio, si aggiunge alle dodici nazioni che già fanno parte dell’Alleanza (Bulgaria, Croazia, Finlandia, Francia, Paesi Bassi, Polonia, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Svezia e Ungheria) contribuendo attivamente alla condivisione di risorse e impiegando la propria esperienza scientifica nello sviluppo del settore. L’Alleanza per il Nucleare non solo punta a creare un settore europeo integrato, nell’ambito dell’energia atomica, ma anche a consolidare una filiera industriale che possa competere a livello globale con la partecipazione di istituzioni pubbliche a progetti comuni del settore.

La nascita di Nuclitalia

In Italia il tanto discusso settore dell’energia atomica ha recentemente assistito alla nascita di Nuclitalia, una nuova realtà imprenditoriale dedicata interamente allo sviluppo del nucleare nel Paese. La newco, la cui compagine azionaria vede il coinvolgimento strategico di Enel per il 51% delle quote, Ansaldo Energia per il 39% e Leonardo per il 10%, è quindi il risultato della sinergia tra alcuni dei maggiori operatori del settore energetico e tecnologico del Paese. L’obiettivo principale di Nuclitalia sarà, da un lato, quello di studiare e sperimentare nuove soluzioni tecnologiche relative ai reattori nucleari, dall’altro, svolgere un’analisi delle opportunità di mercato nel settore del nuovo nucleare. Inizialmente per la valutazione di design innovativi del nuovo nucleare sostenibile, l’azienda si soffermerà sugli Small Modular Reactors (SMR), reattori di dimensioni ridotte che promettono notevoli vantaggi in termini di sicurezza e flessibilità operativa rispetto ai tradizionali e mastodontici impianti di fissione. La tecnologia degli SMR consente di realizzare impianti energetici, sfruttando componenti modulari che sono costruiti e assemblati in fabbrica per poi essere trasportati e installati nel luogo designato, tagliando notevolmente i tempi di costruzione e scongiurando ritardi e lievitazione delle spese.

L’azienda che si propone anche di instaurare nuovi partenariati con istituti di ricerca e università, potrebbe offrire al Paese la possibilità di affermarsi come leader della nuova generazione di tecnologie energetiche compiendo un enorme passo avanti verso la decarbonizzazione a livello globale.

L’Italia, ha compiuto un passo storico che segna una netta inversione di tendenza rispetto a quello che era la visione nazionale, storicamente diffidente nei confronti di questo tipo di energia. Con l’adesione all’Alleanza Europea per il Nucleare, il Paese ha scelto di investire nella collaborazione inserendosi all’interno di un contesto europeo e globale che riconosce a lungo termine il potenziale del nucleare nel garantire sicurezza energetica e sostenibilità ambientale.

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