Fin dalla presentazione di ChatGPT, uno dei chatbot di intelligenza artificiale generativa più apprezzati dagli utenti, l’IA è entrata a far parte della vita quotidiana delle persone affiancandole in gran parte delle attività di routine. Infatti, questo strumento tecnologico che inizialmente era conosciuto solo come una chat consultabile online, si è ormai rapidamente diffuso e integrato in moltissimi strumenti e servizi che utilizziamo ogni giorno. Basti pensare a una semplice ricerca di informazioni su Google che, oggi, mostra spesso come primo risultato un elaborato riassuntivo chiamato “AI Overview”; oppure si prenda ad esempio l’implementazione dell’IA nel comparto fotografico dei nuovi smartphone di ultima generazione che modifica le foto in modo da renderle più appaganti all’occhio umano.
Nelle ultime settimane, un grande passo avanti verso l’integrazione dell’IA nei servizi è stato compiuto dall’Albania che ha inaugurato una nuova strada nella governance nazionale annunciando la nomina di Diella, il primo ministro al mondo interamente creato e gestito da un’intelligenza artificiale. Presentata dal premier Edi Rama durante l’Assemblea nazionale del Partito Socialista, Diella sarà la responsabile designata per sorvegliare tutte le procedure di gara degli appalti pubblici nazionali. L’ambizioso obiettivo perseguito dal "neoeletto ministro" sarà quello di porre fine ai casi di corruzione e sprechi delle finanze dello Stato che da decenni affliggono Tirana e che hanno rallentato per anni l’iter di adesione all’Unione Europea iniziato nel 2009.
Albania: dal portale digitale al ministero
Il primo impiego di Diella inizia a maggio 2022 come assistente virtuale del portale e-Albania. A quei tempi Diella non era altro che uno strumento digitale che, tramite comandi vocali, aiutava i cittadini ad accedere telematicamente ad oltre il 95% dei servizi pubblici online. Fin da allora, l’avatar Diella, che si mostra al pubblico con forme femminili indossando un abito ispirato ai costumi tradizionali albanesi, ha guidato gli utenti attraverso pratiche burocratiche e richieste di documenti apprendendo in tempo reale dalle migliaia di interazioni archiviate. Il successo dell’iniziativa e l’elevata soddisfazione degli utenti hanno convinto il governo a potenziare ulteriormente le sue capacità grazie a una collaborazione con Microsoft e all’utilizzo del modello Azure OpenAI.
Nel suo nuovo posto di lavoro al ministero, l’IA non si limiterà a smistare pratiche e a consigliare i cittadini, ma si occuperà di organizzare e giudicare le gare d’appalto pubbliche autonomamente. Il passaggio di consegne dai ministeri a Diella avverrà gradualmente. In una prima fase introduttiva del processo di transizione, il sistema opererà sotto la supervisione umana di esperti dei ministeri che potranno revisionare le decisioni e intervenire in caso di anomalie. L’obiettivo ultimo è però quello di trasferire progressivamente all’IA un’autonomia decisionale sempre più ampia affidandole interamente il compito di giudicare in modo imparziale gli appalti e allo stesso tempo garantire trasparenza totale producendo documenti riepilogativi facilmente consultabili dagli uffici pubblici.
La scelta del governo albanese di affidare la supervisione degli appalti a un sistema di intelligenza artificiale rappresenta una mossa senza precedenti nella lotta alla corruzione che in Albania risulta ancora fortemente diffusa. Secondo l’opinione pubblica e vari osservatori internazionali, un sistema imparziale “super partes” potrebbe interrompere la rete di illegalità che sottrae annualmente una gran parte dei fondi pubblici.
Tuttavia, non mancano gli interrogativi e i timori su questa iniziativa all’avanguardia che, secondo alcuni opinionisti, potrebbe essere vulnerabile ad attacchi hacker, alla manipolazione degli algoritmi e alla violazione dei protocolli di sicurezza che metterebbero a repentaglio l’integrità dell’intero processo minando l’imparzialità del sistema informatico e, di conseguenza, la credibilità e affidabilità dell’iniziativa.
Italia: l’IA arriva in Parlamento
La discesa dell’intelligenza artificiale nel panorama politico albanese non dovrebbe però meravigliare i cittadini italiani più di tanto. Infatti, anche nel nostro Paese, l’intelligenza artificiale arriverà presto nelle aule del Parlamento italiano grazie all’implementazione di tre piattaforme chatbot che saranno in grado di aiutare i parlamentari nella redazione di leggi e di assisterli quotidianamente nelle loro operazioni.
NORMA, realizzato da una proposta del Politecnico di Milano e dall’Istituto Einaudi, è il primo strumento che sarà messo a disposizione della Camera dei Deputati e consentirà ai parlamentari di interagire con l’Osservatorio sulla legislazione della Camera per individuare emendamenti e testi legislativi utilizzando un linguaggio semplice e naturale.
Il Consorzio inter-universitario Alma Human AI, invece, ha lavorato allo sviluppo del sistema MSE (Macchina Scrittura Emendamenti) che supporterà attivamente i parlamentari nella stesura e preparazione degli emendamenti per facilitare il lavoro di revisione normativa e velocizzare gli iter di modifica dei progetti di legge.
L’ultimo sistema, conosciuto come DEPUCHAT, è stato sviluppato dalle Università di Roma Tre e Firenze per fornire risposte rapide e affidabili sull’attività dei parlamentari. Questo sistema, il più ambizioso e complesso dei tre, è destinato all’utilizzo da parte dei cittadini che potranno ricercare informazioni e avere risposte sull’attività dei singoli parlamentari che sarà estrapolata dalle schede personali ufficiali e dagli interventi in aula.
Questi tre strumenti tecnologici sono stati ideati e realizzati negli ultimi due anni e, come rivela la vicepresidente della Camera Anna Ascani, sono frutto di un serrato confronto tra il personale politico ed esperti e rappresentanti delle Big Tech. Strumenti come questi potrebbero rivelarsi fondamentali nel semplificare la stesura e la revisione dei testi normativi che richiede sempre lunghe ricerche e sarebbe in grado di prevenire eventuali incoerenze e duplicazioni.
Tuttavia, come spiega la vicepresidente Ascani, una delle maggiori sfide è quella di prevenire le “allucinazioni” dell’IA. Infatti, all’attuale livello di sviluppo di questi sistemi capita, non di rado, che l’algoritmo, ignorando la risposta alle domande poste dall’utente, scelga di fornire una risposta approssimativa o addirittura inventata anziché comunicare all’interlocutore di non essere in grado di dare una soluzione al quesito.
Sebbene oggi l’intelligenza artificiale desti ancora numerosi interrogativi e non sia esente da errori, è indubbio che, con un miglioramento della tecnologia, in futuro le saranno affidate maggiori responsabilità e le sarà conferita una maggior autonomia.
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L'Autore
Jacopo Biagi
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