ll volo del prezzo del caffè

Dopo il cacao, l’altro prodotto con il prezzo sempre più alto

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  Elisa Modonutti
  09 ottobre 2024
  3 minuti, 47 secondi

Nei primi mesi del 2024 avevamo parlato del prezzo del cacao, il cui costo, aumentato in modo repentino, aveva reso più caro anche il costo del cioccolato. Questo, a causa di vari eventi naturali avversi che ne avevano colpito le coltivazioni in Africa Subsahariana, così come di eventi speculativi che ne avevano fatto decollare il prezzo sul mercato.

Ora a rischio di forti aumenti è un altro “cibo” molto amato dagli italiani, il caffè. Molte stime parlano di un netto rialzo del costo del caffè in tazzina, simbolo del made in Italy e rito quotidiano che accomuna milioni di italiani, ma che, a causa di aumenti di costo, sta diventando un lusso. Il prezzo medio di una tazzina è aumentato mediamente del 14,9% dal 2021 al 2024, tanto che oggigiorno in molte città italiane il prezzo di un espresso ha superato l’euro, con punte che arrivano fino a 1,50 euro e 3,50 euro al bancone al caffè Florian in Piazza San Marco a Venezia. Ma il prezzo è destinato a crescere, tanto che secondo gli analisti il caffè è tra le principali materie prime a vedere le quotazioni lievitate.

Secondo i dati forniti da Eurostat, nel 2023 in Unione Europea sono stati importati 44,2 milioni di sacchi di caffè, di cui circa il 23% del totale hanno raggiunto l’Italia (10,4 milioni di sacchi), secondo importatore del continente dopo la Germania (34%). In Italia, in particolare, si importa soprattutto dal Brasile (31%), dal Vietnam (23%) e dall’Uganda (15,2%).

Sono proprio le coltivazioni in Brasile ed in Vietnam tra le cause scatenanti l’aumento del prezzo del caffè in Italia, ma anche in Europa.

Infatti, come riportato da Euronews, la siccità in Brasile, il più grande produttore di caffè al mondo, e i gravi tifoni in Vietnam, secondo produttore su scala internazionale, hanno interrotto in modo significativo le catene di approvvigionamento del caffè a livello globale, facendo aumentare i costi di produzione che, alla fine, si ripercuotono sui consumatori.

Il Brasile, responsabile di circa il 40% della produzione mondiale di caffè, ha visto alternarsi ondate improvvise di freddo che hanno gelato le colture di caffè e ridotto la produzione e forte siccità, che ne ha ridotto ulteriormente le rese. Gli approvvigionamenti di Arabica, qualità maggiormente prodotta, hanno dunque visto un brusco calo nella produzione attuale, tanto che in futuro si stima che possa ridursi ulteriormente ad un quinto delle tonnellate prodotte precrisi climatica.

Anche il Vietnam, principale esportatore di Robusta, usato nel caffè istantaneo, ha subito eventi meteorologici estremi, come siccità e piogge eccessive, che hanno compromesso la produzione. Nel mese di settembre, inoltre, le maggiori regioni produttrici degli altopiani centrali, sono state decimate dal tifone Yagi, che ha ucciso almeno 60 persone, provocato centinaia di feriti e ha compromesso in modo significativo le colture. Le perdite sono significative, sia per il raccolto attuale, ma anche per la produzione futura, con gli alberi fortemente danneggiati che impiegheranno anni a guarire e tornare in piena produttività.

Se già nel primo trimestre entrambe le coltivazioni di arabica e di robusta avevano registrato aumenti record, rispettivamente del 36% e del 27%, la situazione non è migliorata nemmeno nel terzo trimestre del 2024, quando, secondo quanto riportato dall’Organizzazione Internazionale del Caffè (ICO), l'organismo intergovernativo composto dai Paesi esportatori e importatori di caffè, l’aumento del costo del caffè è stato in media del 20%, facendo si che per quasi tutto l’anno corrente si siano raggiunti livelli più alti in quasi un decennio.

Oltre alle questioni climatiche, a contribuire all’aumento del prezzo del caffè sono state anche le tensioni geopolitiche globali, che hanno reso molto più costosi e complessi i trasporti delle merci. A cause dei problemi soprattutto verificati in Medio-Oriente e nel Mar Rosso sono aumentati i costi del trasporto marittimo, innalzando ulteriormente i prezzi dei prodotti.

Infine, anche il ruolo dell’inflazione non è indifferente. Infatti, l’inflazione che ha caratterizzato le quotazioni finanziarie del caffè si è trasmessa sui prezzi fisici di tutte le origini, contribuendo quindi ad aumentare il prezzo di questa materia prima così apprezzata.

Numerose sono state dunque le cause che hanno portato ad aumenti del costo dell’amato caffè, bevanda cara a numerosissimi italiani che, in futuro, purtroppo, dovranno pagare profumatamente a causa degli avversi trend globali in atto.

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L'Autore

Elisa Modonutti

Studentessa di Scienze internazionali e diplomatiche, amante della lettura, dei viaggi e con una curiosità innata di scoprire il mondo che ci circonda

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