Multe ambientali all’orizzonte

La BCE pronta a multare 4 banche europee in materia ambientale

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  Elisa Modonutti
  26 giugno 2024
  3 minuti, 15 secondi

L'obiettivo principale da sempre perseguito dalla Banca Centrale Europea (BCE) è la stabilità dei prezzi. L’istituzione bancaria europea sostiene, infatti, fin dalla sua nascita nel 1999, una politica monetaria mirata a contenere l’inflazione e a favorire la crescita e lo sviluppo.

In questi campi rientrano anche le questioni ambientali e quelle relative al cambiamento climatico, che, negli ultimi tempi, sono diventati obiettivi fondamentali perseguiti dall’Unione Europea.

Accanto alla legislazione europea che si sta sviluppando in materia e che mira a rendere l’Europa climaticamente neutra, con industrie e trasporti sostenibili per ridurre l’inquinamento, gli obiettivi climatici, infatti, prevedono anche il rilancio dell’economia grazie alla tecnologia verde.

È proprio in questo campo che la BCE gioca un ruolo fondamentale. La Banca Centrale Europea si pone proprio l’obiettivo di valutare come la transizione verso una società neutra in termini di emissioni di carbonio incida sull’economia europea, in modo da tener conto dell’impatto di tale transizione nelle attività di banca centrale e di vigilanza bancaria. Il tutto al fine di mantenere i prezzi stabili e le banche sicure.

Il lavoro della BCE in materia ambientale si concentra sulla gestione dei rischi climatici nell’ambito della politica monetaria e nelle operazioni di investimento e del sistema finanziario, su una transizione verso un’economia neutra in termini di emissioni di carbonio e sulla promozione di una maggiore comprensione generale dei rischi climatici connessi alla natura, in particolare riguardo la finanza sostenibile.

È proprio sulla base di questi obiettivi fortemente perseguiti che la BCE ha annunciato di voler multare 4 banche europee in materia ambientale.

Il provvedimento, annunciato lo scorso fine maggio, dovrebbe arrivare dopo che alcune banche europee non hanno raggiunto gli obiettivi climatici previsti dalla BCE.

La Banca Centrale Europea, aveva infatti fissato un elenco di scadenze entro le quali le Banche europee si sarebbero dovute attenere per integrare nelle loro agende i rischi legati al cambiamento climatico, alle inondazioni, alla siccità e alla transizione verso nuove fonti energetiche. Alcune banche, tuttavia, hanno accumulato ritardi nell’esecuzione delle direttive.

Il piano sanzioni, minacciato inizialmente per 18 banche, è stato ridotto a provvedimenti contro 4 istituzioni bancarie, anche grazie alle pressioni imposte dalla BCE, che hanno portato molti istituti di credito a conformarsi alle direttive emanate.

Si prevedono multe non troppo elevate, concepite maggiormente a scopo simbolico, per sensibilizzare le banche a conformarsi alle norme in materia ambientale, anche se di norma le sanzioni della BCE possono ammontare fino al 5% delle entrate medie giornaliere di un istituto di credito.

Naturalmente, le banche stanno accumulando sanzioni giornalmente, non colmando l’inerzia in ambito climatico e questo implicherebbe eventualmente maggiori costi pecuniari futuri.

La BCE sostiene fortemente che gli istituti debbano comprendere la gravità della situazione del rischio climatico che rendere imprevedibile l’andamento dell’inflazione e la gestione monetaria.

In una situazione in cui i crescenti danni e la maggiore incertezza connessi al cambiamento climatico possono ridurre la crescita della produttività, è necessario infatti adottare tutte le precauzioni adeguate ad affrontare in maniera efficiente l’eventuale crisi.

Se nella valutazione della Commissione Europea del dicembre 2023, l’impegno dell’UE per contenere il cambiamento climatico non è risultato ancora sufficiente a conseguire gli obiettivi previsti per il 2030, quest’anno è necessario cambiare rotta in tutti gli ambiti, compresa la politica monetaria. È proprio alla luce di questa considerazione che le possibili multe della BCE agli istituti di credito potrebbero contribuire ad una lotta maggiore contro gli effetti di cambiamento climatico e in materia di politica ambientale, al fine di mantenere l’impegno per il raggiungimento degli obiettivi previsti per il 2030.

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L'Autore

Elisa Modonutti

Studentessa di Scienze internazionali e diplomatiche, amante della lettura, dei viaggi e con una curiosità innata di scoprire il mondo che ci circonda

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BCE Ambiente cambiamento climatico Inflazione Europa Unione Europea Rischi climatici