La vittoria alle elezioni presidenziali di Karol Nawrocki, candidato indipendente sostenuto dal partito populista di destra Prawo i Sprawiedliwoś” ("Diritto e Giustizia"), ha causato non poco disordine nel governo polacco, spingendo il Primo ministro Donald Tusk a chiedere un voto di fiducia dal Parlamento per il suo esecutivo, dopo la sconfitta elettorale del candidato Rafał Trzaskowski, politico filoeuropeo supportato dal partito di Tusk.
Sebbene Tusk e il suo governo siano stati riconfermati dal voto di fiducia, si apre una stagione politica difficile per l’ex presidente del Consiglio europeo: nei prossimi due anni, fino alle elezioni parlamentari del 2027, dovrà negoziare con il cattolico e conservatore Nawrocki, che in qualità di Presidente ha il potere di proporre leggi, oltre che quello di esercitare il veto sulle proposte del Governo guidato da Tusk. Nawrocki ha infatti già dichiarato di essere pronto ad usare il suo potere di veto per bloccare qualunque legge che possa alterare l’identità nazionale o ridurre la sovranità del Paese, facendo riferimento in particolar modo alle politiche migratorie, ai diritti LGBTQ+ ed ai rapporti con l’Unione Europea. Il sovranismo di Nawrocki lo porta infatti in aperta opposizione con il Governo di Tusk e con l’UE ed il neoeletto presidente ha già dichiarato durante la campagna elettorale di voler impedire l’ingresso della Polonia nell’eurozona, per salvaguardare la sovranità economica e politica della Nazione.
Il programma politico di Tusk, che prevede l’allineamento della Polonia con le direttive europee soprattutto nell’ambito dei diritti civili, della legalità del sistema giudiziario e della tutela ambientale potrebbe quindi subire un brusco rallentamento. Questo dopo i recenti progressi fatti dal Governo in carica per sbloccare quasi 60 miliardi di euro di fondi provenienti dal Next Generation EU e ulteriori 77 miliardi provenienti dal Fondo di coesione europeo, congelati dalla Commissione europea fino al 2024 a causa di dubbi sull’indipendenza del sistema giudiziario e della magistratura in seguito alle riforme apportate dal governo precedente, guidato proprio dal partito Diritto e Giustizia.
Un’intesa tra il Governo ed il Presidente sarà però possibile sul piano della difesa. Nawrocki sostiene infatti la politica già in atto di investimenti militari, per garantire la sicurezza del Paese ed accrescere il suo ruolo strategico nella NATO; la Polonia, che spende il 4,1% del suo PIL nella difesa, è infatti il membro che più si avvicina all’obiettivo di spesa pari al 5% del PIL stabilito durante il vertice NATO dell’Aia del giugno scorso, fortemente richiesto da Donald Trump. Con la Presidenza di Nawrocki, i rapporti tra Varsavia e Washington potrebbero inoltre rafforzarsi ulteriormente, considerata la grande stima del Presidente polacco per l’omologo statunitense, dal quale ha ricevuto un endorsement lo scorso maggio, durante una visita di Nawrocki alla Casa Bianca dietro invito dello stesso Trump.
L’elezione di Nawrocki potrebbe però avere ripercussioni future anche sulla politica della Polonia all’interno della NATO, soprattutto per quanto riguarda la questione Ucraina. L’approccio complicato assunto da Trump nei confronti del Presidente Zelenskyy ha legittimato l’espressione di posizioni anche non pienamente pro-Ucraina anche da parte di altri politici, permettendo a Nawrocki di fare leva sulle dispute tra Ucraina e Polonia durante la campagna elettorale.
Fin dallo scoppio del conflitto nel febbraio 2022, la Polonia è stata uno dei paesi europei che maggiormente ha contribuito con aiuti finanziari all’Ucraina, e che nel 2025 è arrivata ad ospitare più di 990 mila rifugiati ucraini. Nawrocki stesso è fortemente favorevole a continuare lo sforzo bellico contro la Russia, e la sua posizione apertamente antisovietica ha portato il Ministro dell’interno russo ad inserirlo nella lista dei ricercati come nemici del regime. Tuttavia, Con Nawrocki, ciò che potrebbe venire meno è il sostegno incondizionato al Governo di Kiev: per il Presidente l’ingresso dell’Ucraina nella NATO e nell’Unione Europea è vincolato alla risoluzione di alcune controversie con il Paese, di carattere economico ma anche storico e diplomatico, come il massacro dei polacchi in Volinia: tutte questioni che erano state temporaneamente messe da parte a causa dello scoppio del conflitto con la Russia, ma che Nawrocki, in quanto storico, specializzato nel secondo Dopoguerra ed esperto in relazioni tra Polonia ed Ucraina, ha riportato nel vivo del dibattito politico, soprattutto per supportare la sua retorica nazionalista durante il periodo elettorale. Il timore della competitività dei prodotti agricoli ucraini nei mercati europei e la richiesta di giustizia sulle violenze subite dal popolo polacco ad opera delle forze nazionaliste ucraine hanno ottenuto il voto degli elettori di destra, rafforzato soprattutto dal crescente malcontento per il numero di rifugiati nel Paese; le conseguenze sulla politica estera polacca potrebbero però essere significative.
L’equilibrio politico nel Paese assume un’importanza strategica ben oltre i confini nazionali, considerando soprattutto le relazioni più strette con la Casa Bianca e le conseguenze che queste potrebbero avere nelle decisioni prese a Bruxelles. La dialettica tra il presidente Nawrocki e il governo Tusk determinerà non solo la traiettoria interna del Paese, ma anche la sua capacità di incidere sulle dinamiche europee, sul sostegno a Kiev e sul ruolo di Varsavia nella NATO. In un momento in cui si intravedono nuove trattative di pace tra il presidente Vladimir Putin e Donald Trump, la posizione polacca potrebbe influire in modo determinante sull’assetto di sicurezza del continente, soprattutto per i futuri sviluppi della difesa europea. La Polonia, ponte tra l’Unione Europea e il fronte orientale, resta dunque un attore imprescindibile per capire il futuro equilibrio politico e militare in Europa.
Mondo Internazionale APS - Riproduzione Riservata ®2025
Condividi il post
L'Autore
Cristel Vinciguerra
Categorie
Tag
NATO EU European Union Poland