Può la tecnologia influenzare le elezioni politiche?

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  Jacopo Biagi
  30 agosto 2024
  5 minuti, 6 secondi

Negli ultimi decenni la tecnologia ha rivoluzionato il modo attraverso cui le persone comunicano e si informano. Strumenti elettronici quali telefoni e computer, per via della facilità di utilizzo e della rapidità di ricerca delle notizie in rete, si sono evoluti come fonte primaria di informazione. Tuttavia, se le informazioni pubblicate sui giornali e trasmesse in televisione dovrebbero essere vagliate e selezionate da professionisti che si occupano di accertare i fatti e verificare le fonti, così non è per la maggior parte dei contenuti pubblicati sul web. Qualsiasi utente, infatti, potrebbe essere in grado di caricare in rete false informazioni e diffonderle in tutto il mondo nel giro di poche ore.

Se da un lato la digitalizzazione ha ampliato e facilitato l'accesso alle informazioni e reso possibile un maggiore coinvolgimento della popolazione, dall'altro ha aperto le porte a nuovi rischi, tra cui la disinformazione e le fake news, le quali possono influenzare negativamente il libero pensiero degli utenti.

Politica e tecnologia

Con l'avvento dei social media, l’informazione politica è passata dai dibattiti televisivi e comizi elettorali a una comunicazione più dinamica e diretta tramite le piattaforme online. I politici utilizzano i social media per avvicinarsi maggiormente agli elettori e raggiungere il pubblico più giovane che fisiologicamente ne predilige la forma.

Tuttavia, l’impiego di queste piattaforme in cui le comunicazioni politiche avvengono direttamente senza né contraddittorio né filtri che verifichino le informazioni divulgate o l’accuratezza dei dati mostrati, possono trarre in inganno gli elettori influenzando il normale corso del processo democratico.

La società Open AI, nota per aver sviluppato ChatGPT, ha recentemente individuato e sventato una campagna di disinformazione condotta dall’Iran. L’operazione, denominata “Storm-2035”, sfruttava il chatbot della società per generare contenuti online con lo scopo di seminare confusione su temi delicati come le elezioni presidenziali, i diritti civili e i conflitti armati in corso. Gli hacker avevano creato alcuni siti web e account social sui quali diffondevano contenuti manipolati e fake news. Inoltre, la scorsa settimana, gli stessi hacker avrebbero preso di mira alcuni pezzi grossi di Washington DC. Secondo le dichiarazioni dell’FBI, il consigliere di Trump, Roger Stone, sarebbe rimasto vittima di una e-mail malevola che avrebbe permesso ai criminali di impossessarsi del suo account personale. La notizia di un attacco mirato alla politica americana giunge anche da Microsoft e Google che in una pubblicazione online avrebbero confermato il tentativo di alcuni hacker di colpire numerose figure politiche e diplomatiche vicine all’amministrazione Biden e all’ex Presidente Trump.

Un altro prodotto dell’intelligenza artificiale che mette a rischio il normale corso del processo democratico è il cosiddetto “deepfake”: un contenuto audio, video o fotografico generato dall’intelligenza artificiale con lo scopo di imitare in modo del tutto realistico l’aspetto e le caratteristiche di una persona in modo da ingannare il pubblico.

Deepfake ed elezioni americane

Gli Stati Uniti stanno entrando nel vivo della campagna elettorale che vedrà impegnati Kamala Harris, attuale Vicepresidente degli USA, e Donald Trump, ex Presidente. La data del 5 novembre in cui gli americani saranno chiamati al voto è sempre più vicina e discutibili episodi di propaganda si fanno più frequenti. Nel corso degli ultimi mesi, infatti, sono state pubblicate numerose foto artefatte che hanno avuto un notevole impatto sulla campagna elettorale e che hanno sollevato numerose polemiche.

Uno degli episodi più recenti è la pubblicazione di alcune foto su Truth, social network di proprietà dello stesso Trump, in cui veniva riprodotta artificialmente un’immagine della cantante Taylor Swift che suggeriva di votare per l’ex Presidente. Nonostante le immagini artefatte siano state rapidamente dichiarate false da parte dell’entourage della celebre cantante, hanno nel frattempo raggiunto migliaia di utenti inducendo credere che il candidato avesse il supporto dell’artista e influenzando l’opinione delle persone.

Un altro spiacevole episodio si è verificato a gennaio in occasione delle elezioni primarie nel New Hampshire. Gli elettori avrebbero ricevuto una chiamata automatica in cui l’intelligenza artificiale, spacciandosi per il presidente Joe Biden, avrebbe intimato loro di non recarsi ai seggi rinunciando al diritto di voto.

Nell’agosto 2023, un’indagine condotta tra gli americani da YouGov ha evidenziato un alto tasso di preoccupazione per l’implicazione della tecnologia IA. I dati mostrano che il 60% dei partecipanti è molto preoccupato per la diffusione di audio e video deepfake prodotti dalla IA. Inoltre, il 78% dei cittadini è preoccupato per l’impiego di software di intelligenza artificiale per la diffusione della propaganda politica.

Alla luce di questi spiacevoli episodi appare evidente che vi sia più di un aspetto negativo legato ai deepfake. Il rischio maggiore è concentrato nel periodo appena precedente le elezioni durante il quale testate giornalistiche e staff elettorali, con poco tempo a disposizione per la verifica approfondita di fatti e comunicati, potrebbero diffondere accidentalmente contenuti che alimenterebbero la disinformazione, influenzando potenzialmente in senso negativo le intenzioni di voto dei cittadini.

Per sventare questa eventualità le piattaforme di social network si sono mobilitate, pressate anche da Istituzioni e opinione pubblica, per implementare sistemi di verifica dei contenuti che oscurino contenuti non veritieri. Allo stesso tempo sono nate numerose organizzazioni indipendenti che si dedicano a tempo pieno al vaglio delle informazioni e che cercano di sensibilizzare gli utenti sulla necessità di analizzare le fonti e verificare in modo critico le notizie reperite in rete.

La digitalizzazione presenta dunque opportunità da sfruttare, ma anche problematiche che devono essere controllate e arginate. Il processo legislativo iniziato dalle Istituzioni e che mira a disciplinare la tecnologia di intelligenza artificiale è un passo fondamentale verso la tutela del pubblico e la sensibilizzazione sull’argomento. Divengono però fondamentali sia la collaborazione delle piattaforme social che quotidianamente cercano di limitare la disinformazione, sia l’occhio critico con cui gli utenti finali ricercano e assimilano le informazioni reperite su internet.

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Jacopo Biagi

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