Il ritorno di Trump alla Casa Bianca prelude a un terremoto politico ed economico di portata globale. Ma anche quello che si sta imponendo nel novero dei Presidenti di maggior impatto nella storia degli Stati Uniti non può cancellare le calamità naturali propriamente dette, pur sminuendo la crisi climatica.
Le precipitazioni che hanno devastato la regione di Valencia a fine ottobre ricordano come le conseguenze del cambiamento climatico non risparmino neanche il Nord Globale.
Tra tali conseguenze figura l’attuale crisi assicurativa statunitense, che abbiamo raccontato in un precedente articolo. All’indomani delle Presidenziali americane, ritorniamo sull’argomento per considerare alcune potenziali misure volte se non a cauterizzare, quanto meno a tamponare una ferita che minaccia di allargarsi.
E lo facciamo con un focus su uno dei più iconici stati federali, il cui nome non si è certi se alluda a un paradiso terrestre o a una calda fornace, la California.
California Dreamin’
Nel 2024, la California ha registrato oltre 7'500 incendi, che hanno bruciato oltre un milione di acri di terreno e distrutto quasi 1'500 strutture, danneggiandone altre 270. In seguito a un mese di giugno più caldo del normale, il colosso State Farm ha richiesto aumenti per le tariffe di assicurazione sulla casa fino al 52%, dopo aver cessato di sottoscrivere nuove polizze immobiliari l’anno precedente.
Con un’offerta sempre più ridotta e inaccessibile, la lacuna assicurativa non sembra destinata a rimarginarsi, lasciando il Golden State in fiamme e senza copertura.
In questo contesto, la Philanthropy California, un’alleanza di associazioni filantropiche regionali, collabora con l’Ufficio dei servizi di emergenza del Governatore statale (Cal OES) per supportare sia il soccorso immediato sia il ripristino sul lungo termine. I suoi sforzi includono prioritizzare fondi di aiuto a comunità marginalizzate e con risorse inadeguate, o connettere finanziatori, partner governativi e organizzazioni attive nella risposta ai disastri.
Un servizio simile viene offerto dal Center for Disaster Philanthropy (CDP), un centro che fornisce consulenza ai donatori per massimizzare il loro impatto, oltre a supportare le comunità californiane attraverso un fondo dedicato, il California Wildfires Recovery Fund. In particolare, il CDP lavora direttamente con autorità e no-profit locali per identificare bisogni specifici, incoraggiando interventi prima e dopo gli incendi per migliorare preparazione, mitigazione, risposta e recupero.
Intanto, per via del mancato rinnovo delle polizze assicurative, le stime per le perdite di valore delle proprietà immobiliari californiane hanno già assunto proporzioni sesquipedali.
Secondo un’analisi di Insure Our Future – una campagna globale di ONG che denuncia le responsabilità dell’industria assicurativa nella crisi climatica –, la casa media del Golden State che non riceva un rinnovo potrebbe veder volatizzare dal 12% al 39% del proprio valore. A fronte di oltre 100'000 mancati rinnovi già attuati o previsti, il range delle perdite economiche totali spanna da quasi 10 a oltre 32 miliardi di dollari.
Home hardening
Per contrastare questa tendenza, una delle vie proposte dallo stesso governo della California è il cosiddetto ‘home hardening’. L’espressione indica una gestione della vegetazione domestica e un uso di materiali costruttivi atti a diminuire la vulnerabilità di una casa di fronte a fiamme, braci e calore proiettati da un incendio.
Misure di home hardening includono la rimozione di tutta la vegetazione immediatamente attaccata alla casa, dagli alberi alle aiuole fiorite, l’installazione di finestre a doppio vetro temperato e l’eliminazione di cancelli o recinti in legno.
Uno studio condotto dalle Dott. Lisa Dale e Kimiko Barrett rivela come le politiche focalizzate sull’ambiente edificato, come regolamenti edilizi obbligatori e misure di home hardening, siano le più efficaci a ridurre il rischio da incendio. Paradossalmente, tuttavia, sarebbero anche tra le meno sovvenzionate e supportate.
Al contrario, denunciano le esperte, la soppressione estesa degli incendi, che riceve molti più finanziamenti, seppur efficace nell’immediato, fa poco per ridurre il rischio cui sono esposte le comunità californiane, e anzi contribuirebbe ad aumentarlo nel lungo periodo. Entro certe misure, infatti, gli incendi naturali aiutano a prevenire l’eccessiva formazione di una biomassa boschiva infiammabile, cosicché spegnere un incendio oggi minaccia di creare le condizioni per un incendio più estremo domani.
Lo studio raccomanda così al Congresso di creare e sovvenzionare adeguatamente programmi di home hardening, e ai governi statali di incoraggiare regolamenti edilizi obbligatori in aree soggette a incendi.
Questo tipo di soluzione ha anche il pregio di non antagonizzare necessariamente gli assicuratori privati. In tal senso, l’Insurance Institute for Business & Home Safety (IBHS), un’organizzazione di ricerca no profit sostenuta dal settore assicurativo, si è impegnata in sforzi di analisi e promozione per rendere le infrastrutture abitative più resilienti.
E anche il governo della California sembra essere recettivo alle raccomandazioni.
Sustainable Insurance Strategy
La risposta più comprensiva delle autorità del Golden State consiste nella Sustainable Insurance Strategy, creatura e cavallo di battaglia di Ricardo Lara, Commissario presso il Dipartimento di assicurazioni della California (CDI).
Col supporto del Governatore Gavin Newsom, la Strategia comprende tre obiettivi fondamentali:
- Rendere le assicurazioni disponibili e convenienti, soprattutto in aree ad alto rischio.
- Creare un mercato assicurativo resiliente di fronte al cambiamento climatico e alle fluttuazioni dell’economia.
- Proteggere le comunità da incendi e altri disastri naturali.
Come spiega un ottimo articolo su Bankrate, elemento cardine della strategia è la modalità con cui gli assicuratori calcolano i propri tassi.
Finora, le compagnie assicurative potevano utilizzare solo dati storici per stabilire polizze antincendio sulle case, col risultato di vederle impennare subito dopo un disastro. Con dati imprecisi, infatti, il prezzo di un’assicurazione riflette malamente i rischi coperti, cosicché, dinanzi alla prospettiva di perdite ingenti, le compagnie si riducono ad alzare i premi per rimanere solvibili o a ritirarsi direttamente dal mercato.
Per prevenire questi scenari, il CID permetterebbe agli assicuratori di combinare i dati storici con algoritmi predittivi, simulazioni al computer e nuove ricerche scientifiche – il cosiddetto ‘catastrophe modeling’ – per meglio stimare l’impatto di una catastrofe, e accordare i propri prezzi di conseguenza. In tal modo, le compagnie sarebbero incoraggiate a rimanere nel mercato californiano, ampliando anzi la propria azione in aree finora scoperte perché ritenute troppo rischiose.
Allo stesso tempo, Mr. Lara ha posto una serie di condizioni per ricorrere a questo più accurato catastrophe modeling – già usato per altro per il rischio da terremoto.
Innanzitutto, il CID monitorerà attentamente i nuovi modelli adoperati dalle compagnie assicurative, e sta per di più ultimando un proprio modello pubblico per incendi catastrofici da imporre come standard. Inoltre, gli assicuratori dovranno sottoscrivere almeno 85% delle nuove polizze, rese possibili dai metodi di calcolo moderni, in zone storicamente ignorate e quindi più esposte. Per di più, nel formulare i premi, le compagnie saranno tenute a tener conto dei regolamenti per rendere le case meno vulnerabili agli incendi.
In tal modo, tutti i proprietari di immobili che abbiano adottato misure di home hardening vedranno i propri sforzi riflessi e ripagati nel più adeguato prezzo delle polizze assicurative.
Public-Private Partnerships
È ovviamente ancora presto per valutare il successo della Sustainable Insurance Strategy. La strategia ha però il merito di mostrare come il potere legislativo possa intervenire proattivamente invece che lasciare che siano il settore privato e la sola società civile a dirimere la questione.
“Stiamo sopravvivendo con regole del XX secolo per problemi del XXI secolo”, ha affermato Mr. Lara all’Assemblea del Comitato assicurativo lo scorso maggio. “Dobbiamo essere reattivi. La lezione del passato è che non possiamo essere bloccati in altri trent’anni di regole stagnanti”.
La crisi climatica è forse la variabile che più di tutte impone un cambio di paradigma.
A riconoscerlo è anche l’Associazione internazionale delle autorità di vigilanza assicurativa (IAIS). In un recente report sulle lacune nella protezione da catastrofi naturali – i cosiddetti ‘protection gaps’, ovvero la porzione non assicurata di perdite da disastro naturale –, l’IAIS sottolinea infatti la crescente importanza della collaborazione tra pubblico e privato, o public-private partnerships (PPPs), per complementare i rispettivi punti di forza.
Ça va sans dir, perché tali collaborazioni sussistano occorre che la politica, statunitense come mondiale, si assuma le proprie responsabilità e non faccia orecchie da mercante di fronte alla crisi climatica.
Forse, viste le implicazioni economiche della crisi assicurativa statunitense, persino un mercante – o un “businessman doing business” – sarà costretto ad ascoltare.
Mondo Internazionale APS - Riproduzione Riservata ® 2024
Condividi il post
L'Autore
Matteo Gabutti
IT
Matteo Gabutti è uno studente classe 2000 originario della provincia di Torino. Nel capoluogo piemontese ha frequentato il Liceo classico Massimo D'Azeglio, per poi conseguire anche il diploma di scuola superiore statunitense presso la prestigiosa Phillips Academy di Andover (Massachusetts). Dopo aver conseguito la laurea in International Relations and Diplomatic Affairs presso l'Università di Bologna, al momento sta conseguendo il master in International Governance and Diplomacy offerto alla Paris School of International Affairs di SciencesPo. All'interno di Mondo Internazionale ricopre il ruolo di autore per l'area tematica Legge e Società, oltre a contribuire frequentemente alla stesura di articoli per il periodico geopolitico Kosmos.
EN
Matteo Gabutti is a graduate student born in 2000 in the province of Turin. In the Piedmont capital he has attended Liceo Massimo D'Azeglio, a secondary school specializing in classical studies, after which he also graduated from Phillips Academy Andover (MA), one of the most prestigious preparatory schools in the U.S. After his bachelor's in International Relations and Diplomatic Affairs at the University of Bologna, he is currently pursuing a master's in International Governance and Diplomacy at SciencesPo's Paris School of International Affairs. He works with Mondo Internazionale as an author for the thematic area of Law and Society, and he is a frequent contributor for the geopolitical journal Kosmos.
Tag
Stati Uniti d'America Crisi assicurativa cambiamento climatico Incendi Alluvione California ElezioniUSA Trump crisi climatica danni economici Politica Economia