Pete Hegseth, Segretario della Difesa americano e autoproclamato “War Secretary”, sta affrontando una profonda crisi che rischia di destabilizzare il Pentagono e la politica militare dell’amministrazione Trump.
Lo scandalo Signal
Il primo scandalo che ha interessato Hegseth risale all'aprile di quest’anno, quando aveva discusso di informazioni classificate del Pentagono in un gruppo sull’app di messaggistica Signal, applicazione debole nei controlli e nella tracciabilità. Nello specifico, Hegseth aveva condiviso i dettagli di un’operazione dell’aeronautica militare americana in Yemen, come il numero e l’orario dei bombardamenti.
Nonostante Hegseth avesse respinto le accuse con decisione, puntando il dito verso alcuni ex dipendenti del Pentagono scontenti della sua gestione, la questione è riemersa recentemente quando l’Ispettore Generale del Pentagono ha pubblicato un rapporto nel quale conclude che il Segretario della difesa ha effettivamente violato le norme interne del dipartimento. Il report conferma che le azioni di Hegseth hanno “creato un rischio per la sicurezza delle operazioni e che avrebbero potuto risultare nel fallimento della missione e potenzialmente danneggiare i piloti americani.”
La “guerra alla droga”
Un secondo scandalo riguarda la “guerra alla droga” che il Presidente americano Donald Trump ha dichiarato contro il commercio illegale di fentanyl nel territorio degli States. Nonostante secondo diversi esperti la via principale di ingresso del fentanyl negli Stati Uniti sia il Messico, la politica aggressiva di Trump gravita al momento nei Caraibi, dove la gang Tren de Aragua è stata ufficialmente designata come organizzazione terroristica e diverse navi venezuelane sono state bersaglio di attacchi statunitensi. In questo contesto, in diverse operazioni che finora hanno causato la morte di oltre 80 venezuelani, ha suscitato particolare scalpore l’operazione del 2 settembre, durante la quale due uomini sopravvissuti al primo attacco sono stati colpiti di nuovo e uccisi
Di nuovo, nonostante secondo un’inchiesta del Washington Post sia stato Hegseth in persona ad ordinare di “ucciderli tutti”, ordine che secondo diversi rappresentati del Partito Democratico rappresenterebbe un crimine di guerra, il Pentagono ha giustificato l’uso della forza in nome della legittima difesa e ha addossato la responsabilità dell’ordine all’ammiraglio Frank M. Bradley. “Abbiamo solo cominciato a colpire le navi dei narcotrafficanti” ha dichiarato Hegseth, difendendo apertamente Bradley e confermando l’appoggio incondizionato di Trump all’operazione.
Le richieste di dimissioni
Nonostante le giustificazioni del Pentagono e l’appoggio di Trump, l’uso sproporzionato della forza militare e la gestione maldestra di Hegseth nel caso Signal hanno sollevato pressanti richieste di dimissioni del Segretario della difesa.
Nonostante la maggior parte delle lamentele sulla mala gestione del Pentagono provenga dal Partito Democratico, importanti rappresentanti del Partito Repubblicano hanno partecipato ad un incontro bipartisan per discutere della questione. “Tra supervisionare questa campagna nei Caraibi, rischiare la vita dei soldati americani condividendo piani di guerra su Signal e molto altro, non potrebbe essere più ovvio che il Segretario Hegseth non è adatto a questo ruolo, ed è ora che si dimetta” ha dichiarato il Senatore democratico Patty Murray durante l’incontro.
Inoltre, il Senatore democratico Chris Murphy ha accusato Hegseth di “aver venduto l’ammiraglio Bradley” per la questione dell’attacco del 2 settembre, spedendo, secondo la sua opinione, un chiaro messaggio alla catena di comando del Pentagono.
Altri rappresentanti democratici lo hanno definito “incompetente, avventato e una minaccia per la vita degli uomini e delle donne che servono le forze armate”, accusandolo di mentire apertamente e di addossare le proprie colpe sui subordinati.
Da parte repubblicana, il Senatore Rand Paul si è detto dubbioso riguardo alle dinamiche dell’attacco del 2 settembre, mentre il Deputato Don Bacon ha dichiarato alla CNN di aver visto abbastanza per convincersi che Hegseth non sia un leader giusto per il Pentagono.
Nonostante i malesseri e le richieste di dimissioni continuino ad aumentare, e da entrambe le parti politiche, il sostegno di Trump alle operazioni militari nei Caraibi e alla gestione Hegseth non sembra vacillare. “Un buon lavoro”: così Trump descrive quanto fatto da Hegseth nei primi mesi del suo secondo mandato presidenziale, mentre le preoccupazioni legate ad un uso sproporzionato della forza militare si fanno sempre più pressanti.
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