"Sicurezza, Europa!”: si apre con uno slogan la presidenza polacca al Consiglio dell'Unione europea

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  Tiziano Sini
  06 gennaio 2025
  2 minuti, 49 secondi

Sicurezza, Europa!”, è questo lo slogan che inaugura l’inizio della presidenza polacca al Consiglio dell’Unione europea. Un messaggio che riassume in maniera chiara su quali orizzonti si muoveranno i vertici nazionali nei prossimi mesi, ricoprendo quel delicato e prestigioso ruolo politico che solamente un’altra volta nella storia era stato ricoperto dal Paese dell’Est Europa.

Si tratta di un evento estremamente rilevante per la Polonia, che dalle dichiarazioni emerse sembra pronta a operare in maniera strategica, delineando un programma estremamente dinamico e incisivo, in forte discontinuità con la precedente presidenza ungherese. Proprio su quest’ultimo aspetto si giocherà gran parte della partita dei prossimi sei mesi.

Dopo l’intraprendente esperienza della Presidenza Orban, infatti, sono stati moltissimi i malumori scatenati dalla politica estremamente controversa portata avanti dall'Ungheria, il cui culmine è stata la visita in Russia dal Presidente Putin, senza dimentica le enormi resistenze nell’introduzione di nuove sanzioni alla Russia e nell’invio di nuovi aiuti all’Ucraina[1].

Per marcare questa forte discontinuità con il passato recente, una delle parole d’ordine della Presidenza Tusk sarà proprio sicurezza (da qui lo slogan “Sicurezza, Europa!”), proprio perché, come anticipato dallo stesso, “la Polonia sosterrà le attività di rafforzamento della sicurezza europea in tutte le sue dimensioni: esterna, interna, informativa, economica, energetica, alimentare e sanitaria"[2].

Non solo quindi un sensibile cambio di prospettiva sulla questione ucraina e sui rapporti con la Russia, ma anche su dossier migratorio, tema da sempre dirimente all’interno delle istituzioni europee e che ha creato numerosi attriti fra i governi nazionali negli ultimi anni.

Una posizione, anche in questo caso, rimarcata dallo stesso Tusk con parole piuttosto decise: “Sono felice che ci siano sempre meno oppositori al nostro modo di pensare, alla protezione delle frontiere europee e delle frontiere nazionali, e che sempre più persone condividano la stessa visione. Non tutti sono entusiasti di queste iniziative polacche, come la sospensione temporanea del diritto d'asilo… so che è un argomento piuttosto divisivo, ma voglio ribadire che la Polonia continuerà a perseguire questa linea dura nella sua politica nazionale. Tuttavia, cercheremo di presentare molti argomenti con i miei ministri a tutti in Europa, affinché si comprenda che una protezione efficace delle frontiere europee contro la migrazione illegale, anche utilizzata in modo strumentalizzato dalla Russia e Bielorussia, è una causa comune. Non dobbiamo litigare su questo e spero che riusciremo a convincere anche gli altri"[3].

In questo caso, quindi, la situazione si preannuncia piuttosto spinosa e potrebbe creare numerosi dissapori internamente all’Unione. Tuttavia, sarà interessante analizzare gli sviluppi di quello che si preannuncia un semestre presidenziale che, per quanto probabilmente in forte antitesi con quello ungherese, condividerà con quest’ultimo notevoli dinamiche identitarie e grandissima dinamicità. Così come sarà altrettanto interessante osservarne l’operato in un momento di grandissima tensione interna all’Unione, dettata da una grande fragilità istituzionale e da numerose crisi a livello nazionale, che potrebbero irrimediabilmente cambiare il volto dell’Ue, in un futuro prossimo, dove proprio la Polonia si sta progressivamente ritagliando un ruolo di primo piano.



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Tiziano Sini

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