Stati Uniti: l’escalation dell’ICE tra repressione e proteste civili

  Articoli (Articles)
  Angela Sartori
  30 gennaio 2026
  5 minuti, 57 secondi

In queste ultime settimane gli episodi di violenza negli Stati Uniti d’America che hanno per protagonista l’Ice, un'agenzia federale, stanno avendo una grande copertura mediatica internazionale a causa della frequenza, dell’intensità e delle modalità. Gli episodi hanno scaturito enormi proteste tra i cittadini americani. Queste dinamiche si inseriscono nel quadro più ampio di controllo attuato dall’amministrazione Trump nella sua morsa sempre più stretta contro l’immigrazione.

Minneapolis, epicentro della crisi

Il 7 gennaio 2026, Renée Nicole Good viene uccisa alla guida della sua macchina con un colpo di pistola da uno dei poliziotti dell’Ice. Renée era coinvolta in un’iniziativa volontaria da parte dei cittadini per controllare l’operato dell’Ice.

Due settimane più tardi sono diventate virali le immagini di Liam Ramos, bambino di 5 anni preso in custodia dall’Ice e usato come esca per arrestare il padre, sempre a Minneapolis.

L’ultimo episodio che ha colpito la comunità americana è stato l’uccisione dell’infermiere Alex Pretti da parte di due poliziotti della polizia di frontiera, durante una delle proteste pacifiche contro le azioni dell’Ice.

Tutti e tre gli episodi sono accaduti a Minneapolis, uno dei maggiori centri abitati del Minnesota, stato del Midwest confinante con il Canada. Questo non è un caso, dato che lo stato è stato preso di mira dal governo Trump. Sebbene il Minnesota sia relativamente ricco e non presenti un tasso elevato di migranti, ha un governo democratico, a differenza degli altri stati del Midwest. Le minoranze etniche presenti stanno continuando a crescere, in particolare quella somala, di cui è parte Ilhan Omar, deputata democratica e una delle prime donne musulmane ad essere eletta al Congresso, nonché una delle maggiori oppositrici di Trump. Sempre a Minneapolis emblematico è stato l’omicidio di George Floyd nel 2020 da parte di un poliziotto, che ha fatto nascere il movimento Black Lives Matter in risposta alla police brutality che prende di mira in particolar modo la comunità afroamericana.

L’Ice e la lotta contro l’immigrazione

Ma esattamente, che ruolo hanno l’Ice e la polizia di frontiera? Entrambe sono due agenzie federali che fanno parte del dipartimento per la sicurezza interna (Dhs), fondato dopo l’attentato delle Torri Gemelle. Il compito dell’Ice, Immigration and Customs Enforcement, è quello di contrastare le forme di terrorismo e di far rispettare le leggi sull’immigrazione. La polizia di frontiera, Border Patrol, invece, nasce per controllare gli ingressi ai confini e per contrastare contrabbando, entrate e traffici irregolari. L’Ice ha quindi poteri diversi rispetto alla classica polizia, dato che gli immigrati irregolari sono il loro obiettivo primario e quindi possono essere arrestati dall’agenzia. La situazione cambia per i cittadini statunitensi, i quali possono essere trattenuti dall’agenzia federale solo in occasioni particolari: se ostacolano un arresto, se ci sono aggressioni verso gli agenti o se si sospetta siano entrati in maniera irregolare negli Usa.

Trump ha potenziato le forze dell’Ice: ha richiamato anche altri agenti di altri corpi federali integrandoli all’Ice. Inoltre si sta facendo sempre più frequente anche l’intervento della polizia di frontiera, la Border Patrol, la quale, al contrario di quanto dovrebbe, sta iniziando ad operare in maniera più frequente a fianco dell’Ice.

Nei primi 9 mesi della presidenza Trump l’Ice ha trattenuto circa 170 cittadini statunitensi con l’accusa di essere entrati irregolarmente negli Usa. Inoltre, il governo degli Stati Uniti ha reso noto di aver espulso 605.000 persone tra gennaio e dicembre 2025, aggiungendo che circa 1,9 milioni di immigrati hanno lasciato il Paese volontariamente per evitare arresti e periodi di detenzione. Il 30 novembre 2025, l’Ice aveva in custodia circa 65.000 persone.

La normalizzazione della violenza

Tuttavia, il modo in cui l’Ice sta attuando le politiche volute da Trump è estremamente violento: questo ha portato migliaia di cittadini a scendere per le strade e protestare in modo pacifico contro l’operato dell’agenzia federale, che spesso abusa del proprio potere. Si sono formate rete di volontari per monitorare le azioni dell’Ice e le persone hanno preso l’abitudine di filmare quando è presente l’agenzia federale.

L’uccisione di Renée Nicole Good e di Alex Pretti ne è un esempio, dato che in entrambi i casi le due persone erano coinvolte in una forma di protesta contro le forze dell’Ice. Le loro morti hanno scatenato un’ulteriore ondata di proteste, non solo in Minnesota, ma anche nelle maggiori città americane. Oltre a loro, almeno altre 5 persone sono state uccise da un colpo di pistola da agenti dell’Ice da quanto Trump è tornato in carica.

Anche la vicenda riguardante al bambino di 5 anni è significativa. Infatti risulta che il padre non sia un immigrato irregolare, dato che aveva presentato richiesta di asilo politico e le pratiche burocratiche stavano procedendo regolarmente.

Al momento padre e figlio sono in un campo di detenzione a Dilley, in Texas, il South Texas Family Residential Center, l’ultimo centro di detenzione per le famiglie dopo che Biden aveva posto fine a questa pratica, successivamente ripresa da Trump. Anche in questo caso, moltissime persone si sono riunite fuori dal centro per protestare contro l’accaduto.

Inoltre, alcuni avvocati difensori di vittime qui trattenute hanno denunciato le condizioni critiche in cui le persone si trovano, dato che manca acqua potabile e le cure mediche non sono fornite in tempo. Queste condizioni diventano ancora più gravi se si considera che vengono trattenuti anche bambini, andando contro un accordo del 1997, il Flores Settlement Agreement, che afferma che la messa in libertà dei minori dovrebbe essere una priorità per la polizia.

Questo caso non è isolato. A gennaio ci sono stati almeno altri 3 episodi in cui bambini o ragazzi sono stati detenuti dall’Ice nello stesso quartiere di Liam Ramos, durante il tragitto per andare a scuola.

Ciò ha causato un clima di terrore e ha portato molte persone ad aver paura di uscire di casa anche solo per accompagnare i figli a scuola.

La situazione attuale fa riflettere sulla crescente violenza che sta colpendo la società americana e su come il governo Usa sta cercando di giustificarla. Per esempio, le versioni dei fatti fornite dalla Casa Bianca in questi tre casi differiscono da quelle riportate dai testimoni oculari e dai video girati: Alex Pretti è stato descritto come armato e violento. La detenzione di Liam Ramos è stata descritta come inevitabile dato che la madre rifiutava di prenderlo con sé, lasciandolo di conseguenza al padre. Entrambe le versioni sono state smentite.

Inoltre, le persone prese di mira o vittime sono spesso in contrasto con le politiche dell’attuale governo e quindi la Casa Bianca si sta servendo dell’Ice per perseguire le sue strategie di controllo, rafforzando il proprio potere e erodendo giorno dopo giorno la libertà dei suoi cittadini.

Mondo Internazionale APS - Riproduzione Riservata ®2026

Condividi il post

L'Autore

Angela Sartori

Angela Sartori si è laureata in Interdisciplinary Research and Studies on Eastern Europe (MIREES) presso l'Università di Bologna. Le tematiche che ha affrontato durante il suo corso di studi si sono concentrate principalmente sui fenomeni migratori e sulle problematiche legate alle minoranze etniche, nonché sulle relazioni lasciate dall'eredità sovietica in particolare in Ucraina, nella Federazione Russa e negli stati del Caucaso meridionale.

Categorie

Diritti Umani

Tag

USA Trump Migrazioni ICE Proteste police brutality