Dal 15 al 17 giugno 2026 si è svolto a Évian-les-Bains il vertice dei leader del G7, organizzato nell’ambito della presidenza francese del Gruppo dei Sette. Il summit ha visto riunire i capi di Stato e di governo del Canada, della Francia, della Germania, del Giappone, dell’Italia, del Regno Unito, degli Stati Uniti e i rappresentanti dell’Unione europea, con lo scopo di affrontare alcune delle principali crisi che caratterizzano l’attuale scenario internazionale.
L’incontro si è svolto in un momento segnato dal conflitto tra Russia e Ucraina, dalle tensioni in Medio Oriente, dalle trasformazioni dell’economia mondiale e dall’accelerazione dello sviluppo dell’intelligenza artificiale. Accanto ai membri del G7 hanno partecipato anche numerosi Paesi partner, tra cui Brasile, India, Corea del Sud, Arabia Saudita, Egitto e Kenya, oltre ai rappresentanti della Banca Mondiale, della Banca Africana di Sviluppo, del Fondo Monetario Internazionale e dell’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico, confermando la volontà di ampliare il dialogo con altri attori della comunità internazionale.
Secondo il programma ufficiale pubblicato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, il presidente Giorgia Meloni ha partecipato alle sessioni dedicate alla sicurezza internazionale, al sostegno all’Ucraina, ai partenariati con i Paesi emergenti e al confronto con i principali attori del settore dell’intelligenza artificiale. Sono stati svolti incontri bilaterali con il primo ministro canadese Mark Carney e con il presidente degli Emirati Arabi Uniti, Sheikh Mohamed bin Zayed Al-Nahyan.
La presidente Ursula von der Leyen e il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa hanno partecipato ai lavori insieme ai leader del G7 e ai rappresentanti di numerosi Stati partner, sottolineando il ruolo dell’Unione europea quale protagonista della governance multilaterale.
La Commissione europea, infatti, ha evidenziato come il summit abbia dedicato ampio spazio alla pace e alla sicurezza europea, alla stabilità del Medio Oriente.
Uno dei temi principali è stato il sostegno all’Ucraina. Alla sessione dedicata hanno partecipato anche il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e il presidente statunitense Donald Trump, il quale ha ribadito l’impegno degli Stati Uniti nella ricerca di una soluzione negoziale del conflitto. Ursula von der Leyen ha annunciato un nuovo pacchetto di sostegno finanziario dell’Unione europea a favore di Kiev.
Fondamentale è stata anche la situazione in Medio Oriente; il recente memorandum d’intesa raggiunto tra Stati Uniti e Iran ha modificato il contesto geopolitico nelle ore immediatamente precedenti al vertice, alimentando aspettative circa una possibile riapertura dello Stretto di Hormuz e l’avvio di nuovi negoziati sulla sicurezza regionale.
I dati dell'OCSE mostrano che nel 2025 gli aiuti pubblici allo sviluppo forniti dai Paesi avanzati sono diminuiti di oltre il 23% rispetto all’anno precedente, mentre in molti Stati economicamente più fragili una quota sempre maggiore delle entrate derivanti dalle esportazioni viene destinata al rimborso del debito estero. Il dibattito sulla transizione ecologica ha anche perso centralità, a causa delle posizioni particolarmente critiche espresse dall’amministrazione USA nei confronti delle politiche climatiche.
Questi elementi dimostrano come l’agenda del G7 sia oggi fortemente influenzata dalle emergenze geopolitiche, con il rischio che alcune delle principali sfide globali vengano affrontate solo in parte. La crescente multipolarità del sistema internazionale, il peso crescente delle economie emergenti e l'assenza di poteri decisionali vincolanti limitano la capacità del forum di influenzare direttamente l’ordine internazionale.
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L'Autore
Cecilia De Marco
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G7 Meloni Ucraina Medio Oriente