L’82ª edizione dei Golden Globe ha regalato una serata ricca di emozioni, con vittorie che hanno premiato il coraggio narrativo, la sensibilità artistica e l’innovazione. Tra i grandi protagonisti spiccano The Brutalist, trionfatore come Miglior Film Drammatico e Miglior Regia, che si è imposto come una delle opere più acclamate dell’anno e Emilia Perez, che con 9 nomination se ne aggiudica addirittura 4, buon risultato per il film del francese Jacques Audiard.
Facciamo però un piccolo passo indietro: diretto da Brady Corbet, The Brutalist affronta con straordinaria intensità temi post-bellici e il viaggio dell’anima in un contesto architettonico e umano devastato. Adrien Brody, vincitore del premio come Miglior Attore in un Film Drammatico, ha offerto un’interpretazione memorabile, arricchendo ulteriormente una pellicola che si distingue per la sua estetica raffinata e il profondo coinvolgimento emotivo.
Un altro nome che ha dominato la serata è stato Anora, che purtroppo non è riuscita a conquistare in nessuna delle 5 categorie partecipate, il mappamondo d’oro. Il film di Sean Baker, già celebrato per il suo stile realistico e incisivo, come già sostenuto dal sottoscritto in un articolo precedente, si conferma una delle opere più fresche del panorama contemporaneo, non all’altezza dei suoi sfidanti però.
Passando alla categoria della Miglior Commedia o Musical, Emilia Pérez si è rivelato essere il vero trionfatore. La commedia musicale di Jacques Audiard, con una narrazione coinvolgente e una colonna sonora vivace, ha incantato il pubblico e la critica. Zoe Saldana, premiata come Miglior Attrice Non Protagonista, ha saputo regalare al suo personaggio un equilibrio perfetto tra umorismo e dramma. Inoltre la canzone originale El Mal ha arricchito il film con una nota di straordinaria energia, facendo breccia nei cuori del pubblico e dei 90 giornalisti votanti.
Anche le altre opere nominate in questa categoria hanno lasciato il segno. Challengers, con la sua straordinaria colonna sonora, ha saputo amplificare le emozioni della narrazione, mentre The Substance ha brillato grazie alla performance di Demi Moore, vincitrice come Miglior Attrice in un Film Commedia o Musical. Moore ha dato vita a un personaggio che dimostra ancora una volta la sua versatilità e capacità attoriali. Tanto focalizzato al suo obiettivo quanto orrifico e determinato nella sua trasformazione.
Challengers forse meritava di più? Può darsi, il suo regista di sicuro non ha accettato la sconfitta e le decisioni prese da chi, questa volta lo ha giudicato non all’altezza degli altri. Abbandona la sala dopo aver visto premiato il film “antagonista” nella categoria Miglior Film in Lingua Straniera, Emilia Perez.
Conclave, si aggiudica il premio alla Miglior Sceneggiatura, contraddistinto da uno stile di soffocamento dello spazio, mosso tra la Città del Vaticano e la Cappella Sistina, riportando il problema del clero corrotto al centro di un discorso universale di accettazione e libertà.
Allo stesso tempo, Flow - Un mondo da salvare ha conquistato il pubblico nella categoria del Miglior Film d’Animazione, distinguendosi per l’originalità della sua trama e l’elevata qualità tecnica, che rispecchiano un problema molto più vicino di quanto non sembri. La competizione è stata arricchita dal ritorno di Wallace & Gromit - Le piume della vendetta, che ha riportato in scena il suo umorismo inconfondibile.
Tra le interpretazioni di supporto, Kieran Culkin si è imposto come Miglior Attore Non Protagonista per il suo ruolo in A Real Pain. La sua performance è stata descritta come profondamente toccante e capace di aggiungere un livello di complessità al film (informazioni che riporto senza, purtroppo, aver ancora visto il film). Isabella Rossellini lascia il segno con la sua prova in Conclave, ricevendo una nomination per il suo contributo essenziale al dramma corale diretto da Edward Berger, dovendo però cedere ad una delle interpretazioni del film dei Golden Globe di quest’anno, Zoe Saldana, in Emilia Perez.
Accanto a loro spicca, una performance, forse, passata un po’ in sordina, quella di Tilda Swinton, nominata per La stanza accanto, che conferma il suo status di icona del cinema contemporaneo.
Con gli Oscar all’orizzonte, sarà interessante vedere come questi film continueranno il loro percorso.
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L'Autore
Jacopo Cantoni
Laureato in Cinema presso l'Alma mater Studiorum di Bologna, mi cimento nella scrittura di articoli inerenti a questo bellissimo campo, la Settima Arte. Attualmente frequento il corso Methods and Topics in Arts Management offerto dall'università Cattolica del Sacro Cuore.
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