Il 2025 sarà un anno di sfide per l'Argentina e Milei

  Articoli (Articles)
  Redazione
  13 January 2025
  9 minutes, 35 seconds

A cura del Dott. Pierpaolo Piras, studioso di Geopolitica e componente del Comitato per lo Sviluppo di Mondo Internazionale APS

Per gran parte di questi giorni di inizio dell’anno, gli elogi ottenuti per i successi economici dell'Argentina sono diventati quasi un cliché sui giornali di tutto il mondo dopo che il presidente, Javier Milei, ha raggiunto il traguardo di un anno in carica circondato da clamori trionfali.

Milei ha anche proiettato questo ottimismo, affermando in un discorso alla Casa Rosada il 10 dicembre scorso che il paese può incominciare guardare in avanti verso un "futuro di prosperità" che per molti argentini era ancora del tutto "inimmaginabile" fino a poco tempo fa. Con il presidente eletto Donald Trump che entrerà alla Casa Bianca prossimamente, Milei godrà di un forte alleato a Washington.

Quali vittorie in patria?

Molto è cambiato nell’ anno successivo all'affermazione elettorale inaugurale e memorabile di Milei. Il suo slogan interminabile è stato: "no hay plata! Ovvero “non ci sono più soldi” disponibili per le riforme e la spesa pubblica.

Mentre Milei faceva costantemente notizia in prima pagina, catturando l'attenzione positiva di importanti circoli finanziari mondiali e di testate editoriali come il Financial Times e l'Economist, si è anche guadagnato le lodi di importanti leader mondiali come Donald Trump ed esponenti della cerchia ristretta del presidente eletto, come il magnate delle alte tecnologie, Elon Musk.

Nel frattempo, i mercati finanziari hanno continuato a festeggiare i primi risultati positivi dell’economia mentre le azioni argentine sono salite vertiginosamente di valore, fornendo i rendimenti annuali più elevati di qualsiasi altra economia e raddoppiando quelli dei secondi mercati con le migliori performance, come è stato macroscopicamente espresso dai fondi finanziari negoziati in borsa dal paese. Il governo ha senza dubbio fatto molti progressi in aree nelle quali ci si aspettava che avrebbe avuto grandi difficoltà, ripristinando contemporaneamente livelli significativi di fiducia in un'economia in sensibile difficoltà che però solo pochi giorni fa è stata ufficialmente annunciata come fuoriuscita da grave recessione.

Mentre l'Argentina si avvia verso un anno critico, il 2025, per la realizzazione dell’ampia e profonda strategia economica del governo, Milei dovrà preoccuparsi di mantenere salda l'adesione degli elettori e la fiducia dei mercati reali e finanziari alle sue politiche, avviando e perseguendo al contempo ulteriori e, si spera, virtuose riforme economiche.

Secondo dichiarazioni autorevoli di merito della Banca Centrale argentina, Milei ha correttamente identificato i "veri problemi" del paese: inflazione, spesa pubblica troppo elevata e improduttiva e il livello di corruzione divenuto gravemente endemico. Le sfide per l'amministrazione Milei erano chiare fin dall’inizio del suo mandato: il paese era sull'orlo del fallimento dei conti pubblici e dell'iperinflazione, la banca centrale deteneva riserve monetarie nette in valuta estera di segno negativo, il deficit fiscale era fuori controllo, i servizi sociali e i prezzi al dettaglio erano da tempo obsoleti e forzatamente congelati dalla precedente amministrazione.

Milei era anche entrato in carica con una cassetta politica degli attrezzi parecchio limitata, con una minoranza al congresso che non era nemmeno a prova di impeachment e facendo affidamento solamente su una piccola struttura di partito.

Considerando questa prospettiva iniziale, i risultati economici dell'anno scorso sono comunque decisamente degni di nota: il governo ha subitaneamente istituito tagli di bilancio aggressivi, blocchi controllati della spesa pubblica e una diffusa campagna di deregolamentazione. Ha inoltre approvato una legislazione significativa (che ha posto in luce la capacità del governo di negoziare numerosi provvedimenti con l'opposizione) e ha implementato con successo un piano di amnistia fiscale al fine di attrarre ed ufficializzare maggiori depositi bancari non dichiarati. Sulla scia di queste politiche, l'economia argentina ha acquisito una base più solida e tecnicamente si trova sulla buona strada per raggiungere la normalizzazione economica.

L'inflazione è scesa ai livelli che precedevano la grave crisi del 2023, l'economia sta mostrando significativi segnali di ripresa, la fiducia dei consumatori e degli investitori è in aumento e i titoli di Stato hanno riacquistato gran parte del loro valore perso in precedenza.

Tre fattori significativi illustrano questo successo ottenuto in così breve tempo:

  1. Il sensibile calo degli spread dell'indice obbligazionario dei mercati emergenti dell'Argentina, che è una misura chiave del rischio sovrano
  2. L'aumento degli investimenti previsti come quota del prodotto interno lordo
  3. Il suo impegno verso la responsabilità fiscale, ovvero uno sforzo risultato poi lodevole nel contesto della tendenza cronica dell'Argentina a sostenere ostinatamente una spesa pubblica perennemente deficitaria, ma insostenibile nella concretezza dei conti.

Nel contesto del mercato dei titoli, lo spread indica la differenza tra il prezzo di acquisto e il prezzo di vendita di un titolo oppure di un'azione. L'ottimismo è forse il sentimento migliore per descrivere il sentimento attuale degli argentini. Anche recenti sondaggi d'opinione lo dimostrano.

Milei è riuscito persino a superare nei numeri il presidente Mauricio Macri, il suo predecessore più prossimo sotto il profilo ideologico, nel suo indice di gradimento alla fine del suo primo anno in carica nei settori sociali.

Le possibilità di Milei di concludere positivamente il primo semestre nel 2025

Milei, che da giovane giocava come portiere di calcio, capisce che è fondamentale concludere un primo tempo forte per poter vincere l’intera partita del consenso e ripristinare la stabilità proficua della macroeconomia del paese, la stessa che l’Argentina non potrebbe mai raggiungere da un giorno all'altro. La domanda ora è se l'amministrazione riuscirà a mantenere il sostegno alle sue politiche, approfondendo allo stesso tempo il suo programma di riforme.

Le elezioni di medio termine di quest’anno, in ottobre, nel quale il governo mirerà a rafforzare la vulnerabilità della sua posizione al Congresso nazionale, giocheranno un ruolo importante nel definire l'agenda programmatica nel secondo anno di mandato di Javier Milei.

Sebbene le prospettive socio-economiche siano molto più rosee rispetto a un anno fa, nel 2025 incombono ancora delle sfide severe e cruciali. L'obiettivo principale sarà quello di assicurare una crescita dell’economia, stimata plausibilmente intorno al 5 percento dall’autorevole Fondo Monetario Internazionale (FMI), dopo due anni di cali consecutivi (1,6 percento nel 2023 e una stima del 3,5 percento nel 2024), continuando così a ridurre il peso dell’inflazione.

E quest'ultimo obiettivo è tutt'altro che irragiungibile: le banche locali stimano che i prezzi saliranno di circa il 30 percento nel 2025, mentre le stime più ottimistiche del governo nella proposta di bilancio 2025 prevedono che i prezzi saliranno del 18 percento. C’è da scommettere che i mercati seguiranno attentamente anche il risultato delle prossime elezioni.

Se l'economia non riuscirà a garantire la crescita tanto necessaria per varare le necessarie riforme e l'inflazione rimarrà invece elevata, potrebbe verificarsi un repentino quanto grave calo della fiducia da parte dei cittadini e del mercato.

Tuttavia, la frammentazione dell'opposizione, essa stessa conseguenza della crisi economica del 2023 e della vittoria dirompente di un concorrente outsider come Milei, potrebbe agevolare il percorso dell'amministrazione verso significativi progressi economici. Di contro, il governo ha adottato misure per mitigare i rischi e aprire nuove opportunità per rafforzare la ripresa economica del paese nel nuovo anno.

Già oggi Milei ha ottenuto diverse importanti vittorie in politica estera, tra cui l'inizio del suo processo di adesione all'Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE), oltre che nel blocco economico sudamericano “Mercosur” del quale l'Argentina è importante componente. Inoltre, ha firmato uno storico e rilevante accordo commerciale con l'Unione Europea all'inizio di quest’anno 2025.

Le azioni argentine hanno reagito positivamente all'elezione di Trump a novembre scorso: un chiaro segnale della convinzione del mercato che la prossima amministrazione produrrà effetti netti positivi anche per l'Argentina.

Milei ha sviluppato una stretta relazione, anche personale, con Donald Trump. Il presidente argentino ha dichiarato apertamente di ritenere che Trump svolgerà un ruolo decisivo all'interno del consiglio del FMI per spingere verso una rinegoziazione favorevole del programma ora in sospeso dell'Argentina verso il FMI stesso. Ciò potrebbe comportare l'erogazione di nuovi fondi di finanziamento ed un rinnovo delle scadenze dei fondi da rimborsare, in quanto l'Argentina è in debito con il FMI per la ragguardevole cifra di oltre quaranta miliardi di dollari, in un momento nel quale le sue riserve internazionali nette (secondo i dati del FMI) sono pari a tre miliardi di dollari negativi.

In pratica, gli Stati Uniti dovrebbero usare la loro importante influenza presso il FMI per aiutare a ristrutturare positivamente il debito pubblico dell'Argentina, che creerebbe un margine concreto di manovra per Milei al fine di realizzare le tanto necessarie riforme.

E la Cina Popolare ?

Allo stesso tempo, l'Argentina ha promosso una nuova evoluzione dei suoi rapporti con la Cina, un suo partner commerciale chiave, dopo mesi di tensioni innescate dalla precedente retorica critica del presidente. A dimostrazione di questo caso, la Cina ha rinnovato in termini più favorevoli il suo cambio valutario con l'Argentina, salvando il paese da un'improvvisa perdita di riserve monetarie per gli acquisti all’estero, tanto necessarie in questo momento storico.

Il leader cinese Xi Jinping e Milei si sono poi incontrati per la prima volta a margine del vertice del Gruppo dei Venti (G20) a novembre 2024.

A livello nazionale, annunci rilevanti come la fine della recessione e i recenti investimenti rivelati nell'ambito del regime di promozione degli stanziamenti del governo, tra i quali 2,5 miliardi di dollari dal gruppo minerario anglo-australiano di “Rio Tinto” per l'estrazione del litio e un investimento multiaziendale di ben tre miliardi di dollari per un nuovo oleodotto, indicano che la crescente fiducia degli investitori inizierà ad alimentare la ripresa dei livelli di investimento, storicamente bassi dell'Argentina nell’ultimo ventennio.

Il 2024 è stato significativo anche per l'indipendenza energetica del paese e la rapida crescita della produzione di petrolio e gas tratti dalle rocce bituminose di scisto, abbondantemente presente in questo paese. L'Argentina ha avviato trattative commerciali persino con il Brasile, nonostante le tensioni pubbliche che ci sono state tra il presidente Luiz Inácio Lula da Silva e Milei, per esplorare la possibilità di esportare in quel paese la florida produzione di gas naturale dell'Argentina.

Le politiche economiche di Milei hanno superato le aspettative nel primo anno dell'amministrazione. Ma data la sua precaria posizione di partenza, l'Argentina è ancora vulnerabile agli shock economici esterni e alle improvvise perdite di fiducia da parte degli investitori. Pertanto, in seno all'amministrazione si parla di prendere in considerazione l'idea di procedere con una serie di passaggi chiave che potrebbero guidare la crescita oltre i valori di ripresa post-crisi e consolidare ulteriormente la fiducia del mercato nell'economia.

Il governo dovrebbe adottare misure per rassicurare i mercati internazionali del suo impegno continuo verso la responsabilità e correttezza fiscale ed il risanamento del suo rating creditizio.

Tali misure potrebbero includere la negoziazione di un nuovo e sostenibile programma di rifinanziamento da parte del FMI, l'approvazione del bilancio 2025 a lungo rimandato e la costante eliminazione delle protezioni speciali che per decenni i governi successivi hanno concesso a segmenti non competitivi dell'economia.

Il primo anno di amministrazione di Milei sarà ricordato come un inizio sorprendentemente forte nell’ambito di un proficuo anche se doloroso programma di riforme.

Affinché tale programma possa essere pienamente realizzato, Milei dovrà continuare a perseguire riforme audaci mantenendo il sostegno pubblico e la fiducia del mercato anche nel 2025.

Quemquam errare posse; nullum nisi insipientem

perseverare in errore (Cicerone)

Chiunque può sbagliare, ma nessuno se non è uno sciocco,

persevera nell'errore (Cicerone)

Riproduzione Riservata ®

Share the post

L'Autore

Redazione

Tag

Argentina Milei Economia