La guerra tra Cina e Stati Unit può essere evitata

La Trappola di Tucidide esiste davvero? Perché Xi Jinping la evocò con Trump e perché dovremmo smettere di temerla

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  Redazione
  09 June 2026
  5 minutes, 58 seconds

A cura del dott. Pierpaolo Piras

La trappola di Tucidide presuppone in tutta probabilità che le nazioni non abbiano alcun controllo sulle proprie azioni ed è stata confutata dalla storia mondiale. Tuttavia, il timore che essa continua a suscitarenell'immaginario collettivo può avere un reale impatto geopolitico.

Attualmente, esperti e scuole di geopolitica invitano gliuomini decisori di Stato di tutto il mondo di non basare la propria politica estera o la propria strategia intesa in senso più lato sulla cosiddetta "Trappola di Tucidide".

Il conio di questa metafora nasce dopo aver esaminato una serie di casi storici nei quali un'aspirante "egemone", nel ruolo di potenza predominante in un sistema regionale o globale, si è scontrata con quella dominante, emersa in un certo contesto geopolitico e strategico.

Si tratta evidentemente di una rivisitazione della " Storia della guerra del Peloponneso " , straordinaria opera letteraria dello storico e generale greco, Tucidide, nella sua cronaca delle guerre tra grandi potenze nell'antica Grecia, nell’area geostrategica del Mediterraneo orientale.

Gli analisti concludono che, oggi come nell'antichità, una guerra tra grandi potenze è più probabile che improbabile quando si instaura una significativa rivalità .

Ma facendo pure molta attenzione a tutte quelle affermazioni secondo le quali un qualche fattore starebbe alla base del "destino" degli affari internazionali.

Cosa coglie di giusto l'idea/teoria della "Trappola di Tucidide"

Evitando ogni fraintendimento, la trappola di Tucidide ha un suo serio fondamento. Così come gli studiosi la hanno individuata più voltecome una vera forza capace di condizionare gli affari più cruciali di uno Stato. Ma è solo una tra le tante forze!

E’ sufficiente rileggere ciò che il noto saggio di arte militare “Della guerra”, scritto dal generale prussiano, Carl von Clausewitz dice su tale argomento.

La trappola di Tucidide semplifica drasticamente il tumulto clausewitziano delle interazioni internazionali, rendendo la metafora una guida inaffidabile per le decisioni politiche se presa isolatamente.

Non solo, essa potrebbe rivelarsi una guida letale se gli statisti in luoghi e Stati cruciali su come Washington DC – o Pechino, per esempio – la prendessero abbastanza sul serio da agire esattamente di conseguenza.

Ultimamente Xi Jinping si è dimostrato preoccupatoinvocando testualmente tale metafora durante l’ultima visita di Stato del presidente Donald Trump a Pechino. Secondo quanto è stato riportato ufficialmente, Xi avrebbe chiesto al presidente Donald Trump: "La Cina e gli Stati Uniti possono superare la cosiddetta 'trappola di Tucidide' e creare un nuovo paradigma di relazioni tra grandi potenze?".

Quindi...?

Perché evocare un ateniese morto oltre due millenni famentre si conducono fondamentali relazioni diplomatiche tra Stati Uniti e Cina?

Perché le sue parole hanno un peso che attraversa i secoli?

Tucidide fu il padre della storia nell'antichità classica, nonché un precursore della scuola realista delle relazioni internazionali.

Nella sua “Storia della guerra del Peloponneso”, lo storico esamina le cause immediate che spinsero le città-stato di Atene e Sparta a combattere una guerra devastante durata 27 anni nel V secolo a.C.

Esprime inoltre la sua opinione sulle cause profonde del conflitto: "La vera causa... credo sia quella che formalmente è stata tenuta più nascosta. La crescita del potere di Atene e l'allarme che questa suscitò a Sparta, resero la guerra inevitabile", così recitatestualmente.

Ecco il punto cruciale. Questa nozione di originale inevitabilità storica, secondo cui l'ascesa e la caduta delle nazioni generano una paura che a sua volta scatena la guerra, è alla base della teoria della trappola di Tucidide.

Tucidide non ha mai postulato una “trappola” universale, né desiderato farlo.

Ma il timore che la crescita del potere cinese, e l'allarme che questa ha suscitato in America, potrebbe rendere la guerra inevitabile .

Analizzando nuovamente le parole di Tucidide,egli appare più cauto riguardo alle cause fondamentali della guerra del Peloponneso di quanto l'idea di una “trappola di Tucidide” lasci intendere. Infatti, lo storico non pretendeva di aver scoperto una legge universale della politica mondiale.

Si è persino mostrato reticente sulla correttezza del suo giudizio nel caso di Atene e Sparta, l'epoca della quale fu testimone oculare e persino partecipante agli scontri. Da qui il linguaggio cauto in quel passaggio chiave, come ad esempio "Io considero", e da qui il suo parlare di motivazioni nascoste che spingono società e individuiverso certe azioni.

Come si può affermare con certezza cosa motiva altri esseri umani, nel suo caso i decisori politici che governano le città-stato greche, se questi tengono nascoste le proprie motivazioni, in altre parole, se non parlano mai di ciò che li spinge a fare la guerra ?

Nonostante la formulazione abbastanza vaga di Tucidide, alcuni storici insistono nel portare le parole del celebre ateniese alle loro estreme conseguenze.

La tesi centrale è la seguente: la guerra diventa quasi inevitabile quando una potenza emergente è sul punto di soppiantare la potenza suprema dell'epoca in base a indicatori di potere nazionale come l'economia, la potenza militare, l'influenza diplomatica e l'influenza culturale.

La medesima dinamica di ascesa e declino avrebbe intrappolato gli Stati Uniti e la Cina Popolare, rendendo la guerra non solo pensabile, ma addirittura probabile. E pertanto inevitabile ?!

Il meccanismo con il quale funziona la trappola di Tucidide è tanto semplice quanto ne sono terribili le ripercussioni.

Intorno al punto di svolta in cui il nuovo sfidante eclissa l'egemone regnante, entrambi i contendenti si sentono tentati di imbracciare le armi.

Nella misura in cui intende enunciare una legge della politica e della guerra, Tucidide sottintende che una potenza in carica e timorosa e che interpreta il ruolo di Sparta, è più propensa a sguainare la spada rispetto alla potenza che interpreta il ruolo dell'Atene emergente. Masempre col dubbio che intendesse proclamare una legge generale...

La potenza in carica considera l'impiego della forza armata per prevenire la sfida finché conserva ancora il suo vantaggio, mentre l'aspirante alla supremazia regionale o globale medita di usare la forza per accelerare la sua ascesa. Insomma, uno o entrambi i contendenti alla fine cedono contemporaneamente aquesta tentazione.

La geopolitica è complessa e raramente è di tipo deterministico.

Insomma, l'idea che sta alla base della cosiddetta trappola di Tucidide ha sicuramente una significato , ma solo in senso intuitivo: ridurre una società complessa come quella di Sparta o di Atene, oppure oggi, mutatis mutandis, gli Stati Uniti o la Cina Popolare, a un unico movente ( la paura reciproca ) ignora gravemente nella realtà una moltitudine di altri validi fattori, inclusi alcuni esplicitamente elencati dallo stesso Tucidide, come la brama di guadagno materiale e di onore, mentre sottovaluta radicalmente il ruolo della scelta nel suo riverbero sulle vicende umane.

Le società possono davvero decidere di non combattere, a prescindere dai loro impulsi. Non fare nulla può essere anch’essa una scelta strategica.

Il forte fa ciò che può, e il debole cede ciò che deve


- Tucidide

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