Agroalimentare ed ecosistemi marini: iniziative e soluzioni per adattarsi al cambiamento climatico alla COP29

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  Alessia Bernardi
  28 novembre 2024
  4 minuti, 34 secondi

Nelle giornate del 19 e 21 novembre, la COP29 ha posto la sua attenzione su temi centrali riguardanti l'agricoltura e i settori alimentari, riconoscendo il ruolo cruciale che questi settori giocano nel contesto del cambiamento climatico. In particolare, si è esplorato come le soluzioni agroalimentari innovative possano ridurre l’impatto ambientale, aumentare la resilienza alle sfide climatiche, promuovere la biodiversità e migliorare la sicurezza alimentare globale.

Durante l'evento del 19 novembre, la presidenza della COP29 e la FAO hanno presentato la "Baku Harmoniya Climate Initiative for Farmers", un'iniziativa congiunta ideata per sostenere i piccoli agricoltori e le comunità rurali nella transizione verso modelli agricoli più sostenibili. Il progetto si articola attorno a tre obiettivi fondamentali: promuovere la cooperazione e lo scambio di conoscenze, attrarre risorse finanziarie sia pubbliche che private per trasformare i sistemi agroalimentari e favorire lo sviluppo di insediamenti e comunità capaci di adattarsi al cambiamento climatico, con particolare attenzione al coinvolgimento delle donne e dei giovani. Questo programma ambizioso punta a creare un contesto in cui i produttori possano accedere a soluzioni innovative e pratiche agricole più rispettose dell'ambiente, migliorando al contempo la loro produttività in modo ecologico. Inoltre, l’iniziativa incoraggia la creazione di alleanze tra agricoltori, investitori e organismi istituzionali, per facilitare il flusso di capitali destinati a progetti sostenibili. Un altro aspetto determinante è l’adattabilità delle attività agricole alle nuove sfide climatiche, mirando alla protezione delle risorse naturali e alla promozione della sicurezza alimentare nelle aree più vulnerabili. In particolare, l’iniziativa si concentra sulle donne e sui giovani, categorie che, purtroppo, sono tra le più esposte agli effetti del cambiamento climatico, ma che allo stesso tempo rappresentano una risorsa fondamentale per il cambiamento attraverso l’introduzione di innovazioni nel settore agricolo.

Il 21 novembre, un altro evento di grande rilevanza ha evidenziato il legame tra i sistemi terrestri e acquatici, in particolare attraverso l’integrazione degli ecosistemi marini nelle strategie di adattamento al cambiamento climatico. In tale occasione è stato presentato il "CAR Tool", uno strumento innovativo che supporta i Paesi nel collegare le politiche nazionali alle azioni concrete sui territori. L'uso di questo strumento è stato illustrato con esempi pratici provenienti da Paesi che già ne hanno testato l'efficacia nell'ambito dei piani nazionali di adattamento. L'evento ha anche posto l'accento sugli "Ocean Breakthroughs", promuovendo soluzioni oceaniche come leva fondamentale per raggiungere gli obiettivi globali di sostenibilità. In questo contesto, l'attenzione si è concentrata anche sul ruolo cruciale delle mangrovie nella lotta contro i cambiamenti climatici. Le mangrovie sono ecosistemi costieri unici che crescono in ambienti salmastri, come le zone intertidali di estuari e coste tropicali. Si caratterizzano per la loro capacità di resistere a condizioni estreme, come alte maree e salinità elevata, grazie alle loro radici aeree che permettono loro di adattarsi facilmente a queste sfide ambientali. Una mangrovia è quindi una pianta che, pur vivendo in ambienti difficili, svolge un ruolo fondamentale per la salute degli ecosistemi marini e terrestri. Tali ecosistemi sono importanti non solo per la biodiversità che supportano, ma anche per la protezione delle coste contro l'erosione, le tempeste e i fenomeni atmosferici estremi, rendendo le comunità vulnerabili più sicure. Tuttavia, la loro funzione più rilevante nel contesto del cambiamento climatico è la capacità di sequestrare il carbonio. Le mangrovie immagazzinano enormi quantità di carbonio nelle loro radici e nel suolo, contribuendo significativamente a contrastare l'aumento della concentrazione di gas serra nell'atmosfera. Si stima che le mangrovie possiedano uno dei tassi più elevati di assorbimento di carbonio tra gli ecosistemi terrestri, rendendole cruciali nella lotta contro il riscaldamento globale.

Tuttavia, queste aree ecologiche sono minacciate dalla deforestazione, dallo sviluppo costiero e dal cambiamento climatico stesso. Per questo motivo, la COP29 ha messo in evidenza l'importanza di integrare obiettivi di conservazione e ripristino delle mangrovie nelle Contribuzioni Nazionali Determinate (NDC), che sono gli impegni nazionali per ridurre le emissioni di gas serra e raggiungere gli obiettivi dell'Accordo di Parigi. L’inclusione delle mangrovie nelle NDC può fungere da catalizzatore per azioni concrete, incentivando non solo il finanziamento di iniziative di conservazione, ma anche politiche pubbliche che promuovano la protezione di queste foreste costiere. L’obiettivo di sostenibilità da raggiungere è quello di conservare e ripristinare le mangrovie entro il 2030, in linea con gli obiettivi globali per la natura e il clima. Il loro ripristino è essenziale per rafforzare la resilienza delle comunità costiere, proteggere la biodiversità marina e contribuire agli sforzi globali per limitare l'aumento delle temperature a 1,5°C, come stabilito nell'Accordo di Parigi. Integrando le mangrovie nelle politiche ambientali, i paesi possono non solo ridurre la loro impronta di carbonio, ma anche promuovere una gestione sostenibile delle risorse naturali, con benefici a lungo termine per la sicurezza alimentare, l’acqua e la vita selvaggia.

Dunque, la partecipazione attiva dei Non-State Actors, come i piccoli agricoltori e i pescatori, è essenziale per il successo delle politiche di adattamento e mitigazione e la COP29 ha messo in luce la necessità di un impegno concreto per rispondere alle sfide interconnesse di clima, natura e persone. In questo scenario, il futuro della sicurezza alimentare, della biodiversità e della lotta ai cambiamenti climatici dipende da soluzioni innovative che sappiano integrare il progresso tecnologico con l'equità sociale, offrendo nuove prospettive per le generazioni future.

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Alessia Bernardi

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