Crimini di guerra in Ucraina

Rapporto Onu: “Crimini di guerra dei russi nell'oblast' di Kherson” L'inchiesta denuncia attacchi con droni mirati contro i civili inermi

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  Giuliana Băruș
  18 giugno 2025
  5 minuti, 35 secondi

L'interno dell'autobus è pieno di sangue: un morto e nove civili feriti. L'attacco di droni russi è avvenuto mentre la gente stava tornando a casa in una gelida sera d'inverno. Il terzo inverno di guerra.

Le forze armate russe hanno commesso crimini contro l'umanità, tra cui omicidi e crimini di guerra, attaccando i civili con droni sulla riva destra del fiume Dnipro, nella provincia di Kherson, ha concluso l'inchiesta.

La commissione indipendente, istituita dal Consiglio per i Diritti Umani,in seguito all'invasione su larga scala dell'Ucraina nel febbraio 2022, accusa l'esercito di Mosca di attaccare sistematicamente i civili.

Il rapporto, pubblicato il 28 maggio scorso, si concentra sulla provincia di Kherson, nel sud del Paese, dove questi atti, durati mesi, sono stati commessi con l'obiettivo primario di seminare il terrore tra la popolazione civile, in violazione del diritto internazionale umanitario. Gli attacchi continuano al momento della pubblicazione di questo rapporto”. Questo quanto osservano gli esperti nominati dall'Onu, anche se non parlano a nome dell'organismo.

La loro indagine ha rivelato che, da luglio 2024, gli operatori di droni militari russi sulla riva sinistra del Dnipro hanno sistematicamentecolpito civili e preso di mira le ambulanze. La commissione ha indagato sugli attacchi a Kherson e in altre 16 località geolocalizzando video e consultando fonti aperte.

Kherson, “Red Zone”
Sotto occupazione russa dai primi giorni della guerra totale, Kherson, capoluogo dell'omonimo oblast', è stata liberata a novembre 2022: la libertà però è stata combattuta e conquistata a caro prezzo. I cittadini erano scesi in piazza per opporsi alla destituzione del loro sindaco, democraticamente eletto, che sarebbe dovuto essere sostituito con uno nominato dalle forze occupanti. Dal 24 febbraio 2022, più di 800 civili sono stati uccisi.

Ancora oggi la città, divisa dal fiume Dnipro che segna la linea del fronte, è teatro di combattimenti e attacchi contro la popolazione civile. I bombardamenti continuano, intensificandosi ogni notte e i droni colpiscono tutta la città; supermercati, ambulanze, civili, case:
ogni cosa è un bersaglio.

Secondo fonti ufficiali, quasi 150 civili sono stati uccisi e centinaia feriti. Gli attacchi vengono realizzati con droni civili, ampiamente disponibili in commercio, trasformati in armi per sganciare esplosivo sui bersagli. Utilizzati anche droni suicidi che vengono fatti esplodere sull'obiettivo: gli operatori dei droni sono infatti in grado di tracciare e mirare ai bersagli scelti a distanza grazie alla telecamera incorporata.

Attacchi diffusi e sistematici, le prove su Telegram 
Diversi canali Telegram russi con link collegati alle unità militari responsabili, alcuni dei quali con migliaia di follower, hanno diffuso centinaia di video degli attacchi
dai feed originali dei droni. I filmati pubblicati mostrano che gli autori potevano
vedere chiaramente le vittime e ciò non lascia dubbi sul fatto che intendessero colpire i civili. Gli stessi canali Telegram hanno regolarmente caricato messaggi minacciosi che annunciavano ulteriori attacchi in una vasta area geografica, che definiscono zona rossa”.

I singoli attacchi con i droni costituiscono crimini di guerra per essere stati diretti intenzionalmente contro i civili. La ripetizione di questi attacchi per oltre dieci mesi, contro molteplici obiettivi civili e in un'estesa area territoriale, dimostra che sono diffusi, sistematici e pianificati, richiedendo la mobilitazione e l'assegnazione delle risorse necessarie.

La popolazione della città di Kherson e di altre località lungo la riva destra del fiume Dnipro, vive da mesi in un clima di paura permanente a causa dei ricorrenti attacchi.
I testimoni nell'indagine hanno descritto gravi effetti psicologici e la sensazione che qualsiasi movimento all'esterno comporti seri rischi per la sicurezza personale. Diversi residenti, hanno definito la strada che attraversa la città di Kherson, fino all'insediamento di Antonivka, la strada della morte. I residenti rimangono in casa il più possibile, escono nelle giornate nuvolose o si nascondono sotto le chiome degli alberi per evitare di essere individuati dai droni. Tuttavia, i droni continuano ad attaccare le persone, indipendentemente da tutto”.

Le raccomandazioni della Commissione 

Questi e altri elementi hanno portato la Commissione a concludere che

le forze armate russe hanno commesso omicidi come crimini contro l'umanità e pertanto, raccomanda alla Federazione Russa di porre immediatamente fine agli attacchi con droni contro i civili e obiettivi non militari, in particolare quelli che godono di protezione speciale ai sensi del diritto internazionale umanitario, come ospedali e trasporti medici. Si chiede altresì di interrompere immediatamente qualsiasi atto che diffonda il terrore tra la popolazione civile e che porti a sfollamenti forzati; nonché di garantire che tutti gli autori coinvolti nella commissione di tali crimini, in particolare i comandanti e altri superiori, siano ritenuti responsabili, in conformità con gli standard internazionali.



La Commissione ha anche esaminato le accuse sostenute da Mosca di attacchi con droni da parte delle forze armate ucraine. Tuttavia, non è stata in grado di reperirne le prove a causa della mancanza di collaborazione da parte delle autorità russe.



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Al momento ci sono attacchi quotidiani: i droni colpiscono chiunque, persone a piedi, in bicicletta, in auto


- Autorità locale della provincia di Kherson, 20 febbraio 2025

Se qualcuno pensa di sfuggire a questi cacciatori, benvenuto nella zona rossa


- Post su un canale Telegram russo, 26 agosto 2024

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L'Autore

Giuliana Băruș

Studi in Giurisprudenza e Diritto Internazionale a Trieste.
Oltre che di Diritto (e di diritti), appassionata di geopolitica, giornalismo – quello lento, narrativo, che racconta storie ed esplora mondi fotoreportage, musica underground e cinema indipendente.

Da sempre “permanently dislocated un voyageur sur la terreabita i confini, fisici e metaforici, quelle patrie elettive di chi si sente a casa solo nell'intersezionalità di sovrapposizioni identitarie: la realtà in divenire si vede meglio agli estremi che dal centro. Viaggiare per scrivere soprattutto di migrazioni, conflitti e diritti e scrivere per viaggiare, alla ricerca di geografie interiori per esplorarne l’ambiguità e i punti d’ombra creati dalla luce.

Nel 2023, ha viaggiato e vissuto in quattro paesi diversi: Romania, sua terra d'origine, Albania, Georgia e Turchia.
Affascinata, quindi, dallo spazio post-sovietico dell'Europa centro-orientale; dalla cultura millenaria del Mediterraneo; e dalle sfaccettate complessità del Medio Oriente.

In Mondo Internazionale Post è autrice per la sezione Organizzazioni Internazionali”.

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