"Fellini degli Spiriti": il lato mistico del Maestro del cinema che non conoscevamo

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  Luca Formisano
  16 novembre 2024
  5 minuti, 22 secondi

Federico Fellini, uno dei più celebri registi nella storia del cinema, è un nome che evoca automaticamente immagini iconiche, scene surreali e personaggi stravaganti. Ma chi era veramente Fellini? Oltre l'artista e il maestro del cinema, quale uomo si celava dietro la macchina da presa? 

A questa domanda risponde Fellini degli spiriti, un documentario del 2020 diretto da Anselma Dell'Olio, che esplora il lato più intimo e mistico del regista, trasportandoci in un viaggio alla scoperta delle sue ossessioni spirituali, dei suoi interessi esoterici e del suo eterno desiderio di andare oltre la realtà visibile.


L’uomo e il mistero: Fellini e l’aldilà

Federico Fellini, autore di capolavori come La dolce vita, e Amarcord, non era solo un narratore di storie ma anche un uomo profondamente attratto dal mistero. Dell’Olio, regista e critica cinematografica, ci introduce in questo aspetto meno noto della vita di Fellini, concentrandosi su una serie di domande esistenziali che lo accompagnarono per tutta la vita. Attraverso interviste, filmati inediti e materiali d’archivio, Fellini degli spiriti rivela come il regista fosse affascinato dall’ignoto, attratto dall’esoterismo e dal soprannaturale, in un tentativo costante di penetrare la realtà e coglierne il significato profondo e nascosto.

La personalità di Fellini viene svelata in tutta la sua complessità: l'artista non si accontentava mai del visibile, del tangibile, ma si avventurava nei territori dell’oltre, dell’indefinito, del paranormale. Dell’Olio esplora questo aspetto con sensibilità, mostrandoci come il cinema felliniano, con i suoi simboli, i suoi personaggi onirici e le atmosfere surreali, rifletta una dimensione spirituale autentica che rispecchia le inquietudini dell'autore. È un Fellini che non teme di confrontarsi con ciò che non può essere spiegato, in un rapporto costante con il sogno, l’occulto e il mondo degli spiriti.


Un’odissea nel subconscio e nella spiritualità

Il documentario si muove attraverso un mosaico di testimonianze di coloro che hanno conosciuto Fellini da vicino e di esperti di cinema e di esoterismo. Collaboratori come il direttore della fotografia Giuseppe Rotunno e l'attore Nino Rota, studiosi di cinema, psicanalisti e artisti forniscono uno spaccato del Fellini più intimo, raccontando aneddoti personali e descrivendo episodi che mostrano il suo bisogno di andare oltre i limiti del reale. Fellini credeva infatti nella possibilità di comunicare con il mondo invisibile e si affidava a medium, cartomanti e sensitivi per esplorare ciò che la scienza e la ragione non potevano spiegare.

Una parte fondamentale del documentario è dedicata al rapporto di Fellini con la psicanalisi e con la figura di Jung, il grande studioso della psicologia analitica e del simbolismo. Dell'Olio sottolinea come l’incontro di Fellini con Ernst Bernhard, allievo di Jung, sia stato determinante per la sua vita e la sua arte. Bernhard lo introdusse al concetto di inconscio collettivo, di archetipi e di sincronicità, elementi che diventarono parte integrante della sua estetica cinematografica. Questo legame con Jung e con la psicologia analitica ha permesso a Fellini di sviluppare una visione artistica che fonde simbolismo, sogno e realtà in un insieme unico, quasi onirico.


L’interesse per l’esoterismo: magia e mistero

Una delle caratteristiche peculiari di Fellini degli spiriti è l’attenzione verso l’interesse del regista per l’esoterismo. Fellini, attratto dai misteri e dalle pratiche occulte, consultava spesso astrologi e veggenti, come la celebre astrologa Lisa Morpurgo, che lo aiutò a navigare nei suoi periodi di crisi artistica e personale. La passione per l’astrologia e la numerologia rifletteva il desiderio del regista di trovare un ordine nascosto nella realtà, di scoprire un senso segreto nelle connessioni invisibili del mondo.

Dell’Olio mostra con delicatezza come Fellini fosse sempre alla ricerca di un contatto con l’aldilà, un ponte con un mondo che sentiva esistere ma che sfuggiva a ogni definizione. Questa dimensione magica è evidente nei suoi film, dove i confini tra reale e irreale si dissolvono, lasciando spazio a un mondo fantastico in cui tutto è possibile. Pellicole come La città delle donne o E la nave va diventano così riflessi di questa ricerca, dove il confine tra sogno e realtà è volutamente sottile e sfocato.


Un cinema tra reale e surreale

Uno degli elementi distintivi del cinema di Fellini è la commistione di realtà e fantasia, una caratteristica che in Fellini degli spiriti trova spiegazione proprio nella visione del mondo del regista. Fellini considerava il cinema come una forma d'arte che doveva catturare non solo il visibile, ma anche l'invisibile. Nei suoi film la dimensione onirica diventa un mezzo per esprimere ciò che non può essere detto, un linguaggio capace di evocare emozioni e immagini che appartengono a un’altra realtà, una realtà spirituale.

Il documentario esplora come Fellini utilizzasse la dimensione del sogno per liberarsi dai limiti imposti dalla narrazione tradizionale. Attraverso sequenze visionarie, creature bizzarre e scenografie che sfidano le leggi della fisica, Fellini creava un mondo in cui lo spettatore poteva perdersi, un luogo dove ogni cosa è ambigua e misteriosa. Il sogno non è solo un tema nei film di Fellini, ma un vero e proprio metodo di indagine della realtà, un linguaggio per svelare ciò che si nasconde dietro le apparenze.


L’eredità spirituale di Fellini

Con Fellini degli spiriti Anselma Dell’Olio non intende semplicemente raccontare la vita e la carriera di Fellini, ma vuole aprire una finestra sulla sua anima. Il documentario diventa un tributo alla spiritualità e al mistero che hanno alimentato la sua visione artistica, un omaggio al suo mondo interiore e alla sua costante ricerca di senso. L’intento della regista è anche quello di mostrare come il cinema di Fellini, con la sua complessità e profondità, continui a ispirare generazioni di spettatori e artisti, lasciando un’eredità che va oltre il semplice film.

In conclusione, Fellini degli spiriti è un’opera che ci invita a riscoprire l'uomo dietro al regista, un uomo che ha sempre cercato di comprendere l’invisibile e di esplorare il mistero della vita attraverso il cinema. Dell'Olio, con grande sensibilità, riesce a restituire al pubblico il ritratto di un Fellini spirituale e mistico, offrendo una prospettiva unica su uno dei più grandi geni del cinema italiano. Il documentario è, in definitiva, una celebrazione della curiosità insaziabile di Fellini per l'ignoto, una testimonianza del suo desiderio di "vedere oltre" e un invito, per tutti noi, a seguire il suo esempio.


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L'Autore

Luca Formisano

Appassionato di cinema e letteratura, sono un autore per legge e società

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