Framing The World, 165ª edizione

La nostra rassegna di notizie dal mondo ogni due settilane

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  Redazione
  06 ottobre 2025
  15 minuti, 11 secondi

Nel nuovo numero di Framing riportiamo gli sviluppi nel probabile percorso verso la risoluzione del conflitto a Gaza, mentre segnaliamo la vittoria del fronte europeista alle elezioni moldave. Volgendo lo sguardo all'emisfero occidentale, monitoriamo la precaria situazione securitaria di Haiti e il recente sostegno economico proposto dagli USA all'Argentina. Inoltre, seguiamo le recenti proteste in Madagascar e gli sviluppi della politica interna giapponese.


AFRICA SUB SAHARIANA

Madagascar, morti e feriti nelle proteste. Almeno 22 persone sono state uccise e un centinaio sono state ferite dall'inizio delle manifestazioni di protesta contro i blackout idrici ed elettrici il 25 settembre. Il 29 settembre il presidente Andry Rajoelina, per venire incontro alle richieste dei manifestanti, ha destituito il governo. Le proteste sono portate avanti dai giovani della generazione zeta.

Sudan, almeno 91 civili sono stati uccisi nella città assediata di El-Fasher, durante attacchi della forza paramilitare Forze di Supporto Rapido (RSF), nell'arco di dieci giorni dello scorso mese, ha dichiarato giovedì l'ONU.La serie di attacchi rappresenta l'ultimo episodio degli scontri intensificati tra l'esercito e le forze paramilitari rivali, entrambe in lotta per il controllo della città mentre la guerra civile continua.Il conflitto tra le RSF e l'esercito è iniziato nel 2023, quando sono emerse tensioni tra i due ex alleati incaricati di supervisionare una transizione democratica dopo la rivolta del 2019.Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità, i combattimenti hanno causato almeno 40.000 morti e fino a 12 milioni di sfollati. Inoltre, oltre 24 milioni di persone affrontano livelli critici di insicurezza alimentare, secondo il Programma Alimentare Mondiale.

Aurelia Puliafito


AMERICA DEL NORD

Stati Uniti d'America, aiuti internazionali congelati dalla Corte Suprema. La Corte Suprema americana venerdì 26 settembre ha confermato la possibilità per il Presidente Donald Trump di mantenere congelati oltre 5 miliardi di dollari in fondi di aiuti internazionali. La Corte ha accolto il ricorso d'urgenza presentato dai Repubblicani riguardo miliardi di dollari di aiuti approvati dal Congresso e per i quali Trump aveva dichiarato di non volerli spendere. Dopo la pronuncia del giudice distrettuale Amir Ali, la questione è passata in Corte Suprema, che ha concesso a Trump l'ennesima vittoria riguardo dispute di divisione di potere.

(Lorenzo Graziani)

Stati Uniti d'America, continua lo shutdown. Fallisce al Senato l'ennesimo voto che nega la possibilità di prorogare i finanziamenti al governo, facendo rimanere il paese in shutdown. Lo shutdown si verifica quando maggioranza e opposizione al Congresso non riescono a trovare un accordo per approvare la legge che rifinanzia le attività amministrative. In vigore dal 1 ottobre, il prossimo voto possibile per porre fine alla paralisi delle attività federali potrebbe presentarsi solo lunedì 6, nel frattempo migliaia di impiegati federali rimangono in congedo non retribuito. Mentre la nazione rimane bloccata, Dem e GOP continuano ad attribuirsi rispettivamente la responsabilità, con i primi che denunciano la mancata volontà dei repubblicani di approvare il piano di spesa per una maggiore assistenza sanitaria, e i secondi, tra cui lo stesso Trump, che accusano i democratici di "voler chiudere tutto"

(Giovanni Ferrazza)

Stati Uniti, continuano gli attacchi alle navi al largo del Venezuela. Gli Stati Uniti hanno colpito una barca al largo del Venezuela tra il 3 e il 4 ottobre 2025. Il Pentagono sostiene che si trattasse di un'imbarcazione di narcotrafficanti, colpita in acque internazionali. Nell'attacco sono rimaste uccise quattro persone, definite da Washington "narco-terroristi". Il segretario alla Difesa Pete Hegseth ha dichiarato che l'azione rientra nella lotta al traffico di droga. L'episodio rischia di alimentare nuove tensioni tra Caracas e Washington.

(Bianca Colli)

Lorenzo Graziani, Giovanni Ferrazza e Bianca Colli

AMERICA LATINA E CARAIBI

Venezuela, la difesa intercetta cinque caccia statunitensi. Il regime venezuelano ha denunciato un presunto tentativo di incursione da parte di cinque aerei da combattimento statunitensi avvicinatisi alle coste del Paese. Lo ha reso noto il ministro della Difesa Vladimir Padrino López, che ha definito l'episodio una "provocazione dell'imperialismo nordamericano". Secondo Caracas, i velivoli sarebbero stati rilevati dai sistemi di difesa aerea nella zona di Maiquetía. Il Governo di Maduro ha annunciato l'attivazione di un piano di mobilitazione nazionale e la proclamazione dello "stato di conmoción exterior", misura che attribuisce poteri speciali all'esecutivo in caso di minaccia esterna. Fonti statunitensi non hanno al momento commentato la denuncia, mentre Washington mantiene nella regione caraibica un'ampia presenza militare nell'ambito delle operazioni contro il narcotraffico. L'episodio contribuisce a mantenere alta la tensione tra i due paesi, già al limite per gli episodi degli ultimi mesi.

Colombia, il Governo espelle la delegazione diplomatica israeliana. Il presidente colombiano Gustavo Petro ha ordinato l'espulsione della delegazione diplomatica israeliana dal paese, in seguito all'arresto di due cittadini colombiani a bordo della Global Sumud Flotilla diretta verso Gaza. L'annuncio è stato dato dallo stesso Petro attraverso un messaggio pubblico, nel quale ha accusato Israele di violare il diritto internazionale. Il capo di Stato ha inoltre comunicato la decisione di denunciare il Trattato di Libero Commercio con Israele (TLC), segnando una rottura definitiva ai rapporti bilaterali. Secondo il governo di Bogotá, l'azione israeliana contro la nave umanitaria rappresenta un "atto ostile" nei confronti della Colombia, la misura consolida la posizione di Petro, da tempo critico verso l'operato di Israele a Gaza.

Lucas Torres

ASIA ED ESTREMO ORIENTE

Fronte alla nuova realtà climatica al vertice di Bangkok. Delegati e politici si sono riuniti per la Climate Action Week in Thailandia, con l'obiettivo di definire strategie concrete per proteggere la regione di fronte a una crisi sempre più grave. L'incontro si svolge mentre gli impegni globali vacillano e gli Stati Uniti arretrano sugli obiettivi climatici. Gli scienziati avvertono che le temperature globali potrebbero catastroficamente avvicinarsi alla soglia dei 2 °C nei prossimi cinque anni. Gli effetti sono già evidenti: oltre 100.000 ricoveri per colpi di calore in Giappone, raccolti devastati dai tifoni nelle Filippine e la prospettiva per la Thailandia di perdere fino al 14% del PIL entro il 2050 a causa di inondazioni e calore estremo. Il Super Tifone Ragasa, la tempesta più potente dell'anno, ha aggravato i timori: il cambiamento climatico ne ha moltiplicato la violenza almeno dieci volte. I delegati chiedono di andare oltre gli slogan e puntare su obiettivi realistici di mitigazione e adattamento.

(Valeria Picciolo)

Nuova Delhi - La Reserve Bank of India (RBI) ha presentato delle proposte volte a semplificare e liberalizzare il sistema creditizio, intervenendo sia sui prestiti concessi dalle banche alle parti correlate, sia sulle norme che regolano l'indebitamento estero delle imprese. Per i prestiti interni le banche con attivi inferiori a 1 trilione di rupie potranno concedere fino a 50 milioni di rupie a parti correlate senza autorizzazione del board; la soglia sale a 100 milioni per gli istituti con attivi tra 1 e 10 trilioni di rupie, e a 500 milioni per le banche di dimensioni superiori. Saranno rafforzati i requisiti di trasparenza e rendicontazione per tutte le transazioni interbancarie, con l'obiettivo dichiarato di creare un "quadro armonizzato e basato sui principi" per il credito interno. La RBI ha inoltre proposto un'ampia revisione delle regole sui prestiti commerciali esterni (ECB), collegando i limiti di indebitamento alla solidità finanziaria delle aziende. Le nuove norme consentirebbero alle imprese di raccogliere fino a 1 miliardo di dollari o fino al 300% del proprio patrimonio netto, a seconda del valore più alto - una modifica che supera il precedente limite di 1,5 miliardi fissato dalla procedura automatica.

(Rati Mugnaini Provvedi)

Giappone, Sanae Takaichi sarà la nuova leader del LDP. Il Partito Liberal Democratico ha eletto Sanae Takaichi, 64 anni, come nuova leader, aprendo la strada alla possibilità che diventi la prima donna a guidare il governo. Il voto in parlamento per scegliere un sostituto dell'uscente Shigeru Ishiba è previsto per il 15 ottobre. Takaichi, esponente della parte conservatrice del partito, ha prevalso al ballottaggio sul moderato Shinjiro Koizumi. In passato è stata ministra per la sicurezza economica e per gli affari interni. La sua agenda punta su una politica fiscale espansiva per rilanciare la quarta economia mondiale e per riconquistare la fiducia di un'opinione pubblica arrabbiata per l'inflazione. Dovrà però affrontare una situazione complessa avendo l'LDP perso la maggioranza in entrambe le Camere. Sul piano internazionale, Takaichi ha proposto di rafforzare i legami di sicurezza con Taiwan, ipotizzando una "quasi-alleanza" con l'isola.

(Francesco Oppia)

Rati Mugnaini Provvedi, Francesco Oppia e Valeria Picciolo


ECONOMIA E FINANZA INTERNAZIONALE

USA, pil in accelerazione. Nel secondo trimestre l'economia statunitense ha accelerato al 3,8% annualizzato, un rialzo rispetto alla stima iniziale del 3,3% e indice di un rimbalzo più robusto di quanto si pensasse. La correzione riflette soprattutto una maggiore spesa dei consumatori e conferma che la contrazione del primo trimestre è stata superata. Il Bureau of Economic Affairs ha anche aggiornato i dati degli anni passati, mostrando ora una crescita media reale del 2,4% tra il 2019 e il 2024, dato che segna la transizione da un rimbalzo post-pandemia a un ritmo più regolare di crescita. Gran parte del miglioramento trimestrale è legata al forte movimento di importazioni e scorte avvenuto a inizio anno, quando le imprese hanno anticipato i dazi voluti da Trump, ma i dati nel dettaglio sono comunque positivi: ordini di beni strumentali in aumento, un deficit commerciale più stretto del previsto e richieste di sussidi di disoccupazione in calo, tutti segnali di domanda ancora forte.

Argentina, l'aiuto americano. Gli USA intendono offrire all'Argentina una linea di swap da $20 miliardi e sono pronti ad acquistare i suoi titoli di debito, nel tentativo di sostenere il presidente Milei e arginare la corsa alla vendita del peso. Il piano, ancora in fase di definizione, è stato anticipato dal segretario al Tesoro Scott Bessent, e ha innescato un breve rally dei mercati argentini. In un'intervista televisiva, Bessent ha spiegato che il sostegno mira ad aiutare Milei in vista delle cruciali elezioni di metà mandato di ottobre, sostenendo un alleato ideologico di Trump in una regione in gran parte ostile. Secondo il funzionario, i mercati non hanno perso fiducia nel presidente argentino, ma restano condizionati da decenni di mala gestione economica. Bessent ha definito l'intervento "un ponte verso le elezioni", segnalando che Washington intende fornire anche una linea di credito d'emergenza tramite l'Exchange Stabilization Fund, oltre allo swap in dollari.

Svizzera-USA, accordo sulla valuta. La Svizzera ha raggiunto un'intesa con gli USA Uniti in base alla quale si impegna a non manipolare la propria valuta, accordo che molti osservatori hanno interpretato come un "via libera" a nuovi interventi della Banca nazionale svizzera (BNS) per frenare l'apprezzamento del franco. In una dichiarazione diffusa lunedì, la BNS e il Dipartimento del Tesoro hanno formalmente allineato le loro posizioni in materia di politica valutaria, promettendo di non mirare a tassi di cambio competitivi. Allo stesso tempo, il documento riconosce che gli interventi sui mercati valutari restano uno strumento legittimo per contenere eccessiva volatilità o movimenti "disordinati" delle valute. L'annuncio segna la fine di anni di tensioni tra i due Paesi, nate dai frequenti interventi della BNS per arginare la forza del franco, considerato un porto sicuro dagli investitori nei momenti di incertezza e quindi soggetto a forti apprezzamenti che penalizzano le esportazioni e deprimono l'inflazione.

Eurozona, i dati sull'inflazione. L'inflazione in Germania è aumentata più del previsto, con i prezzi al consumo che a settembre sono saliti del 2,4% annuo, in rialzo rispetto al 2,1% di agosto e oltre le previsioni del 2,2% indicate da Bloomberg. Anche Francia, Italia e Spagna hanno registrato un aumento dei prezzi, segnalando una tendenza generalizzata all'interno dell'area euro. I dati complessivi dell'Eurozona mostrano infatti che l'inflazione è salita al 2,2% a settembre, superando per la prima volta dal mese di aprile l'obiettivo del 2%. Questi dati non dovrebbero tuttavia modificare la posizione della BCE, che con ogni probabilità manterrà il tasso d'interesse di riferimento al 2% per la terza riunione consecutiva alla fine del mese. Gli analisti si aspettano un raffreddamento dell'inflazione nei prossimi mesi: le proiezioni indicano un calo fino all'1,5% entro dicembre e un livello inferiore al target per tutto il prossimo anno, scenario che potrebbe indurre la BCE a valutare nuovi tagli ai tassi nel corso del 2026.

Leonardo Aldeghi

EUROPA OCCIDENTALE ED UNIONE EUROPEA

Moldova, il Partito d'Azione e Solidarietà (PAS) ha ottenuto la maggioranza assoluta in Parlamento. Il PAS - di forte orientamento pro-europeo - ha conquistato il 50,16% dei voti, assicurandosi 55 seggi e superando così le proiezioni che temevano un collasso in seguito alle elezioni. Questo risultato permette al Paese di proseguire il percorso di riforme indispensabili per l'adesione al blocco europeo: l'obiettivo è quello di concludere le trattative entro la fine del 2027, con una possibile ratifica degli Stati membri nel 2028. Dall'altra parte, il Blocco Elettorale Patriottico (BEP) - la coalizione filo-russa guidata dall'ex presidente Igor Dodon - si è fermata al 24,20% e ha immediatamente accusato l'Occidente di aver manipolato il processo elettorale. La Presidente Von der Leyen ha espresso fin da subito pieno supporto a Chisinãu e ha celebrato i risultati come una "vittoria" contro l'inferenza russa ad Est.

Susanna Fazzi


EUROPA CENTRO-ORIENTALE E RUSSIA

Russia, il presidente russo Vladimir Putin ha ordinato lunedì la coscrizione di 135.000 uomini entro la fine del 2025, la più grande campagna di leva degli ultimi nove anni, dopo quella della primavera 2025, che ha visto l'arruolamento di 160 mila nuovi soldati. La Russia effettua campagne di coscrizione due volte l'anno, con uomini di età compresa tra i 18 e i 30 anni obbligati a un anno di servizio militare, e di solito, più uomini vengono chiamati in primavera, quando la maggior parte delle persone si diploma o si laurea. Ufficialmente, i coscritti devono prestare servizio in una base militare all'interno del territorio russo, ma l'Ucraina afferma il contrario. Inoltre la Duma ha approvato un disegno di legge che introduce un modello di coscrizione attivo tutto l'anno.

(Silvia Pasetto)

Putin: la NATO è la vera tigre di carta.  La guerra in Ucraina, la più letale in Europa dalla Seconda guerra mondiale, continua ad acuire lo scontro tra Mosca e l'occidente. Intervenendo al Valdai Discussion Club di Sochi, il presidente russo Vladimir Putin ha dichiarato che le forze armate di Mosca stanno avanzando lungo l'intero fronte ucraino. Rispondendo alle recenti affermazioni del presidente statunitense, Putin ha inoltre avvertito che l'eventuale invio di missili Tomahawk da parte di Washington a Kiev condurrebbe a "una nuova escalation" del conflitto. Il leader del Cremlino ha poi replicato a un'accusa mossa dall'ex presidente Donald Trump, che aveva definito la Russia una tigre di carta. Secondo Putin, se Mosca sta combattendo contro l'intero blocco NATO, avanza e si sente sicura, mentre viene descritta come una tigre di carta, allora cos'è la stessa NATO si chiede Putin.

(Luca Baldazzi)

L'Ucraina e la Russia hanno effettuato uno scambio di prigionieri su larga scala: 205 persone da ciascuna parte sono tornate a casa il 2 ottobre 2025. Molti dei prigionieri ucraini rilasciati erano detenuti in Russia da più di tre anni. Nell'ultimo scambio con Mosca, Kyiv riporta a casa oltre 200 prigionieri di guerra: 185 soldati e 20 civili. Secondo il presidente Volodymyr Zelensky, tra i riportati in Ucraina ci sono soldati fatti prigionieri durante la battaglia di Mariupol', anche dell'acciaieria Azovstal', così come altri catturati nella centrale nucleare di Chernobyl', nell'Oblast' di Kyiv. La maggior parte dei rilasciati era in prigionia in Russia dal 2022. Il più giovane dei prigionieri liberati è un soldato di 26 anni, il più anziano ha 59 anni, ha dichiarato il Quartier Generale di Coordinamento per il Trattamento dei Prigionieri di Guerra. Oltre 2.500 prigionieri di guerra ucraini restano reclusi in Russia, ha dichiarato il Ministero dell'Interno di Kyiv.

(Giuliana Catalina Bărus)

Silvia Pasetto, Giuliana Cătalina Bărus, Luca Baldazzi

MEDIO ORIENTE E NORD AFRICA

Hamas: sì condizionato al piano USA, ma l'ala militare vuole continuare combattere. Hamas potrebbe dare una risposta positiva al piano di cessate il fuoco statunitense, anche se subordinata a significative modifiche, relative principalmente a tre punti cruciali: la gradualità del ritiro dell'IDF da Gaza, chiare garanzie di sicurezza per la leadership e l'esplicito collegamento tra il rilascio dei prigionieri e la tempistica del ritiro israeliano. A complicare il quadro è l'opposizione interna: infatti, il capo dell'ala militare di Hamas a Gaza, Izz al-Din al-Haddad, si oppone al piano, ritenendolo volto a distruggere il gruppo, ed è determinato a continuare i combattimenti.

Chiara Bertolotto

TERRORISMO E SICUREZZA INTERNAZIONALE

Haiti, nuova missione ONU approvata dal Consiglio di Sicurezza. Una nuova missione internazionale è stata nominata dal Consiglio di Sicurezza con lo scopo di contrastare lo strapotere acquisito negli ultimi anni dalle gang criminali. L'influenza di queste ultime è aumentata drammaticamente a partire dal 2021, anno dell'assassinio dell'ex presidente Jovenel Moise, da allora Haiti non ha più potuto contare su un esecutivo con pieni e legittimi poteri. Ad oggi si stima che circa 1'85% del territorio della capitale Port-au-Prince sia sotto il pieno controllo delle organizzazioni criminali. La missione, proposta da Stati Uniti e Panama è stata approvata con 12 voti a favore, nessuno contrario e tre astensioni (Cina, Russia e Pakistan), la stessa vedrà il dispiegamento di 5.500 soldati e agenti di polizia e di 50 membri civili. La decisione di istituire un nuovo mandato ha implicitamente decretato il fallimento operativo della missione precedente a guida Kenya istituita nel 2024 e che non è riuscita nello scopo di ridurre il potere delle bande.

(Davide Shahhosseini)

Polonia, lattine esplosive legate alla guerra ibrida russa. Le autorità polacche indagano su un presunto complotto del Gru, l'intelligence militare russa, che prevedeva l'introduzione nel Paese di lattine di cibo etichettate come mais ma contenenti esplosivo. Un sospetto ucraino, Wtadystaw D., avrebbe trasportato il materiale dalla Lituania e abbandonato i contenitori nei pressi di Lódz. Gli investigatori ritengono che gli ordigni potessero essere montati su droni per colpire obiettivi in Polonia, Germania e Lituania. Varsavia collega l'episodio alla strategia di guerra ibrida russa, in un contesto di crescenti violazioni dello spazio aereo europeo attribuite a Mosca.

(Federica Placidi)

Federica Placidi e Davide Shahhosseini







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