Framing The World, Edizione CXLIX
AFRICA SUB SAHARIANA
AMERICA DEL NORD
AMERICA LATINA E CARAIBI
ASIA ED ESTREMO ORIENTE
ECONOMIA E FINANZA INTERNAZIONALE
EUROPA OCCIDENTALE E UNIONE EUROPEA
EUROPA ORIENTALE E RUSSIA
MEDIO ORIENTE E NORD AFRICA (MENA)
TERRORISMO E SICUREZZA INTERNAZIONALE
AFRICA SUB SAHARIANA
RDC, si moltiplicano le iniziative di pace. Mentre i ribelli del gruppo armato M23, sostenuto dal Ruanda, continuano ad avanzare minacciando Bukavu, il capoluogo della provincia del Sud Kivu, si moltiplicano le iniziative di pace per fermare i combattimenti nell’est della Repubblica Democratica del Congo (Rdc). Il 7 e l’8 febbraio si è svolto un vertice in Tanzania convocato da due organizzazioni regionali di cui fanno parte anche Ruanda e Rdc, al termine del quale è stato chiesto un cessate il fuoco immediato e incondizionato. Il 12 febbraio sono intervenuti gli inviati della Conferenza episcopale nazionale del Congo insieme a quelli della Chiesa di Cristo in Congo (protestanti), che sono andati a Goma per incontrare Corneille Nangaa, l’uomo che si presenta come il leader politico dei ribelli e il capo di un’organizzazione chiamata Alleanza del fiume Congo, nata nel 2023 in opposizione al presidente congolese Félix Tshisekedi.
Sudafrica, stop agli aiuti statunitensi. Il 7 febbraio il presidente statunitense Donald Trump ha ordinato di bloccare gli aiuti al Sudafrica, perché ha approvato una legge sugli espropri che secondo Trump discrimina i sudafricani bianchi. A questo gruppo della popolazione sudafricana è stato offerto asilo politico negli Stati Uniti. La misura, però, non influisce sui fondi per la lotta all’aids, che continueranno ad essere erogati per almeno novanta giorni. Ma, più che il blocco degli aiuti, a preoccupare Pretoria è la tenuta dell’accordo commerciale Agoa, che offre condizioni favorevoli per le esportazioni negli Stati Uniti a numerosi paesi dell’Africa subsahariana.
Aurelia Puliafito
AMERICA DEL NORD
Stati Uniti d’America, Vance attacca l’Europa a Monaco. Durante il suo intervento alla Conferenza sulla Sicurezza di Monaco, il vice-Presidente americano JD Vance ha aggredito l’identità ideologica dell’Europa, accusandola di sopprimere la libertà di parola, di fallire nel contrastare l’immigrazione illegale e di temere le vere preferenze degli elettori. “La democrazia non sopravviverà se le preoccupazioni del suo popolo saranno cassate come invalide, o peggio ancora non abbastanza importanti da venire considerate” ha dichiarato. Argomentando che la vera minaccia per gli europei non arrivi da Russia o Cina, ma germogli all’interno, Vance ha minacciato un taglio netto: “Se scappate impauriti dai vostri elettori, non c’è niente che l’America possa fare per voi, né c’è qualcosa che voi possiate fare per gli americani”.
Stati Uniti d’America, Vance e Zelensky su guerra e terre rare. Ai margini della Conferenza sulla Sicurezza di Monaco, il vice-Presidente americano JD Vance e il Presidente ucraino Volodymyr Zelensky hanno discusso per circa un’ora in un bilaterale sulla guerra in Ucraina. Zelensky ha dichiarato che il suo paese vuole garanzie di sicurezza e un piano di pace precedentemente discusso con il governo americano, prima di aprire il dialogo con la Russia di Vladimir Putin. La delegazione ucraina ha inoltre presentato una bozza di accordo per offrire le risorse dei giacimenti di terre rare in cambio del supporto americano. Entrambi i rappresentati hanno confermato che seguiranno nuovi incontri nelle prossime settimane.
(Lorenzo Graziani)
Stati Uniti d’America, il caso Adams volge al termine. Lo scorso 10 febbraio il Dipartimento di Giustizia americano ha rilasciato un memorandum ufficiale con cui istruiva la Procura del distretto sud di New York di far cadere tutte le accuse nei confronti del sindaco Eric Adams. Adams, democratico e primo cittadino dal 2022, è stato negli ultimi 2 anni soggetto ad un’indagine federale per corruzione e frode che collegava alti dirigenti e ufficiali governativi turchi alla storia politica del sindaco afroamericano. Accusato di aver ricevuto tangenti per dieci anni, Adams ha sfruttato gli ultimi mesi facendo di tutto per evitare una condanna, cercando soprattutto di rientrare nelle grazie del neo-eletto Presidente Donald Trump. I suoi sforzi sembrano essere stati ripagati: la decisione del Dipartimento di Giustizia guidato da Pam Bondi, ex avvocatessa di Trump, ha attirato molte critiche ma ha assicurato a Eric Adams una nuova candidatura alle elezioni comunali di novembre, e ai repubblicani un nuovo alleato de facto tra le file democratiche.
(Giovanni Ferrazza)
Lorenzo Graziani e Giovanni Ferrazza
AMERICA LATINA E CARAIBI
Brasile, Lula ai minimi storici. Secondo l’ultima rilevazione degli indici di gradimento condotta da Datafolha, solo il 24% dei brasiliani indicherebbe il lavoro del governo brasiliano come “buono” o “molto buono”. A spiccare non sarebbe solo la percentuale evidentemente bassa, ma bensì, la vertiginosa caduta che il dato ha evidenziato negli ultimi due mesi, passando dal 35% di dicembre al 24% di febbraio. Per quanto riguarda coloro che valutano l’operato del governo in modo negativo, questa percentuale avrebbe subito un incremento di 7 punti percentuali passando dal 34% al 41%, ciò come prova dell’ormai evidente impopolarità dell’esecutivo. Tra le cause riconducibili alla perdita di consensi si possono indicare la crescente inflazione e le politiche economiche del Governo di Lula che non riescono a trovare un riscontro positivo nell’economia reale. Insomma, dati non rassicuranti per il Partito dei Lavoratori (PT) che si mostra fragile in vista delle prossime elezioni presidenziali del 2026.
Messico, la presidente Sheinbaum avverte Google. Nel corso di una conferenza stampa di giovedì 13 febbraio, la presidente messicana, Claudia Sheinbaum, è tornata a parlare del controverso tema riguardante la nuova denominazione del Golfo del Messico in Golfo d’America. Sheinbaum sottolinea come il cambio di nome del Golfo da parte di Google nella propria app di navigazione sia un grave errore, ciò è giustificato dal fatto che tale aggiornamento dovrebbe essere circoscritto solo alla porzione di mare appartenente alla piattaforma continentale statunitense e non, come invece è accaduto, all’intera area del Golfo. Inoltre, nel caso in cui Google non dovesse soddisfare le richieste dell’esecutivo messicano, la Presidente non esclude la possibilità di avviare una causa civile contro il colosso della Silicon Valley.
Lucas Torres
ASIA ED ESTREMO ORIENTE
Corea del Nord, continuano i test missilistici. La Corea del Nord ha annunciato di aver testato un sistema di missili da crociera, segnando il terzo test missilistico dall'inizio dell'anno, e ha minacciato una severa ritorsione alle esercitazioni congiunte tra Stati Uniti e Corea del Sud. L'agenzia di stampa centrale coreana (KCNA) ha riferito che i missili, potenzialmente in grado di trasportare testate nucleari, hanno colpito i loro bersagli dopo un volo di 1.500 chilometri. In una dichiarazione il Ministro degli Esteri nordcoreano ha accusato gli Stati Uniti di aver compiuto "gravi provocazioni militari" in seguito alle esercitazioni del mese scorso condotte con la Corea del Sud. Pyongyang considera queste manovre come prove generali di un'invasione, sebbene Washington e Seoul abbiano ribadito la loro natura puramente difensiva. Negli ultimi anni, Stati Uniti e Corea del Sud hanno intensificato la frequenza delle loro esercitazioni militari in risposta ai progressi del programma nucleare nordcoreano.
Giappone, Ishiba incontra Trump. Il presidente Donald Trump ha dichiarato di voler ridurre il deficit commerciale degli Stati Uniti con il Giappone, accogliendo alla Casa Bianca il primo ministro giapponese Shigeru Ishiba per il loro primo incontro ufficiale. Trump ha inoltre affermato di non escludere l’imposizione di dazi nei confronti del Giappone, pur ritenendo che la questione possa essere risolta senza misure punitive. Attualmente, gli Stati Uniti registrano un deficit commerciale di 68 miliardi di dollari con il Giappone. L’iniziativa di Trump per ridurre il disavanzo commerciale si inserisce nel più ampio contesto della sua politica economica, avente l’obiettivo di rilanciare la manifattura americana. Ishiba ha dichiarato di comprendere l’intento di Trump, tuttavia, ha anche sottolineato che, negli ultimi cinque anni, le aziende giapponesi si sono posizionate al primo posto per investimenti diretti esteri cumulativi negli Stati Uniti.
(Francesco Oppia)
Washington, D.C. - Make India Great Again. In un incontro storico, il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il Primo Ministro indiano Narendra Modi hanno lanciato un nuovo accordo destinato a rafforzare i legami economici, strategici e tecnologici tra le due superpotenze. Il US-India Compact for the 21st Century segna una partnership con un forte accento sull'espansione delle vendite di armamenti e tecnologie militari avanzate. Il patto prevede l’acquisto da parte dell'India di caccia stealth F-35, mentre il commercio di armi continuerà a crescere, consolidando un legame strategico contro minacce comuni. Sul piano della sicurezza, entrambi i leader hanno ribadito il loro impegno nel Quad, l’alleanza tra Stati Uniti, India, Australia e Giappone, essenziale per garantire stabilità e libertà nella regione indo-pacifica. Un passo tangibile in questa direzione è stato l’accordo per l’estradizione di uno dei responsabili degli attacchi terroristici di Mumbai del 2008, affinché possa essere giudicato in India. Sul fronte della difesa, l'accordo prevede anche una crescente cooperazione industriale per lo sviluppo congiunto di nuove tecnologie militari, puntando sull’interoperabilità delle forze armate, il miglioramento delle capacità logistiche e il rafforzamento della manutenzione delle attrezzature militari. Caute speranze da parte del presidente USA di una possibile revisione delle politiche tariffarie volte ad una maggior garanzia.
(Ratì Mugnaini Provvedi)
Ratì Mugnaini Provvedi e Francesco Oppia
ECONOMIA E FINANZA INTERNAZIONALE
USA, nuovi dazi in arrivo. Il presidente Trump ha ordinato di valutare dazi reciproci sui partner commerciali, accusando il sistema globale di penalizzare gli USA. La misura, firmata giovedì, affida al Dipartimento del Commercio e al Rappresentante per il Commercio il compito di proporre nuovi dazi su base nazionale entro il 1° aprile per compensare non solo i dazi imposti agli USA, ma anche le barriere non tariffarie. In particolare, Trump ha citato l’UE, Giappone e Corea del Sud come paesi che traggono un ingiusto vantaggio dagli USA, ma i più colpiti dovrebbero essere i paesi in via di sviluppo, che mediamente impongono dazi più alti sui prodotti americani. I mercati hanno reagito positivamente, interpretando la decisione come un’apertura alle trattative piuttosto che una mossa definitiva.
USA, inflazione in risalita. Torna a salire l'inflazione negli Stati Uniti, con l'indice CPI dei prezzi al consumo che a gennaio è salito dello 0,5%, il maggiore incremento da agosto 2023, spinto principalmente dai costi di alimenti, carburante e abitazioni. L'indice "core", che esclude cibo ed energia, è invece aumentato dello 0,4% contro il +0.3% previsto, soprattutto a causa dei rialzi nelle assicurazioni auto, tariffe aeree e farmaci. I prezzi degli alimenti, in particolare le uova (+15%), sono aumentati significativamente, così come i prezzi degli alloggi (+0,4% mensile), che rappresentando il 30% dell'incremento totale del CPI, mentre anche escludendo abitazioni ed energia, i servizi sono aumentati dello 0,8%, il maggiore rialzo in un anno. Nonostante la tendenza stagionale all'aumento dei prezzi a gennaio, i dati suggeriscono che l'inflazione non stia diminuendo come previsto, mantenendo così la Fed in uno stato di attesa e rendendo ulteriori tagli dei tassi durante il 2025 poco probabili.
Nissan, quale futuro? Honda ha escluso un’acquisizione ostile di Nissan dopo il fallimento della proposta di fusione da $58 miliardi, che avrebbe creato il quarto produttore mondiale di auto. La fusione mirava a rafforzare la competitività dei due costruttori nei confronti dei produttori cinesi, ma è naufragata per divergenze sulla governance, con Nissan, che temeva di perdere autonomia. Nissan, in difficoltà finanziarie, sta ora valutando tutte le opzioni per sopravvivere, compreso un piano di ristrutturazione da 6.500 licenziamenti e risparmi per $2,5 miliardi entro il 2026. A stretto giro è poi giunta la manifestazione di interesse di Foxconn, che si è detto interessato all'acquisto della quota del 36% di Nissan in mano a Renault. L’azienda taiwanese, che da tempo mira ad entrare nel settore dei veicoli elettrici, potrebbe rappresentare per Nissan un nuovo partner strategico per la produzione e lo sviluppo di EV, oltre che fornire un'importante iniezione di liquidità.
Google, trimestre deludente. Alphabet ha subito un forte calo in borsa (-8%, $200 miliardi di capitalizzazione bruciati) dopo aver pubblicato conti trimestrali che mostrano una crescita deludente della divisione cloud e l'annuncio di investimenti per $75 miliardi nel 2025 per l'AI. Nel quarto trimestre, i ricavi cloud sono sì aumentati del 30% a quasi $12 miliardi, ma hanno mancato le previsioni degli analisti e sono in rallentamento rispetto al +35% del trimestre precedente. Il CFO Anat Ashkenazi ha attribuito la flessione a una domanda superiore alla capacità di cui Google dispone. Gli ingenti investimenti in data center e chip avanzati hanno inoltre sorpreso il mercato, preoccupato dagli elevati costi dell’AI ma anche scossi dal modello DeepSeek, che ha mostrato come l’AI possa essere sviluppata con minori risorse. Alphabet è inoltre sotto pressione da parte delle autorità governative sia negli USA, dove rischia lo smembramento per comportamento monopolistico, sia in Cina, dove è stata riaperta un’indagine antitrust sul sistema operativo Android.
Leonardo Aldeghi
EUROPA OCCIDENTALE ED UNIONE EUROPEA
Austria, fallito secondo tentativo di formare un governo. Dopo complessi negoziati, il Partito della Libertà (Fpö) di estrema destra e il Partito Popolare Austriaco (Övp) non sono riusciti a raggiungere un accordo. Herbert Kickl, leader dell'Fpö, ha comunicato al presidente federale van der Bellen l'intenzione di rinunciare al mandato per formare un nuovo governo. Kickl ha escluso negoziati con i socialdemocratici (Spö), considerandoli non produttivi, a causa delle divergenze su questioni cruciali. Kickl, incaricato di trovare una maggioranza dopo le elezioni, aveva già avviato colloqui con l'Övp, dopo il fallimento dei negoziati con i socialdemocratici e i liberali di Neos. Il suo governo sarebbe stato il primo guidato dall'estrema destra in Austria dalla Seconda guerra mondiale. La situazione è senza precedenti e non si esclude il ritorno alle urne.
UE, fino a 200 miliardi in investimenti per l'IA. L’Unione Europea ha annunciato la creazione di un fondo da 20 miliardi di euro per la ricerca e l’innovazione nell’intelligenza artificiale, con l’obiettivo di mobilitare investimenti fino a 200 miliardi di euro e competere con Stati Uniti e Cina. Il progetto coinvolge la Banca europea degli investimenti e prevede la costruzione di quattro giga-stabilimenti specializzati. Ursula von der Leyen ha dichiarato che l’Europa punta a essere leader nel settore, sottolineando l’importanza di un accesso equo alla potenza di calcolo e l'obiettivo di sviluppare applicazioni industriali e promuovere un approccio cooperativo basato sulle fonti aperte. Il fondo sarà finanziato con risorse pubbliche e private, con 30 miliardi già stanziati oltre ai 150 miliardi di fondi privati annunciati. Bruxelles intende creare il più grande partenariato pubblico-privato nel campo dell’IA, garantendo innovazione e competitività.
Bianca Franzini
EUROPA CENTRO-ORIENTALE E RUSSIA
Paesi baltici. Estonia, Lettonia e Lituania si staccano dalle forniture energetiche russe. L’8 febbraio i tre paesi baltici hanno ufficialmente staccato la spina che li legava alla Russia per il rifornimento di energia elettrica, e si sono allacciati alla rete energetica dell’Unione europea. Questa decisione era stata notificata ufficialmente sei mesi fa, ma sono anni che Estonia, Lettonia e Lituania pianificano questa mossa. Nel 2023 infatti i tre paesi avevano praticamente già smesso di acquistare energia elettrica russa, conducendo ad un cospicuo aumento dei prezzi dell’energia. Si tratta inoltre di una decisione con un importante valore simbolico e politico, e priva Mosca di una leva per influenzare questi paesi direttamente. Inoltre, questo espone Estonia, Lettonia e Lituania a possibili sabotaggi delle infrastrutture energetiche da parte della Russia, come già accaduto negli ultimi mesi.
Russia, telefonata tra Trump e Putin. Il 12 febbraio 2025, in una telefonata il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il Presidente della Federazione russa Vladimir Putin hanno discusso della guerra in Ucraina e delle possibili condizioni per un cessate il fuoco, aprendo la strada ai negoziati. I due leader potrebbero presto incontrarsi in Arabia Saudita, e questa mossa di Trump sembra aver colto di sorpresa l’UE e l’Ucraina, che per ora non sono stati invitati a partecipare in alcun modo. Trump infatti ha chiamato Zelensky solo dopo aver parlato con Putin, mentre nello stesso giorno al vertice della NATO il Segretario alla Difesa statunitense Pete Hegseth ha affermato che per l’Ucraina pensare di ricostituire i confini precedenti al 2014 sarà irrealizzabile. Trump sembra voler prendere in considerazione le richieste russe, inclusa la definitiva esclusione di Kiev dalla NATO.
Silvia Pasetto
MEDIO ORIENTE E NORD AFRICA (MENA)
Monaco, la proposta araba per Gaza: l’Arabia Saudita vuole guidare la ricostruzione. Diversi Paesi arabi stanno lavorando a una soluzione per la ricostruzione della Striscia di Gaza. Secondo dieci fonti citate da Reuters, l’Arabia Saudita punta a guidare l’elaborazione di un piano alternativo per il futuro della popolazione gazawi, dopo che Donald Trump aveva proposto di trasformare Gaza nella “Riviera del Medio Oriente”. Nel frattempo, il Re di Giordania è volato a Washington per esprimere la sua netta opposizione al piano americano. Anche il primo ministro giordano ha sottolineato l’urgenza di ricostruire Gaza il prima possibile, evitando però un nuovo afflusso di profughi palestinesi, sottolineando che "la Giordania ha già una popolazione composta per il 35% da rifugiati".
(Matteo Francescucci)
Libano, un nuovo governo. A differenza delle volte precedenti, i partiti libanesi sono riusciti a trovare una quadra per un nuovo esecutivo in tempi inediti per la politica del paese levantino. Senza governo dal 2022, dopo l’investitura avvenuta il 13 gennaio, il neo primo ministro Nawaf Salam è riuscito ad organizzare una squadra di governo in meno di un mese. Due sono i fattori principali che possono spiegare tale celerità. Da una parte, l’indebolimento politico di Hezbollah, che ha perso in poco tempo due leader e la cui struttura militare è stata fortemente annichilita nello scontro con lo stato ebraico. Dall’altra parte, l’intervento esterno degli USA, che hanno posto come linea rossa l’ingresso del gruppo terroristico sciita nel nuovo esecutivo.
(Michele Magistretti)
Matteo Francescucci e Michele Magistretti
TERRORISMO E SICUREZZA INTERNAZIONALE
Hamas blocca il rilascio degli ostaggi, Trump minaccia ritorsioni. Hamas ha annunciato la sospensione a tempo indeterminato del rilascio degli ostaggi israeliani previsto per il 15 febbraio. Il gruppo accusa Israele di aver violato la tregua in corso, aumentando le tensioni nel conflitto. Il presidente USA Donald Trump ha reagito con toni duri, avvertendo Hamas che, senza la liberazione degli ostaggi, “ci sarà l’inferno”. Ha inoltre minacciato di tagliare gli aiuti a Giordania ed Egitto se non accoglieranno gli sfollati da Gaza. Israele ha negato le accuse, affermando che Hamas sta usando i prigionieri come leva negoziale. La situazione resta critica, con il rischio di nuove escalation nei prossimi giorni.
CPI indaga sull’Italia per la scarcerazione del generale libico Almasri. La Corte Penale Internazionale ha aperto un’indagine sul governo italiano dopo il rilascio del generale libico Njeem Osama Almasri. Arrestato in Italia, Almasri era ricercato per crimini di guerra, ma è stato scarcerato in circostanze poco chiare. La CPI ha chiesto spiegazioni a Roma, accusando l’Italia di mancata cooperazione. Il caso potrebbe avere ripercussioni diplomatiche rilevanti, mentre il governo italiano non ha ancora fornito una risposta ufficiale. Secondo fonti diplomatiche, il rilascio potrebbe essere legato ad accordi non ufficiali con autorità libiche. L’indagine arriva in un momento di crescente attenzione internazionale sulla gestione dei rapporti con la Libia.
Federica Placidi
Framing The World è un progetto ideato e creato grazie alla collaborazione di un team di associati di Mondo Internazionale.
Alessia Boni: America Latina e Caraibi
Aurelia Puliafito: Africa Sub-Sahariana
Bianca Franzini: Europa Occidentale e Unione Europea
Caterina De Rosa: America del Nord
Davide Shahhosseini: Terrorismo e Sicurezza Internazionale
Federica Placidi: Terrorismo e Sicurezza Internazionale
Francesco Oppia: Asia ed Estremo Oriente
Giovanni Ferrazza: America del Nord
Giulio Ciofini: Africa Sub-Sahariana
Gonzalo Pereyra: Terrorismo e Sicurezza Internazionale
Leonardo Aldeghi: Economia e Finanza Internazionale
Lorenzo Graziani: America del Nord
Lucas Torres: America Latina e Caraibi
Matteo Francescucci: Medio Oriente e Nord Africa
Michele Magistretti: Medio Oriente e Nord Africa
Ratì Mugnaini Provvedi: Asia ed Estremo Oriente
Silvia Pasetto: Europa Centro-Orientale e Russia
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Redazione
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