AMERICA DEL NORD
Stati Uniti d’America, il viaggio di Trump in Regno Unito. Mercoledì 17 settembre il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump e la moglie Melania Trump sono atterrati al Castello di Windsor, dove sono stati accolti dalla famiglia reale inglese. Durante la permanenza strettamente vincolata dentro i confini della tenuta reale, per proteggere il Presidente americano dalle proteste che infuriavano per le strade inglesi, è stato siglato un importante accordo di cooperazione tecnologica, con ingenti investimenti americani. “Siamo legati dalla storia e dalla fede, dall’amore e dalla lingua” le parole di lode di Trump rivolte al Re britannico.
(Lorenzo Graziani)
Trump, aiuti militari a Taiwan sospesi? Donald Trump ha sospeso un pacchetto di aiuti militari gratuiti a Taiwan, dal valore di circa 400 milioni di dollari, alla vigilia della sua attesa chiamata con il presidente cinese Xi Jinping. La decisione, che riguarda forniture di munizioni e sistemi difensivi, è interpretata come una mossa negoziale per rafforzare la posizione di Washington nei colloqui con Pechino, dove saranno discussi temi sensibili come commercio, TikTok e rapporti bilaterali.
(Bianca Colli)
Stati Uniti d’America, Trump continua a stringere la presa sui media. Solo un giorno dopo aver minacciato che le emittenti televisive che parlano negativamente della sua amministrazione potrebbero perdere la loro licenza, il Presidente americano ha affermato che i giornalisti che lo criticano stiano violando la legge. La guerra di Trump ai media è iniziata lunedì scorso, quando alcuni commenti sarcastici del famoso presentatore Jimmy Kimmel nel suo “Late Show” sulla morte di Charlie Kirk avevano portato alla sospensione del programma da parte della Disney dopo aver ricevuto forti pressioni politiche. La decisione di censurare Kimmel ha creato molto scalpore nel mondo televisivo americano, dove vari personaggi pubblici della TV statunitense, tra cui Jimmy Fallon, David Letterman e Stephen Colbert, hanno espresso pubblicamente la loro vicinanza al collega.
(Giovanni Ferrazza)
Lorenzo Graziani, Giovanni Ferrazza e Bianca Colli
AMERICA LATINA E CARAIBI
Venezuela: esercitazioni militari in risposta alla presenza degli Stati Uniti nei Caraibi
Il regime di Nicolás Maduro ha avviato l’“Operazione Caribe Soberano 200” come risposta al rafforzamento militare statunitense nei Caraibi. Dal mercoledì al sabato sono stati impiegati 12 navi da guerra, 22 velivoli e 20 imbarcazioni, con esercitazioni che includono lanci di missili e bombe, paracadutismo, sbarco di blindati anfibi e incursioni marittime.
Secondo il ministro della Difesa Vladimir Padrino López, il Venezuela continuerà ad aumentare la propria prontezza operativa di fronte alla pressione degli Stati Uniti. Le manovre rappresentano inoltre la prima occasione per mostrare i più recenti armamenti russi e cinesi, tra cui i caccia Sukhoi Su-30 MK2, considerati tra i più avanzati al mondo.
Washington, dal canto suo, ha rivendicato l’affondamento di tre imbarcazioni venezuelane accusate di narcotraffico, ma la veridicità e la proporzionalità di tali operazioni restano controverse. Maduro sfrutta queste tensioni per rafforzare la narrativa di una presunta imminente invasione straniera.
Messico: Claudia Sheinbaum, prima donna a guidare il Grito de Independencia
Per la prima volta in 215 anni di storia, una donna ha guidato il tradizionale Grito de Independencia in Messico. La presidente Claudia Sheinbaum, 63 anni, ha celebrato l’evento nel Zócalo di Città del Messico davanti a oltre 280.000 persone, facendo suonare la storica campana di Hidalgo.
Vestita con una fascia presidenziale confezionata da donne militari e ricevendo la bandiera da un’unità d’onore tutta al femminile, Sheinbaum ha reso omaggio non solo agli eroi dell’indipendenza, ma anche a figure femminili come Gertrudis Bocanegra e Josefa Ortiz Téllez-Girón, e ha invocato le “eroine anonime” e le donne indigene.
Nel suo discorso ha sottolineato la sovranità e la dignità del popolo messicano, temi centrali mentre affronta le pressioni di Washington su commercio, migrazione e lotta ai cartelli della droga. Nonostante le sfide, Sheinbaum mantiene un’alta popolarità, con un consenso vicino all’80%.
Nicole Mancinelli
ASIA ED ESTREMO ORIENTE
Cina, preoccupazione per la chiusura del confine Polonia-Bielorussia. Si è svolta lo scorso lunedì 15 settembre la quarta riunione del Comitato Intergovernativo Polonia-Cina, tenutasi a Varsavia e co-presieduta dai Ministri degli Esteri Radosław Sikorski e Wang Yi, con l'obiettivo di espandere gli scambi e la cooperazione bilaterale. In questo contesto, Pechino ha espresso forte preoccupazione per la decisione unilaterale della Polonia di chiudere il confine con la Bielorussia dopo i sorvoli di droni russi e le esercitazioni congiunte tra Mosca e Minsk, poiché circa il 90% delle merci trasportate su rotaia tra la Cina e il mercato dell’Unione Europea transita infatti attraverso il territorio polacco, contando circa 25 miliardi di dollari. Entrambe le parti hanno comunque riaffermato il loro impegno a rafforzare il loro Partenariato Strategico Comprensivo, in particolare attraverso l'attuazione di un piano d'azione triennale e l'organizzazione di riunioni regolari.
(Valeria Picciolo)
Cina-Russia, accordo sul gasdotto Power of Siberia 2. Il 2 settembre, la Russia e la Cina hanno firmato un “memorandum d’intesa vincolante” per la realizzazione del gasdotto Power of Siberia 2. L’infrastruttura, lunga 2.600 chilometri, collegherà i giacimenti artici russi di Yamal alla Cina e dal 2030 trasporterà 50 miliardi di metri cubi di gas all’anno. Il documento contiene soltanto i principi generali dell’intesa, senza specifiche sui prezzi della fornitura, le due potenze dovranno ancora discutere sul finanziamento della costruzione e sulla definizione delle condizioni commerciali. Ad ogni modo, il gasdotto potrebbe rappresentare un game changer. Da un lato, il Cremlino attenuerebbe i contraccolpi causati dallo stop delle importazioni dall’Ue e raddoppierebbe la propria offerta via gasdotto, riducendo quella di gas naturale liquefatto (Gnl) statunitense. Dall’altro, la Cina otterrebbe accesso a gas naturale a prezzi più vantaggiosi e diminuirebbe la propria dipendenza energetica dagli USA.
(Antonella Franzelli)
Giappone, Ishiba annuncia le dimissioni. La scorsa settimana il primo ministro Shigeru Ishiba ha annunciato le proprie dimissioni dopo meno di un anno al potere. A determinarne la caduta hanno contribuito diversi fattori: l’alta inflazione, attestata oggi intorno al 3% dopo decenni di stabilità; il crescente sentimento anti-straniero alimentato dall’afflusso di lavoratori internazionali e l’incertezza legata ai negoziati commerciali con l’amministrazione Trump. Il colpo decisivo è arrivato a luglio, quando il Partito Liberal Democratico (LDP) di Ishiba ha subito una pesante sconfitta elettorale. Infatti, la coalizione ha perso 19 dei 66 seggi in palio, scivolando in minoranza in entrambe le camere del Parlamento. Al contrario, i partiti di estrema destra hanno registrato un notevole avanzamento soprattutto tra i giovani. Secondo gli analisti, la linea relativamente centrista di Ishiba ha finito per alienare parte dell’elettorato conservatore, favorendo in ultima istanza la caduta.
(Francesco Oppia)
Cambogia e Thailandia, verificati nuovi scontri: l’esercito thailandese ha usato lacrimogeni e proiettili di gomma contro manifestanti cambogiani, causando 29 feriti. Bangkok afferma di aver reagito a proteste contro barriere erette in un’area contesa, mentre Phnom Penh denuncia una violazione della propria sovranità.Da parte sua, l’esercito di Bangkok sostiene di aver reagito all’arrivo di circa 200 manifestanti cambogiani che contestavano la costruzione di barriere e filo spinato in una zona contesa. Per disperdere i dimostranti, i militari thailandesi hanno impiegato anche dispositivi acustici a lungo raggio. Phnom Penh ha chiesto l’intervento della comunità internazionale, mentre il premier Hun Manet ha scritto alle Nazioni Unite accusando la Thailandia di allargare il conflitto e di minacciare la fragile pace.
(Ratì Mugnaini Provvedi)
Ratì Mugnaini Provvedi, Francesco Oppia, Antonella Franzelli e Valeria Picciolo
ECONOMIA E FINANZA INTERNAZIONALE
Fed, primo taglio del 2025. La Federal Reserve ha ridotto i tassi di interesse di un quarto di punto, portandoli in un range tra 4 e 4,25%, il primo taglio da dicembre 2024, segnalando inoltre che ne seguiranno altri due entro fine anno. La decisione riflette il deterioramento del mercato del lavoro, considerato un rischio più urgente dell’inflazione legata ai dazi. Jerome Powell ha infatti riferito che la Fed ha guardato ai dati di agosto, che hanno registrato solo 22.000 nuovi posti di lavoro, e la revisione sul numero di occupati, al ribasso di 911.000 unità rispetto alle stime precedenti, segno che la frenata occupazionale è in realtà iniziata sotto Biden. Il voto non è stato unanime: Stephen Miran, neo-nominato da Trump, avrebbe voluto un taglio di mezzo punto, ma Powell ha conquistato il sostegno di governatori e presidenti regionali più cauti. Wall Street ha reagito in modo tiepido, con lo S&P 500 in calo dello 0,1%, mentre i mercati asiatici hanno accolto positivamente la mossa.
Intel, accordo a sorpresa. Nvidia ha annunciato che investirà $5 miliardi di dollari in Intel, acquistando il 4% delle azioni e avviando con il rivale una collaborazione nello sviluppo di chip per PC e data center. L’accordo, che ha fatto balzare il titolo Intel del 22%, prevede che Intel integri la grafica Nvidia nei propri processori e fornisca le CPU per i data center costruiti sull’hardware Nvidia. L’intesa arriva dopo l’ingresso del governo USA con una quota del 10% e l’investimento da $2 miliardi di SoftBank, segnando un altro passo nel salvataggio di Intel, fiaccata da perdite di mercato e incapace di sostenere da sola i costi dell’innovazione. Per Nvidia, leader indiscusso dell’AI, l’accordo significa rafforzare il proprio ecosistema con la storica architettura x86 di Intel, mentre quest’ultima potrà competere meglio con AMD nei PC e rientrare in gioco sul mercato dei data center.
UK-USA, un asse tecnologico. Il governo britannico ha annunciato che i giganti tecnologici americani investiranno oltre £31 miliardi ($42,3 miliardi) in AI, calcolo quantistico e altre iniziative digitali. L’annuncio, in occasione della visita di stato di Trump, sostiene la strategia del premier Starmer per accelerare la crescita tecnologica e rinsaldare i rapporti con gli USA. Nvidia sarà protagonista di un piano da £11 miliardi per data center che entro il 2026 installeranno 120.000 chip AI nel Regno Unito, in collaborazione con Nscale e CoreWeave. Quest’ultima, che già investe £1 miliardo nel Paese, ha annunciato un ulteriore impegno da £1,5 miliardi per un nuovo data center in Scozia. Salesforce estenderà invece di $2 miliardi il suo programma di spesa nel Regno Unito fino al 2030, mentre Google investirà £5 miliardi in due anni, compresa l’apertura di un data center nell’Hertfordshire.
Argentina, intervento sul peso. La banca centrale argentina è intervenuta direttamente sul mercato valutario per la prima volta da aprile, vendendo $53 milioni per sostenere il peso, scivolato al limite inferiore della banda di cambio fissata con l’FMI. La mossa arriva mentre l’economia si è contratta dello 0,1% nel secondo trimestre e il peso ha perso il 12% nell’ultimo mese. Le misure di stabilizzazione — rialzo dei tassi e requisiti di riserva più alti — hanno avuto scarso effetto e stanno pesando sull’attività economica. Gli investitori restano perciò nervosi, con i rendimenti del debito in dollari sono saliti all’11,7% sopra i Treasury americani, segnalando timori sulla sostenibilità dei pagamenti. Intanto, il governo Milei è sotto pressione dopo la pesante sconfitta alle elezioni provinciali di Buenos Aires e lo scandalo che ha coinvolto la sorella Karina, mentre il Congresso, che ha respinto il veto di Milei su due leggi di spesa, ha accentuato l’isolamento politico del presidente.
Leonardo Aldeghi
EUROPA OCCIDENTALE ED UNIONE EUROPEA
La Commissione Europea ha presentato al Consiglio una proposta per sospendere alcune disposizioni commerciali rispetto all’accordo di associazione con Israele. Tale proposta include, inoltre, sanzioni mirate contro ministri estremisti del governo israeliano e coloni “violenti”. La decisione è stata presa in seguito alla violazione dell’Art. 2 dell’accordo, che stabilisce il fondamentale rispetto dei diritti umani e dei principi democratici: il rapido deterioramento umanitario a Gaza a seguito dell’intervento militare, il blocco degli aiuti e il piano di insediamento nell’area E1 della Cisgiordania sono alla base del provvedimento. La sospensione commerciale prevede la perdita dell’accesso preferenziale al mercato UE per le importazioni israeliane, alle quali saranno applicati dazi doganali. L’UE sospenderà, inoltre, il sostegno bilaterale a Israele per il periodo 2025-2027, inclusi circa 14 milioni di euro destinati a progetti di cooperazione internazionale.
(Susanna Fazzi)
Annunciato il nuovo pacchetto UE di sanzioni alla Russia. Le nuove sanzioni comprenderanno uno stop totale a tutte le importazioni di gas liquido russo e l’inserimento di nuovi vascelli nella lista della cosiddetta “shadow fleet” - una flotta di navi cargo con bandiera di paesi terzi, usata da Mosca per aggirare le sanzioni all'importazione di gas. L’obiettivo è quello di chiudere definitivamente il “rubinetto” del gas, a partire dal 1° gennaio 2027. In aggiunta, Bruxelles applicherà, per la prima volta, restrizioni alle transazioni in criptovalute. Infine, nuove sanzioni saranno applicate anche alle aziende che hanno fornito supporto diretto o indiretto al complesso militare-industriale russo. “Il Presidente Putin ha ripetutamente disprezzato la diplomazia e il diritto internazionale, dunque l’Europa deve aumentare la pressione” - ha detto la presidente della Commissione nella conferenza del 19 settembre.
(Francesca Rosti)
Francesca Rosti e Susanna Fazzi
EUROPA CENTRO-ORIENTALE E RUSSIA
Bielorussia e Russia mostrano i muscoli e mandano un messaggio all’Europa: Il 15 settembre, all’interno del territorio bielorusso, si sono udite esplosioni e raffiche di colpi di artiglieria. Non si è trattato di un attacco, ma dell’inizio di Zapad 2025 (Запад 2025), la grande esercitazione militare congiunta organizzata da Mosca e Minsk. L’operazione, che si tiene ogni quattro anni, viene presentata dai due governi come un addestramento volto a rafforzare la sicurezza della Russia e della Bielorussia contro potenziali minacce esterne. Tuttavia, l’esercitazione si svolge a pochi chilometri dal confine polacco e suscita forte preoccupazione nei Paesi vicini. Gli osservatori occidentali seguono con attenzione le manovre, temendo possibili implicazioni per la stabilità della regione. Le tensioni sono già elevate dopo la recente violazione dello spazio aereo polacco e romeno da parte di droni russi. Zapad 2025 si inserisce quindi in un quadro di rapporti sempre più tesi tra la Russia e l’Europa, alimentando la percezione di un confronto militare e politico in costante escalation.
Luca Baldazzi
MEDIO ORIENTE E NORD AFRICA (MENA)
Escalation a Gaza: il bilancio dei morti supera i 65.000. Secondo gli ultimi dati forniti dal Ministero della Salute di Gaza, gestito da Hamas, il bilancio delle vittime dall'inizio del conflitto, nel 2023, ha superato le 65.000 persone. In particolare, almeno 65.062 palestinesi sono stati uccisi e 165.697 feriti. La situazione si è aggravata ulteriormente negli ultimi giorni, con attacchi che hanno colpito anche i centri di distribuzione degli aiuti: il bilancio totale delle vittime nei centri di distribuzione ha raggiunto i 2.504 morti e oltre 18.381 feriti. A questa tragedia si aggiunge la crisi umanitaria legata alla fame, che ha causato 432 vittime, tra cui 146 bambini.
(Chiara Bertolotto)
Siria, il primo incontro negli USA tra il nuovo presidente e il POTUS: il leader siriano Ahmed al-Sharaa vola a New York e incontrerà Donald Trump nella prima visita presidenziale al paese dopo più di cinquanta anni. Questo incontro è stato preceduto dalla visita del ministro degli esteri siriano, Asaad al Shaibani, a Washington per discutere della revoca definitiva delle sanzioni al paese arabo. Gli statunitensi desiderano includere Damasco nella coalizione anti-Is e spingono per un accordo di sicurezza tra Israele e il paese arabo, che a sua volta però rimane fermo nella difesa della propria sovranità territoriale.
(Michele Magistretti)
Michele Magistretti e Chiara Bertolotto
TERRORISMO E SICUREZZA INTERNAZIONALE
Spagna, indagine della Procura Generale sulle violazioni dei diritti umani a Gaza. Giovedì scorso, il procuratore generale Álvaro García Ortiz ha dichiarato di aver disposto un’indagine indipendente volta a indagare sulle operazioni militari di Israele nella Striscia di Gaza ed eventualmente accertare se siano in corso crimini contro l'umanità. Sebbene uno Stato non abbia la facoltà di giudicare direttamente le azioni di un altro governo indipendente, gli atti dell’indagine potranno essere trasmessi alla Corte Internazionale di Giustizia, già pronunciatasi sull’illegalità dell’occupazione dei Territori Palestinesi Occupati (TPO) nel 2024. La procedura si fonda sul principio della “giurisdizione universale”, che consente di perseguire i crimini più gravi a prescindere da luogo e nazionalità. Sin dai primi bombardamenti su Gaza dell’ottobre del 2023, Madrid ha adottato una postura fortemente critica verso la condotta israeliana: nel 2024 ha aderito alla causa del Sudafrica sottoposta all’ICJ e lo stesso premier Pedro Sánchez ha accusato Israele apertamente di genocidio.
(Davide Shahhosseini)
Pakistan e Arabia Saudita un nuovo passo di mutua difesa: A seguito dell’incontro tra il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif e il principe ereditario dell’Arabia Saudita a Riyadh, i due Paesi hanno siglato un accordo strategico di difesa reciproca mercoledì 17 settembre.
L’accordo prevede che qualunque aggressione a uno dei due Paesi, venga considerata un’aggressione verso entrambi. In un contesto di crescente instabilità, il patto punta a rafforzare le capacità militari e la collaborazione in termini di difesa, nonché rafforzare la deterrenza contro eventuali attacchi. Altro punto cruciale dell’accordo riguarda la potenza atomica del Pakistan, il quale, in caso di necessità, sarebbe tenuto a difendere Riyad anche con armi nucleari.
(Beatrice Baroni)
Davide Shahhosseini e Beatrice Baroni
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Framing the World