Framing the World

Focus Asia: militari russi in Cina e corsa all'IA

  Articoli (Articles)
  Redazione
  06 luglio 2026
  3 minuti, 55 secondi

Framing the World è una rubrica di analisi che propone approfondimenti sulle principali dinamiche della politica internazionale. La rubrica è organizzata per aree geografiche — Asia, Americhe, Africa & MENA ed Europa — e ogni settimana offre un focus tematico composto da più contributi coordinati. L’obiettivo è fornire chiavi di lettura chiare e accessibili sui principali sviluppi globali, attraverso il lavoro collaborativo della redazione.

Questo e molto altro nell’ultimo numero di FtW!

Cooperazione militare Russia-Cina: ufficiali russi a Pechino

L'integrazione militare tra Russia e Cina nell’ultimo anno ha compiuto un ulteriore passo in avanti, attraverso il coinvolgimento diretto e l'addestramento congiunto di ufficiali russi di alto rango. Infatti, secondo documenti riservati e fonti di intelligence visionate da Reuters, a novembre 2025 circa duecento militari russi si sarebbero formati nelle strutture dell'Esercito Popolare di Liberazione Cinese, per poi essere in parte impiegati operativamente in Ucraina. La missione, autorizzata ad agosto 2025 dal ministro della Difesa russo Andrei Belousov, rappresenta un passo significativo nella cooperazione diretta tra le rispettive forze armate dei due paesi.

I dettagli emersi sui corsi rivelano uno scambio di competenze in settori di norma sottoposti al massimo riserbo. Una sessione di tre settimane a Pechino, infatti, si è concentrata esclusivamente sulle tecniche di protezione radiologica, chimica e biologica, ambiti operativi che gli apparati militari mantengono tendenzialmente strettamente confidenziali.

I rapporti interni delle forze armate russe visionati da Reuters stilano un bilancio netto di questa collaborazione: se da un lato Mosca elogia l'alta tecnologia di Pechino, l'uso di simulatori avanzati e l'ottima preparazione teorica degli istruttori, dall'altro rileva la totale assenza di esperienza pratica del contingente cinese. L'addestramento si traduce così in un vantaggio reciproco, permettendo alle forze di Pechino di testare le proprie procedure teoriche confrontandosi con le competenze maturate dai russi in oltre quattro anni di combattimenti reali.

Nonostante le smentite del governo cinese, la notizia ha innescato un'immediata reazione in Europa. L'Unione Europea, che già sanziona le aziende cinesi accusate di supportare la logistica militare di Mosca, sta valutando le implicazioni di questa cooperazione. Il 15 giugno, l'Alto Rappresentante per la politica estera UE, Kaja Kallas, ha dichiarato che Bruxelles ha verificato l’effettivo svolgimento di tali incontri tramite canali indipendenti. Parallelamente, la Germania ha convocato d'urgenza l'ambasciatore cinese per chiedere chiarimenti, confermando in via istituzionale le rivelazioni pubblicate nei giorni scorsi dal settimanale Der Spiegel.

Francesco Oppia

Anthropic contro le scappatoie cinesi: la corsa all'IA passa (anche) dai divieti aggirati

Mentre Mosca e Pechino stringono i legami militari, sul fronte tecnologico la Cina si muove lungo una traiettoria opposta ma complementare: non l'alleanza dichiarata, ma l'aggiramento silenzioso dei divieti occidentali.

Il 3 luglio il Financial Times ha rivelato che Anthropic, tra le società di IA statunitensi con le restrizioni più severe verso il mercato cinese, sta chiudendo le scappatoie che hanno permesso ad aziende come Ant Financial e ByteDance di accedere ai suoi modelli. I metodi sono ingegnosi: account aziendali instradati attraverso filiali a Singapore, rimborsi per abbonamenti personali utilizzati via VPN e servizi di transfer station che rilanciano le richieste da conti registrati all'estero. Nulla di illegale secondo il diritto statunitense o cinese, ma violano palesemente dei termini di servizio, i quali vietano l'uso della tecnologia da parte di entità cinesi e delle loro controllate straniere.

Perché tanto interesse? Gli strumenti di coding di Anthropic, come Claude Code, sono particolarmente ambiti perché i loro output si prestano alla "distillazione": la tecnica con cui modelli più piccoli (e domestici) vengono addestrati a imitare quelli più capaci. Accedere a Claude significa, in sostanza, accelerare lo sviluppo dei modelli nazionali cinesi.

Qui sta il punto più significativo: nonostante l'ascesa di modelli cinesi sempre più competitivi e le barriere crescenti, gli ingegneri di Pechino continuano a considerare i prodotti americani un punto di riferimento imprescindibile. È la fotografia di un'interdipendenza tecnologica che resiste al decoupling geopolitico.

Ne emerge un quadro a due velocità: sul piano della sicurezza, Russia e Cina consolidano un asse esplicito; su quello dell'innovazione, invece, la Cina resta legata ad una filiera in cui gli Stati Uniti mantengono un vantaggio che nessun divieto riesce del tutto a proteggere, né alcuna VPN ad annullare. La competizione tra superpotenze, insomma, non si gioca solo sui blocchi contrapposti, ma anche sulle porte lasciate socchiuse.

Valeria Picciolo

Framing The World è un progetto ideato e creato grazie alla collaborazione di un team di associati di Mondo Internazionale.

Mondo Internazionale APS - Riproduzione Riservata ® 2026

Condividi il post

L'Autore

Redazione

Tag

Cina Russia