Framing The World, Edizione CLV

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  Redazione
  12 maggio 2025
  23 minuti, 44 secondi

Nel nuovo numero di Framing monitoriamo vari fronti caldi di conflitti dal Sudan all’India passando per lo Yemen. Contemporaneamente ingrandiamo la lente sugli ultimi sviluppi della partnership sino-russa. Spostando lo sguardo all’emisfero occidentale, riportiamo le ultime novità che sconvolgono la politica interna argentina.

Questo e molto altro ancora nel nuovo numero di Framing The World! 

AFRICA SUB SAHARIANA


Sudan, dal 4 maggio i paramilitari sudanesi delle Forze di supporto rapido (Rsf) hanno ripetutamente bombardato con i droni Port Sudan, la città dove si è trasferito in via temporanea il governo militare dopo aver perso il controllo della capitale Khartoum. Gli attacchi degli ultimi giorni hanno preso di mira infrastrutture chiave come l’aeroporto – che viene usato sia dai militari sia dai civili – e i depositi di stoccaggio del petrolio in questo importante porto sul mar Rosso, causando grandi esplosioni che hanno fatto salire dense colonne di fumo nero verso il cielo. È stata attaccata anche Suakin, sempre sulla costa, cinquanta chilometri a sud. Finora gli attacchi non hanno causato morti, ma almeno 17 feriti, tra cui alcuni casi di intossicazione per i fumi.

Ruanda, trattative con gli Usa sui migranti. Secondo diversi mezzi d’informazione, i funzionari dell’amministrazione Trump stanno trattando con il governo del Ruanda affinché accetti i migranti espulsi dagli Stati Uniti. Nel 2022 Kigali aveva firmato un patto con il Regno Unito in cui s’impegnava ad accettare sul suo territorio migliaia di richiedenti asilo che il governo britannico non voleva accogliere. L’accordo, per cui Londra ha speso 280 milioni di euro, è stato duramente contestato dalle organizzazioni per i diritti umani e poi bloccato dai tribunali britannici ed europei perché il Ruanda non è un paese sicuro per i migranti. Infine è stato cancellato dal governo laburista di Keir Starmer nel 2024. La rinnovata disponibilità di Kigali ad accogliere i migranti respinti dai paesi occidentali è stata confermata dal ministro degli esteri Olivier Nduhungirehe in un’intervista televisiva la sera del 4 maggio.

Aurelia Puliafito

AMERICA DEL NORD

Stati Uniti d’America, la guerra commerciale di Trump congela i tassi d’interesse. Il Presidente della Banca Centrale americana Jerome Powell ha avvertito che i dazi di Trump probabilmente aumenteranno i prezzi e la disoccupazione e rallenteranno la crescita. La Federal Reserve ha deciso di mantenere fissi i tassi d’interesse per il terzo termine consecutivo nonostante le richieste di tagli avanzate a gran voce dal Presidente americano, che è arrivato a chiedere il licenziamento di Powell. Ma i policymakers della Fed hanno confermato la grande incertezza economica e il rischio di un’impennata inflazionistica, con il PIL americano che per la prima volta in tre anni ha registrato un calo.


(Lorenzo Graziani)

Stati Uniti d’America, il MAGA non è contento di Papa Leone XIV. Anche se statunitense, il nuovo Papa Leone XIV non convince gli esponenti di spicco del movimento trumpiano MAGA (Make America Great Again). Su tutti, il meno colpito positivamente dall’elezione del nuovo pontefice è stato Steve Bannon, stratega politico ed ex primo collaboratore di Trump durante il primo anno del suo primo mandato. Sembra infatti che il nuovo Papa abbia espresso più volte pubblicamente il suo disaccordo con alcune politiche di Trump e Vance sul suo account di X, cosa che Bannon ha definito “scioccante”. Altri commentatori politici conservatori hanno definito la scelta del nuovo Papa come “un messaggio per Trump, un pontefice scelto da liberali e progressisti”. Chi fino ad ora si è spinta più in là è Laura Loomer, influencer repubblicana molto vicina a Trump che ha chiamato Prevost “marxista woke e anti-trump”.

(Giovanni Ferrazza)

Lorenzo Graziani e Giovanni Ferrazza

AMERICA LATINA E CARAIBI

Trinidad e Tobago, l’ex premier Kamla Persad-Bissessar tornerà a guidare il paese. A seguito delle rapide elezioni legislative del 28 aprile, il suo partito (UNC) ha ottenuto la maggioranza dei voti. La sua elezione rappresenta un ritorno senza precedenti, dopo aver governato il paese dal 2010 al 2015, rimanendo l’unica donna ad aver guidato il paese. La premier dovrà affrontare i problemi principali delle due isole: la crisi economica, l’avvento delle tariffe trumpiane e un ulteriore incremento della criminalità. Di un 1,5 milioni di abitanti, più del 15% della popolazione caraibica vive in condizioni di povertà. Kamla Persad-Bissessar punta a ristabilire un equilibrio, creare nuovi posti di lavoro e tutelare i cittadini dal carovita.

(Alessia Boni)

Argentina, il progetto di legge “anti-Kirchner” fallisce. Martedì 6 maggio, il Senato argentino ha respinto a sorpresa il progetto di legge “Ficha Limpia”. La votazione ha visto 36 voti favorevoli contro 35 contrari, ma questi non sono stati sufficienti, infatti, la maggioranza ha mancato di un solo voto il quorum necessario di 37 voti per ottenere l’approvazione legislativa definitiva. “Ficha Limpia”, promossa dal PRO, partito della maggioranza, mirava a rendere ineleggibili i candidati condannati in secondo grado per reati di corruzione. Si trattava di una mossa politica chiaramente orientata a svantaggiare la leader peronista Cristina Fernández de Kirchner, condannata definitivamente nel novembre del 2024 per il medesimo reato. La mancata approvazione sarebbe da attribuire a tre senatori della provincia di Misiones che avrebbero agito da “francotiratori”, determinando il fallimento del progetto e la vittoria politica dell’opposizione. Le ragioni del comportamento sarebbero da attribuire al fuoco amico tra il PRO e LLA, partito del presidente libertario Javier Milei.

Perù, gioia e incredulità per l’elezione di Papa Leone XIV. È grande lo stupore nel paese andino che, giovedì 8 maggio, ha visto eleggere l’ex Vescovo di Chiclayo a Capo della Chiesa cattolica. Nato a Chicago con il nome di battesimo di Robert Francis Prevost, ha svolto attività missionaria in Perù per oltre vent’anni anni, conquistando la fiducia e l’affetto delle comunità locali, stando sempre al fianco dei più umili. Anche la politica gioisce sulla nomina del nuovo Pontefice: la presidente Boluarte ha definito “storica” per il Perù l’elezione di Papa Leone XIV, affermando che la naturalizzazione, avvenuta nel 2015, è il risultato del grande amore e vicinanza che il Pontefice sente per il paese sudamericano. Secondo César Hildebrandt, noto giornalista e scrittore peruviano, le congratulazioni provenienti dai vertici di potere paiono più un opportunismo politico, affermando che, in realtà, il neoeletto Santo Padre si troverebbe ideologicamente in disaccordo con le diverse policy del governo peruviano, tra queste anche le forti repressioni attuate negli ultimi tre anni.

(Lucas Torres)

Il Messico fa causa a Google per la rinomina del Golfo del Messico. La presidente messicana Claudia Sheinbaum ha intentato causa contro Google per aver rinominato il Golfo del Messico in "Golfo d’America" su Google Maps, in seguito a un ordine esecutivo firmato da Donald Trump nel suo primo giorno alla Casa Bianca. Secondo Trump, il nome sarebbe giustificato perché gli Stati Uniti "fanno la maggior parte del lavoro lì". Sheinbaum, però, contesta che l’ordine abbia valore solo sulla piattaforma continentale statunitense e non sull’intero golfo, condiviso con Messico e Cuba. Dopo aver scritto a Google a gennaio chiedendo di non applicare il cambio, senza ricevere risposta, ha deciso di passare alle vie legali. Google ha difeso la scelta come prassi nel seguire aggiornamenti da fonti ufficiali, precisando che in Messico il nome non è stato modificato. Intanto, l’agenzia AP si è rifiutata di usare il nuovo nome, causando uno scontro con la Casa Bianca e restrizioni mediatiche poi revocate da un giudice federale.

Il Nicaragua lascia l’UNESCO dopo il premio a La Prensa. Il governo nicaraguense ha annunciato il ritiro dall’UNESCO in segno di protesta contro l’assegnazione del Premio Mondiale per la Libertà di Stampa 2025 al quotidiano esiliato La Prensa.Il giornale, costretto a operare dall’estero dopo la repressione interna del presidente Daniel Ortega, è stato premiato per il suo impegno nel difendere la libertà d’informazione. Managua ha però accusato La Prensa di favorire interventi politici e militari degli Stati Uniti. L’UNESCO ha espresso rammarico per la decisione, definendola una perdita per il popolo nicaraguense in termini di cooperazione culturale ed educativa. La direttrice Audrey Azoulay ha ribadito che l’organizzazione agisce nel pieno rispetto del suo mandato a difesa della libertà di stampa. Con toni duri, il Nicaragua ha accusato l’UNESCO di sostenere “traditori e servi dell’imperialismo”, denunciandone la mancanza di imparzialità.

(Nicole Mancinelli)

Nicole Mancinelli, Lucas Torres e Alessia Boni

ASIA ED ESTREMO ORIENTE

Singapore, il PAP vince le elezioni, confermato Lawrence Wong. Il Partito d'Azione Popolare (PAP) ha ottenuto la sua 16ª vittoria consecutiva nelle elezioni generali del 3 maggio, rafforzando la leadership del primo ministro Lawrence Wong. Il partito ha conquistato 87 dei 97 seggi parlamentari, aumentando il consenso al 65,6% rispetto al 61% del 2020, con un’affluenza del 92,5%. D’altra parte, il Partito dei Lavoratori ha mantenuto 10 seggi e ottenuto due posti aggiuntivi come membri non eletti del Parlamento. Tra le principali sfide per il nuovo governo sono incluse la gestione del costo della vita, la crescita economica in rallentamento e l'incertezza globale, ed in questo contesto il PAP ha fatto leva sulla richiesta di continuità da parte degli elettori, mentre l’opposizione si è presentata frammentata e poco incisiva. Il segretario di Stato USA Marco Rubio ha elogiato il risultato, ribadendo l’impegno congiunto per un Indo-Pacifico sicuro e prospero.

(Valeria Picciolo)

Cina, siglato accordo con la Russia per approfondire la cooperazione strategica tra i due Paesi. Durante la visita di Stato a Mosca, Xi Jinping ha incontrato il presidente russo Putin. I due, giovedì 8 maggio, hanno firmato una dichiarazione congiunta per un’ulteriore intensificazione del partenariato tra Mosca e Pechino per la nuova era, derivante dalla necessità di difendere l’ordine mondiale a fronte delle incertezze generate dall’ “unilateralismo e dal bullismo egemonico” degli Stati Uniti, per quanto questi ultimi non siano mai stati apertamente citati. Questo ha implicato lo scambio di più di 20 documenti di cooperazione bilaterale riguardanti diversi settori, tra i quali si possono citare la stabilità strategica globale, il mantenimento dell’autorità del diritto internazionale, la protezione degli investimenti e l’economia digitale. La cooperazione tra i due alleati ha raggiunto “il più alto livello nella storia” ha affermato il capo di stato russo.

(Antonella Franzelli)

Corea, si intensifica la minaccia missilistica del Nord. Venerdì scorso le forze armate nordcoreane hanno condotto un’esercitazione simulando l’impiego di missili balistici a corto raggio, potenzialmente equipaggiabili con testate nucleari, in risposta a un ipotetico attacco da parte degli Stati Uniti e della Corea del Sud. In questa occasione, Kim ha ribadito il duplice ruolo delle forze nucleari — deterrente strategico e strumento operativo — sollecitando un rafforzamento della prontezza al combattimento e delle capacità d’attacco dell’esercito nordcoreano. L’esercitazione si inserisce in un contesto regionale sempre più teso in quanto Pyongyang continua a potenziare il proprio programma nucleare e missilistico, oltre a intensificare il sostegno militare alla Russia, attraverso la fornitura di armi e truppe. Il precedente lancio di missili nordcoreano risale al 10 marzo, avvenuto poche ore dopo l’inizio di un’esercitazione militare congiunta tra Stati Uniti e Corea del Sud.

(Francesco Oppia)

Stati Uniti e Cina stanno negoziando. Sabato 10 maggio il Segretario del Tesoro americano Scott Bessent e il Vice-Premier cinese He Lifeng si sono sono incontrati a Ginevra per negoziare sui dazi imposti dal Presidente Donald Trump, con lo scopo di attenuare una guerra commerciale tra le due economie più grandi del mondo che sta già causando serie ripercussioni per il mercato azionario e non solo. Si tratta del primo incontro pubblico faccia a faccia da quando Trump ha imposto dazi per un totale del 145% sulla Cina, con Pechino che aveva risposto con dazi pari al 125%. Al termine della prima giornata di negoziazioni nessun accordo è stato annunciato. L’agenzia di stampa nazionale cinese Xinhua ha descritto queste negoziazioni come “un passo importante verso la risoluzione della controversia.” Ciononostante, gli esperti più ottimisti suggeriscono che gli Stati Uniti potrebbero tagliare i dazi imposti a Pechino solo fino al 50-60%, mentre Donald Trump ha scritto il giorno precedente alle negoziazioni che un 80% “sembra giusto.”

(Leonardo Di Girolamo)

India e Pakistan, tra cessate il fuoco e rischio di nuove escalation. Dopo giorni di violenti scontri al confine, India e Pakistan hanno accettato un cessate il fuoco mediato dagli Stati Uniti. Washington propone un dialogo sul Kashmir, ma Nuova Delhi rifiuta ogni mediazione esterna su un territorio che considera parte integrante del Paese. Il premier Modi, finora silenzioso, affronta pressioni interne per una scelta vista da molti come una concessione. Intanto, la sospensione unilaterale del trattato sull’acqua dell’Indo da parte dell’India resta un punto di attrito. Analisti definiscono la tregua “precaria” e avvertono: senza un’intesa più ampia, la regione rischia nuove escalation. Le ambizioni internazionali dell’India si scontrano con le complessità del suo confronto più delicato.

(Ratì Mugnaini Provvedi)

Ratì Mugnaini Provvedi, Francesco Oppia, Leonardo Di Girolamo, Antonella Franzelli, Valeria Picciolo

ECONOMIA E FINANZA INTERNAZIONALE

USA-UK, accordo commerciale. Regno Unito e USA hanno siglato il primo accordo commerciale dall’inizio della guerra commerciale voluta da Trump, ottenendo tagli ai dazi su acciaio e automobili ma non riuscendo a rimuovere l’imposta generalizzata del 10% sulle altre esportazioni. L’intesa, annunciata dalla Casa Bianca con una telefonata tra Trump e il premier Starmer, è stata definita "piena e completa", sebbene i dettagli restino ancora da definire e l’accordo risulti più simbolico che sostanziale. Il patto prevede l’esenzione dai dazi per l’acciaio e l’alluminio britannici e un prelievo ridotto del 10% sui primi 100.000 veicoli esportati ogni anno negli USA. In cambio, Londra garantirà agli agricoltori americani maggiore accesso al mercato, tramite un sistema di quote a dazio ridotto, pur mantenendo inalterati gli standard alimentari. Inoltre, verranno rimossi i dazi su fino a 1,4 miliardi di litri di etanolo statunitense. Nonostante il quadro incerto, l’annuncio ha alimentato l’ottimismo dei mercati, con l’S&P 500 salito brevemente oltre l’1%.

Washington-Pechino, il primo colloquio. L’incontro, che si è tenuto a Ginevra nel fine settimana, vedrà il segretario al Tesoro USA Scott Bessent e il rappresentante al Commercio Jamieson Greer confrontarsi con la delegazione cinese guidata dal vicepremier He Lifeng, massimo responsabile economico di Pechino. Bessent ha dichiarato che l’obiettivo sarà una de-escalation delle tensioni, più che la definizione di un accordo strutturale, sottolineando l’insostenibilità dei dazi attualmente in vigore (145% su importazioni cinesi e 125% su beni americani). L’incontro rappresenta il primo vero passo per affrontare uno scontro commerciale che ha pesato su aziende e consumatori, ma da parte cinese gli analisti restano cauti, affermando che un’intesa definitiva richiederà mesi e un incontro diretto tra Trump e Xi Jinping, ostacolato finora da divergenze sui prerequisiti per avviare le trattative.

Eurozona, pil in aumento. Nel primo trimestre dell’anno l’economia dell’Eurozona è cresciuta dello 0,4%, superando le attese e segnando un’accelerazione rispetto allo 0,2% del trimestre precedente, secondo i dati preliminari di Eurostat. Tuttavia, gli analisti invitano alla cautela, sottolineando che il dato è stato parzialmente gonfiato da effetti temporanei, come l’eccezionale +3,2% dell’Irlanda, influenzato dai ricavi delle multinazionali americane. Senza il contributo irlandese, la crescita dell’area sarebbe stata più contenuta, attorno allo 0,3%. Inoltre, le prospettive restano incerte: l’annuncio dei dazi da parte di Trump ha già minato la fiducia delle imprese europee, con segnali di stagnazione diffusa. La BCE, che ha già tagliato sei volte le previsioni di crescita fino allo 0,9% per il 2025, ha ribadito che le tensioni commerciali restano il principale rischio e ha risposto con un nuovo taglio dei tassi, il settimo dall'inizio del ciclo lo scorso giugno, portandoli al 2,25%.

USA, l’impatto dei dazi. Al contrario dell'Europa, gli USA hanno registrato una contrazione dello 0,3% nel primo trimestre dell’anno, segnando il primo calo dal 2022 e riflettendo un primo impatto delle politiche tariffarie di Trump. L’aumento delle importazioni, +41% su base annua, ha rappresentato un’ondata di approvvigionamenti pre-dazi che ha sottratto quasi il 5% al PIL. La spesa dei consumatori — che rappresenta due terzi dell’economia — è poi cresciuta solo dell’1,8%, il ritmo più debole dall’estate 2023, mentre gli investimenti aziendali sono aumentati del 22,5%. Per escludere gli effetti legati alle importazioni e all'aumento delle scorte a magazzino, destinati ad annullarsi nei prossimi mesi, gli economisti hanno quindi guardato alle vendite finali ai consumatori privati, cresciute del 3% (2.9% nel trimestre precedente), indice che il motore interno dell’economia continua a girare. Notizie confortanti giungono anche dal mercato del lavoro, con le richieste di sussidi di disoccupazione in calo di 13.000 unità a quota 228.000.

Leonardo Aldeghi

EUROPA OCCIDENTALE ED UNIONE EUROPEA

Merz, la Germania ha un nuovo cancelliere. Il 6 maggio il leader dell’Unione CDU-CSU ha ricevuto i 325 voti favorevoli sufficienti per la nomina. L’elezione è avvenuta al secondo turno di elezioni, dopo un primo scrutinio in cui Friedrich Merz si era fermato a 310 voti, a fronte dei 316 necessari, a causa della defezione di 18 parlamentari della sua coalizione. La decisione di procedere con una seconda votazione nella stessa giornata è stata sostenuta da tutti i gruppi parlamentari, ad eccezione di quelli di estrema destra: non era mai accaduto che un cancelliere designato non ottenesse la maggioranza assoluta al primo turno. Qualche ora dopo, il Presidente Steinmeier ha convocato Merz per conferirgli ufficialmente l’incarico. La reazione dei mercati tedeschi è stata immediata, con un lieve miglioramento registrato subito dopo l’annuncio.

Nasce l’Ordine europeo al merito per celebrare l’unità dell’UE. Per il 75° anniversario della dichiarazione Schuman, il Parlamento europeo istituisce l’Ordine europeo al merito, prima onorificenza ufficiale dell’UE. L’iniziativa premia individui che hanno contribuito in modo significativo all’integrazione europea e alla difesa dei suoi valori fondamentali. La presidente Metsola ha sottolineato che l’Ordine “celebra i cittadini coraggiosi” che, come Schuman, credono nella pace e nella democrazia. Le candidature potranno essere presentate da alte cariche istituzionali dell’UE e degli Stati membri: il comitato selezionerà dunque fino a 20 premiati l’anno e l’onorificenza sarà suddivisa in tre gradi distintivi, a seconda dell’entità del contributo riconosciuto, con la prima cerimonia prevista entro il 2026.

(Susanna Fazzi)


Romania, primo turno delle elezioni presidenziali. George Simion, leader del partito di estrema destra AUR, ha vinto il primo turno delle elezioni presidenziali in Romania con il 41% dei voti. Simion sfiderà al ballottaggio del 18 maggio Nicușor Dan, sindaco di Bucarest e candidato indipendente di orientamento liberale, che ha ottenuto il 21% dei voti. Le elezioni si sono ripetute dopo l'annullamento del voto di novembre per presunte interferenze russe. Simion, 38 anni, è euroscettico, anti-immigrazione e favorevole all’unificazione con la Moldavia; dopo l’esclusione di Georgescu, Simion è diventato il candidato di riferimento dell’estrema destra e ha promesso a Georgescu un ruolo di rilievo se eletto. Simion è anche sostenuto da Donald Trump, che ha criticato la Corte costituzionale romena.

(Bianca Franzini)

Approvato lo statuto del nuovo Tribunale Speciale per l’Ucraina. Le consultazioni tra istituzioni europee e gli stati del cosiddetto “core group” sono terminate venerdì 9 maggio, con l’adozione della Dichiarazione di Leopoli. Alla cerimonia di adozione erano presenti i ministri di diversi stati europei, assieme a Von der Leyen. Il Tribunale Speciale, istituito sotto l’egida del Consiglio d’Europa, avrà il potere di indagare e perseguire alti funzionari della Federazione Russa. La notizia arriva in una giornata simbolica per entrambe le parti: da un lato lo Europe Day e, dall’altro, quella del Victory day - celebrazione della vittoria russa sull’esercito della Germania nazista. Nonostante nessuna condanna potrà essere emessa fin tanto che Putin rimarrà al Cremlino - coperto da immunità - il Tribunale ha assicurato che le indagini saranno attivate a breve, per assicurare un lavoro tempestivo ed essere pronti non appena il presidente russo lascerà la carica.

Continua la guerra dei dazi tra USA e UE. La Commissione ha recentemente annunciato una lista aggiornata di beni americani oggetto di nuove tariffe, in caso di mancato accordo con gli USA. La lista comprende una vasta gamma di prodotti tra cui beni agroalimentari, automobili e componenti, macchinari legati all’industria sanitaria e agricola - oltre alle precedenti contromisure su acciaio, alluminio e derivati. Le tariffe saranno sottoposte a consultazione pubblica fino a giugno, per definirne i dettagli, ma per l’eventuale attivazione bisognerà attendere il 10 luglio, data di termine della sospensione dei dazi americani. Von Der Leyen fa sapere che le negoziazioni per un accordo tra USA e UE continuano, ma che Bruxelles si sta preparando in caso di esito negativo. Il piano si completerebbe con l’apertura di un contenzioso di fronte al WTO: i dazi Trumpiani - secondo i rappresentanti UE - rappresenterebbero, infatti, una grave violazione delle norme dell’organizzazione.

(Francesca Rosti)

Bianca Franzini, Francesca Rosti e Susanna Fazzi

EUROPA CENTRO-ORIENTALE E RUSSIA

Russia, parata per il Giorno della Vittoria a Mosca. Si è tenuta il 9 maggio l’annuale parata militare nella Piazza Rossa a Mosca, che si organizza ogni anno per celebrare la vittoria dell’Unione Sovietica sulla Germania nazista durante la Seconda Guerra Mondiale, avvenuta il 9 maggio 1945. Numerosi i leader stranieri presenti, tra cui il cinese Xi Jinping, il brasiliano Lula, il bielorusso Lukashenko, il serbo Vučić e lo slovacco Fico, unico rappresentante di un paese dell’Unione europea presente. All'evento erano presenti anche i leader di altri paesi del sud globale, come Vietnam e Burkina-Faso, oltre ai presidenti di diverse nazioni ex sovietiche. La parata del 9 maggio è il più grande evento laico del paese, e intende proiettare un'immagine della Russia come importante attore internazionale, mentre prosegue la sua offensiva contro l'Ucraina.

(Silvia Pasetto)

Polonia e Francia rafforzano l’asse di difesa: firmato il patto strategico. Venerdì 9 maggio, in occasione di un vertice storico a Nancy, il primo ministro polacco Donald Tusk e il presidente francese Emmanuel Macron hanno firmato un trattato di amicizia e cooperazione, sancendo l’inizio di una nuova alleanza strategica tra Parigi e Varsavia. Il patto prevede garanzie di sicurezza reciproca e una stretta collaborazione nei settori della difesa, dell’energia e dello spazio. Si tratta del primo accordo di tale portata tra la Francia e un Paese dell’Europa centro-orientale. In un contesto di rinnovate tensioni internazionali e crescente incertezza sull’impegno degli Stati Uniti nella difesa europea, Tusk ha dichiarato: "L’America non sarà più l’unico ombrello protettivo", sottolineando la necessità di rafforzare l’autonomia strategica dell’Europa. Macron ha definito l’intesa un "nuovo inizio”, riconoscendo alla Polonia un ruolo sempre più centrale nella sicurezza del continente.

(Eleonora Tirolese)

Romania, vittoria di George Simion al primo turno delle presidenziali. Il leader del partito ultranazionalista AUR vince con il 41% delle preferenza. Il ballottaggio del prossimo 18 maggio metterà la Romania di fronte a una prova cruciale. Dopo il risultato delle presidenziali, si è dimesso Marcel Ciolacu: si apre così una crisi politica interna che durerà almeno fino al ballottaggio. Nel mentre, il paese avrà un presidente e un primo ministro ad interim.

(Giuliana Cătălina Băruş)

Eleonora Tirolese, Silvia Pasetto e Giuliana Cătălina Băruş

MEDIO ORIENTE E NORD AFRICA (MENA)

Tregua USA-Houthi, ma restano le ostilità verso Israele. L’Oman ha reso noto che è stato raggiunto un cessate il fuoco tra Stati Uniti e Houthi, con l’impegno di non attaccarsi reciprocamente nel Mar Rosso. Questo è avvenuto dopo che Trump ha annunciato la fine dei bombardamenti americani in Yemen, a seguito di attacchi israeliani su Sanaa. Tuttavia, gli Houthi hanno dichiarato che continueranno gli attacchi contro Israele a sostegno di Gaza. I funzionari israeliani si dicono “scioccati” dalla decisione di Trump, non essendo stati informati in anticipo. La situazione rimane tesa, con un cessate il fuoco parziale e la persistente minaccia di attacchi Houthi contro Israele.

(Chiara Bertolotto)

PKK, congresso in Iraq: decisioni “storiche” dopo l’appello di Öcalan. Il Partito dei Lavoratori del Kurdistan (PKK) ha tenuto il suo 12° congresso dal 5 al 7 maggio nel nord dell’Iraq, annunciando decisioni “storiche” in risposta all’appello del leader incarcerato Abdullah Öcalan per la dissoluzione del gruppo. La notizia è stata diffusa dall’agenzia Firat, vicina al PKK, senza specificare se sia stato deciso il disarmo o lo scioglimento dell’organizzazione. Öcalan, detenuto dal 1999, aveva chiesto a febbraio la fine del conflitto armato con la Turchia, che in oltre 40 anni ha causato più di 40.000 morti. Il PKK ha dichiarato un cessate il fuoco il 1° marzo, ma resta da vedere se seguiranno passi concreti verso la pace. Il partito pro-curdo DEM ha sollecitato il parlamento turco a varare una legge che faciliti il disarmo del PKK e rilanci il processo di pace. Tuttavia, il governo di Erdoğan non ha ancora ripreso ufficialmente i negoziati.

(Francesco Cannizzaro)

Somalia, la Turchia annuncia la scoperta di nuovi giacimenti petroliferi. Come riportato da fonti locali, le esplorazioni turche al largo delle coste somale hanno condotto alla scoperta di giacimenti dai quali si potrebbero estrarre fino a 20 miliardi di barili di petrolio. Questa notizia certifica le ambizioni turche nel settore petrolchimico, rafforzate dal già siglato - e molto criticato - accordo con il governo di Hassan Sheikh Mohamud. Nel mentre, le esplorazioni continuano nel terzo settore marittimo assegnato alla Turchia: infatti secondo le indagini geosismiche più recenti suggeriscono la presenza di ulteriori giacimenti dai quali sarà possibile estrarre circa 30 miliardi di barili tra petrolio e riserve di gas naturale.

(Matteo Francescucci)

Matteo Francescucci, Chiara Bertolotto e Francesco Cannizzaro

TERRORISMO E SICUREZZA INTERNAZIONALE

L’innalzamento della bandiera cinese su Sandy Cay. Un banco sabbioso di appena 200 metri quadri nelle Isole Spratly, rappresenta un segnale politico preciso nel confronto strategico con Stati Uniti e Filippine. Situata a ridosso dell’isola di Thitu, sede di una base militare filippina, la mossa di Pechino – accompagnata da una dichiarazione di “giurisdizione sovrana” – mira a consolidare un controllo marittimo de facto in un’area contestata. L’azione avviene in concomitanza con le esercitazioni militari congiunte Balikatan tra Washington e Manila, assumendo un chiaro valore provocatorio. Malgrado la sentenza arbitrale del 2016 che ha delegittimato le rivendicazioni cinesi nella regione, Pechino continua a espandere la propria impronta strategica. Per le Filippine, la crisi riafferma il ruolo crescente del Paese come avamposto nel confronto tra grandi potenze, in un equilibrio sempre più instabile tra deterrenza militare e dipendenza economica.

(Federica Placidi)

Germania, sospesa la classificazione di AFD come forza estremista. A seguito del ricorso presentato da AFD al tribunale amministrativo di Colonia, l’Ufficio federale per la protezione della Costituzione (BFV) è stato costretto a rimuovere temporaneamente il partito dalla lista delle organizzazioni ritenute estremiste. La decisione del BFV di classificare AFD come una forza estremista è stata motivata in un rapporto di oltre mille pagine, non ancora reso pubblico. In quest’ultimo sarebbero state messe in risalto quelle posizioni che secondo il BFV contrastano con i principi costituzionali, fra queste la volontà di AFD di escludere i cittadini con un background migratorio da una piena partecipazione civile, determinandone uno status legale inferiore. La decisione del tribunale di Colonia comporta inoltre l’impossibilità per il BFV di ricorrere a quelle misure straordinarie per il monitoraggio di attività ritenute una minaccia per la sicurezza pubblica: intercettazioni; informatori; confische ecc.

(Davide Shahhosseini)

Federica Placidi e Davide Shahhosseini

Framing The World è un progetto ideato e creato grazie alla collaborazione di un team di associati di Mondo Internazionale.

Antonella Franzelli: Asia ed Estremo Oriente

Alessia Boni: America Latina e Caraibi

Aurelia Puliafito: Africa Sub-Sahariana

Beatrice Baroni: Terrorismo e Sicurezza Internazionale

Bianca Colli: America del Nord

Bianca Franzini: Europa Occidentale e Unione Europea

Caterina De Rosa: America del Nord

Chiara Bertolotto: Medio Oriente e Nord Africa

Davide Shahhosseini: Terrorismo e Sicurezza Internazionale

Eleonora Tirolese: Europa Centro-Orientale e Russia

Federica Placidi: Terrorismo e Sicurezza Internazionale

Francesca Rosti: Europa occidentale e Unione Europea

Francesco Oppia: Asia ed Estremo Oriente

Giovanni Ferrazza: America del Nord

Giulio Ciofini: Africa Sub-Sahariana

Giuliana Báruş: Europa Orientale e Russia

Gonzalo Pereyra: Terrorismo e Sicurezza Internazionale

Leonardo Aldeghi: Economia e Finanza Internazionale

Lorenzo Graziani: America del Nord

Lucas Torres: America Latina e Caraibi

Matteo Francescucci: Medio Oriente e Nord Africa

Michele Magistretti: Medio Oriente e Nord Africa

Nicole Mancinelli: America Latina e Caraibi

Ratì Mugnaini Provvedi: Asia ed Estremo Oriente

Silvia Pasetto: Europa Centro-Orientale e Russia

Susanna Fazzi: Europa occidentale e Unione Europea

Valeria Picciolo: Asia ed Estremo Oriente


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