Framing The World, Edizione CXXXXIV

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  Redazione
  02 dicembre 2024
  21 minuti, 29 secondi

Framing The World, Edizione CXXXXIV

Nel nuovo numero di Framing monitoriamo gli eventi delle ultime due settimane, a partire dalle tensioni in Medio Oriente, tra l’escalation in Siria e la situazione in Libano dopo il cessate il fuoco, ai controversi risultati della COP29. Ancora, riportiamo i diffusi timori per i dazi annunciati da Donald Trump e l’evoluzione del conflitto russo-ucraino.

Tutto questo e molto altro nell’ultimo numero di FtW!

DIRITTI UMANI

ECONOMIA E FINANZA INTERNAZIONALE

AFRICA SUB SAHARIANA

AMERICA DEL NORD

AMERICA LATINA

ASIA ED ESTREMO ORIENTE

EUROPA OCCIDENTALE E UNIONE EUROPEA

EUROPA ORIENTALE E RUSSIA

MEDIO ORIENTE E NORD AFRICA (MENA)

TERRORISMO E SICUREZZA INTERNAZIONALE


DIRITTI UMANI

Ucraina, milioni di cittadini lasciati al gelo. Il 28 novembre, la Russia ha lanciato una serie di attacchi devastanti contro l'Ucraina, mirando in particolare a infrastrutture cruciali come quelle energetiche. I bombardamenti hanno causato gravi danni, lasciando oltre un milione di abitazioni senza elettricità. L'obiettivo apparente è quello di minare la capacità dell'Ucraina di affrontare l'inverno, privando milioni di persone del riscaldamento. Attaccare infrastrutture vitali, come quelle per l'energia, espone la vita di numerosi cittadini a gravi rischi, specialmente tra le fasce più vulnerabili della popolazione, come anziani, bambini e pazienti ricoverati in ospedale.

COP29, l’obiettivo di finanziamento peggiorerà le disuguaglianze. Amnesty International ha criticato come "insufficiente" l'obiettivo di finanziamento stabilito alla COP29, con i paesi ricchi che si sono impegnati a versare 300 miliardi di dollari all’anno per 10 anni per sostenere i paesi poveri nella lotta contro la crisi climatica. Questa cifra è molto inferiore a quella richiesta da molti paesi in via di sviluppo e attivisti per la giustizia climatica, che chiedevano almeno 1,3 miliardi di dollari annui. La COP29 ha privilegiato ancora una volta gli interessi economici a danno dei diritti umani, permettendo alle industrie fossili di continuare a danneggiare le persone. Inoltre, le nuove normative sui mercati del carbone non tutelano adeguatamente i diritti umani, mentre la scelta dell'Azerbaijan come sede della conferenza ha limitato la partecipazione degli attivisti e impedito il diritto di protesta.

Thailandia, deportazione forzata di rifugiati cambogiani a rischio di persecuzione. Il 25 novembre 2024, le autorità thailandesi hanno deportato forzatamente sei attivisti cambogiani dell'opposizione e un bambino, esponendoli al rischio di processi ingiusti e maltrattamenti al loro ritorno in Cambogia. Il gruppo era stato arrestato il giorno precedente nella provincia di Pathum Thani per presunta permanenza illegale in Thailandia. Tra di loro, cinque erano rifugiati riconosciuti dall'UNHCR e uno stava aspettando la determinazione dello status di rifugiato. Human Rights Watch ha condannato la deportazione, accusando le autorità thailandesi di violare il diritto internazionale restituendo rifugiati a un paese dove rischiano persecuzioni. In Cambogia, gli attivisti sono a rischio di accuse politiche, tra cui "complotto", con pene detentive fino a dieci anni.

Sofia Ena


ECONOMIA E FINANZA INTERNAZIONALE

BCE, allerta sul debito sovrano. L’Eurozona rischia una nuova crisi del debito se non riuscirà a stimolare la crescita, ridurre il debito pubblico e affrontare l’incertezza politica, avverte la BCE nella sua Financial Stability Review. Il vicepresidente Luis de Guindos ha sottolineato come i costi di finanziamento siano aumentati per i paesi con un rapporto debito/PIL superiore al 100%, tra cui Francia, Italia e Spagna, e prevede che gli interessi per questi paesi cresceranno notevolmente nei prossimi 10 anni, mettendo sotto pressione i bilanci statali. L’incapacità di rispettare le regole fiscali dell’UE e la bassa produttività aumentano i timori di sostenibilità del debito. La BCE ha inoltre rivisto al ribasso all'1.3% la crescita economica prevista per il 2025, lasciando l’Eurozona sempre più indietro rispetto agli Stati Uniti.

USA, il governo contro Google. Il Dipartimento di Giustizia (DoJ) ha chiesto a Google di vendere il browser Chrome e, se necessario, il sistema operativo Android, per limitare il suo dominio sulla ricerca online. La richiesta segue una sentenza che aveva riconosciuto Google colpevole di monopolio illegale, accusandolo di aver speso miliardi per accordi esclusivi con Apple e altri produttori di smartphones. Il DoJ propone inoltre altre misure drastiche, come il divieto per Google di possedere un browser o di reinvestire in prodotti legati alla ricerca per cinque anni, e l'obbligo per l’azienda di condividere dati sugli annunci, sui propri utenti e sugli indici di ricerca con i concorrenti per 10 anni. Google, che controlla oltre il 90% delle ricerche online, ha definito queste proposte "sconcertanti" e dannose per i consumatori, sostenendo che il successo del suo browser e del sistema operativo è dovuto alla qualità del prodotto. Il caso, parte di una più ampia offensiva contro i Big Tech, rischia di prolungarsi con l’arrivo di Donald Trump, che potrebbe rivedere l’approccio antitrust, ma la cui posizione in merito non è chiara.

BCE, la strategia per Trump. Christine Lagarde ha esortato l’Europa a collaborare con Donald Trump sui dazi e ad acquistare più prodotti statunitensi, avvertendo che una guerra commerciale globale potrebbe ridurre la crescita economica mondiale. In un’intervista, la presidente della BCE ha sottolineato che l’UE dovrebbe “negoziare e non reagire” alle minacce di Trump di applicare dazi del 20% su tutte le importazioni dall'Europa. Lagarde ha suggerito una “strategia del libretto degli assegni”, con acquisti di gas naturale liquefatto e armamenti dagli USA, come alternativa a una pericolosa strategia di ritorsione. I governi europei temono che i dazi possano annullare il surplus commerciale dell’UE con gli USA e spingere le imprese a trasferire la produzione oltreoceano. Lagarde ha anche definito un secondo mandato di Trump una “minaccia” per l’Europa, evidenziando che una riduzione della domanda globale renderebbe difficile “rendere grande di nuovo l’America”.

Francia, preoccupazioni economiche. Per la prima volta nella storia, il tasso di interesse dei titoli francesi ha superato quelli della Grecia, riflettendo preoccupazioni sulla stabilità fiscale e politica del governo di Michel Barnier. Giovedì, il rendimento dei titoli di Stato francesi a 10 anni ha brevemente toccato il 3,02%, superando il 3,01% della Grecia, salvo poi calare, indicando un cambiamento nella percezione del rischio dei paesi dell'Eurozona. Il ministro delle finanze Antoine Armand io ha però respinto i paragoni con la Grecia, sottolineando la superiorità economica e demografica della Francia. Tuttavia, il governo, privo di maggioranza, fatica ad approvare un bilancio che prevede €60 miliardi di euro tra tasse e tagli alla spesa, e per approvarlo potrebbe dover ricorrere a meccanismi costituzionali che permetterebbero poi all’opposizione di avanzare una mozione di sfiducia.

Asia, la Corea taglia i tassi. La banca centrale coreana ha tagliato a sorpresa i tassi d’interesse di 25 punti base, portandoli al 3%, per contrastare il rallentamento economico e le incertezze legate alla rielezione di Donald Trump. L'istituto ha inoltre rivisto al ribasso le previsioni di crescita per il 2024 (2,2%) e il 2025 (1,9%), citando crescenti rischi economici e la minaccia di tariffe commerciali elevate da parte degli Stati Uniti, che sarebbero un duro colpo per la Corea del Sud, fortemente dipendente dalle esportazioni. Trump ha definito il Paese una "money machine" e ha chiesto maggiori contributi - fino a 10 miliardi all'anno - per le truppe americane stanziate nel paese. Il surplus commerciale sudcoreano con gli USA in continua crescita, pari a $28.7 miliardi nei primi sei mesi dell'anno e previsto superare il record di$44.4 miliardi fatto segnare solo lo scorso anno, potrebbe rendere il paese uno dei bersagli principali delle misure protezionistiche della prossima amministrazione Trump.

Leonardo Aldeghi

AFRICA SUB SAHARIANA

Cop29, delusione cocente per gli attivisti africani. L’Africa produce appena il 3,2 per cento delle emissioni di gas serra globali ed è colpita in modo sproporzionato dalla crisi climatica, come si legge nell’ultimo rapporto della World meteorological organization: in media, i paesi africani perdono tra il 2 e il 5 per cento del pil a causa dei cambiamenti climatici e molti devono usare il 9 per cento del loro budget per contrastarli. Nel continente le temperature salgono più rapidamente che altrove e le siccità pluriennali sono sempre più frequenti, così come le alluvioni devastanti (su questo abbiamo pubblicato un articolo la settimana scorsa). Per Mohamed Adow, direttore dell’organizzazione ambientale keniana Power shift Africa, “la Cop29 è stata un disastro, un tradimento dei popoli e del pianeta, compiuto da stati ricchi che prendono sul serio il cambiamento climatico solo a parole.”

Sudan, ONU denuncia una “epidemia” di violenze sessuali. Durante una visita nel paese il 25 novembre, il capo degli affari umanitari delle Nazioni Unite Tom Fletcher ha lanciato l’allarme per “l’epidemia di violenze sessuali” nella guerra civile in corso nel paese. A ottobre una missione d’inchiesta dell’Onu aveva riscontrato “violenze sessuali su scala sconcertante”, tra cui “stupri, sfruttamento e sequestri per scopi sessuali, matrimoni forzati e traffico di persone”. Particolarmente colpite sono le donne delle comunità non arabe del Darfur, la regione occidentale del paese.

Aurelia Puliafito


AMERICA DEL NORD

Stati Uniti d’America, Biden parla del cessate il fuoco in Libano. Lo stato di Israele e la milizia di Hezbollah hanno raggiunto un accordo per un cessate il fuoco nel territorio libanese, mediato da Stati Uniti e Francia. Poco dopo l’approvazione ufficiale del governo israeliano, il Presidente degli Stati Uniti Biden ha spiegato di aver parlato personalmente con il Primo Ministro israeliano Netanyahu e il Primo Ministro libanese Mikati: “questo accordo è indirizzato alla cessazione permanente delle ostilità” ha dichiarato, “a ciò che è rimasto di Hezbollah e delle altre organizzazioni terroristiche non sarà permesso di minacciare nuovamente la sicurezza di Israele”. “I civili di entrambi gli stati potranno presto tornare in sicurezza alle proprie case” ha detto Biden, in quanto secondo quanto deciso l’esercito libanese dovrà riprendere il controllo dell’area di confine e non permettere a Hezbollah di ricostruirvi le sue strutture.

Stati Uniti d’America, l’ambasciata americana a Kiev chiude in timore di un attacco russo. In seguito al via libera di Washington all’utilizzo dei missili a lungo raggio per il governo di Kiev, che gli permetterebbe in via teorica di colpire direttamente in territorio russo, e alla più recente provvigione di mine antiuomo, allarmi di possibili “attacchi aerei significativi” su Kiev sono arrivati all’attenzione statunitense. Per questa ragione, il 20 novembre Washington ha deciso di chiudere momentaneamente l’ambasciata americana a Kiev, avvisando i suoi cittadini in tutta la regione di tenersi pronti a trovare riparo in caso di raid aerei. Nonostante alla fine non sia stata registrata che qualche sporadica allerta e nessun incidente grave, la portavoce del Pentagono Sabrina Singh ha dichiarato di voler tenere sotto stretto controllo la situazione.

(Lorenzo Graziani)

Canada, tensioni commerciali con gli Stati Uniti. Le relazioni economiche tra Canada e Stati Uniti sono sotto pressione per la possibile introduzione di dazi da parte del Presidente eletto Donald Trump. Questi dazi colpirebbero settori strategici come acciaio, alluminio e industria automobilistica, aumentando i costi di produzione sia in Canada che negli USA. L'economia canadese rischia gravi conseguenze, tra cui perdita di posti di lavoro e riduzione della competitività sui mercati statunitensi. In risposta, il Primo Ministro Justin Trudeau e i premier provinciali stanno lavorando per evitare l'escalation, promuovendo il rispetto dell'Accordo Canada-Stati Uniti-Messico (CUSMA). Esperti evidenziano che tali mosse potrebbero essere politicamente strategiche per Trump, ma rischiano di danneggiare relazioni economiche consolidate tra i due paesi e la stabilità della supply chain nordamericana.

(Caterina De Rosa)

Lorenzo Graziani e Caterina De Rosa


AMERICA LATINA

Messico, scontro con i dazi del nuovo presidente Trump. La presidente del Messico, Claudia Sheinbaum, ha chiarito i dettagli di una conversazione avuta con il presidente eletto degli Stati Uniti, Donald Trump, dopo che entrambi i leader hanno presentato versioni contrastanti della telefonata. Trump ha affermato che Sheinbaum aveva "accettato di chiudere il confine meridionale per fermare i traffici”. Nel suo intervento, Sheinbaum ha spiegato di aver semplicemente ribadito la posizione del Messico, che non riguarda "la chiusura dei confini, ma la creazione di connessioni tra governi e popoli." La telefonata è avvenuta dopo che Trump aveva annunciato che imporrà un dazio del 25% sulle importazioni dal Messico. Trump ha dichiarato che i dazi sulle importazioni sarebbero stati rimossi solo una volta che l'immigrazione illegale e il traffico di droga verso gli Stati Uniti fossero cessati, un annuncio accolto con parole forti dalla presidente Sheinbaum, che ha promesso di rispondere con misure di ritorsione se gli Stati Uniti avvieranno una guerra commerciale.

Uruguay, colpo di scena alle elezioni presidenziali. In un risultato sorprendente, l'ex insegnante di storia e candidato di sinistra Yamandú Orsi, protégé di José Mujica, ha vinto le elezioni presidenziali in Uruguay, battendo Álvaro Delgado, candidato della coalizione conservatrice al governo, con oltre tre punti percentuali di vantaggio nel ballottaggio di domenica. Delgado ha rapidamente riconosciuto la sconfitta, congratulandosi con Orsi e con la coalizione del Fronte Ampio, che ora torna al potere dopo cinque anni di governo conservatore. Si tratta di un ritorno storico per il Fronte Ampio, che ha governato l'Uruguay per 15 anni prima di essere sconfitto nel 2020. Con l'uscita di scena del presidente Luis Lacalle Pou, che secondo la costituzione uruguaiana non poteva ricandidarsi per un secondo mandato consecutivo, la vittoria di Orsi segna un cambiamento incisivo nel panorama politico del paese.

Alessia Boni


ASIA ED ESTREMO ORIENTE

Pakistan, continuano le proteste. Un'altra protesta antigovernativa ha avuto luogo nella capitale del Pakistan, che per quattro giorni è stata un campo di battaglia a causa della marcia dei sostenitori dell'ex primo ministro incarcerato, Imran Khan. La capitale si è trasformata in una “città container”, in quanto le autorità hanno accatastato più di 700 container per bloccare le vie principali e nel mentre le strade si sono riempite di migliaia di agenti di polizia. Il responsabile della polizia locale ha dichiarato che 954 manifestanti sono stati arrestati dopo aver violato il divieto di riunirsi in pubblico. Sono mesi che la detenzione di Khan alimenta le tensioni politiche in tutto il Paese. I suoi sostenitori dicono che non intendono smettere di protestare per il suo rilascio a seguito di quelle che definiscono accuse infondate, ma il ciclo di disordini ad oggi non ha prodotto risultati tangibili.

Corea del Sud, intrusioni nel suo spazio aereo. La Corea del Sud ha fatto decollare i propri jet da combattimento dopo aver avvistato aerei militari cinesi e russi nella propria zona di identificazione della difesa. L'esercito sudcoreano ha dichiarato di aver individuato cinque velivoli militari cinesi e sei russi che venerdì sono entrati senza preavviso nella Zona di Identificazione della Difesa Aerea Sudcoreana (KADIZ), nei mari al largo delle coste orientali e meridionali della penisola. Non è la prima volta che aerei militari dei due paesi vengono individuati nella KADIZ durante le loro operazioni congiunte: episodi simili si sono verificati almeno due volte, a giugno e a dicembre dello scorso anno. Si è trattato del nono pattugliamento aereo strategico congiunto tra gli eserciti russo e cinese dal 2019 e il ministero della Difesa cinese ha dichiarato che i pattugliamenti si svolgono nel contesto del piano di cooperazione militare bilaterale annuale.

(Francesco Oppia)

Sri Lanka, dubbi sul progetto Adani Ports: Il governo valuta le accuse. Adani Ports, principale operatore di porti privati dell’India, detiene il 51% di un nuovo terminal container a Colombo, in Sri Lanka, la cui apertura è prevista per il prossimo anno. Tuttavia, il progetto è al centro di un’indagine dopo accuse di corruzione contro il fondatore del gruppo, Gautam Adani. I ministeri delle Finanze e degli Esteri stanno esaminando la questione e presenteranno un rapporto prima che il governo prenda una decisione definitiva, ha dichiarato la portavoce del gabinetto, Nalinda Jayatissa. Intanto, Fitch ha declassato il rating di quattro obbligazioni in dollari di Adani da stabili a negative, segnalando preoccupazioni sul deterioramento delle sue capacità di finanziamento, l’accesso al credito e l’aumento dei costi del debito.

(Ratì Mugnaini Provvedi)

Ratì Mugnaini Provvedi e Francesco Oppia


EUROPA OCCIDENTALE ED UNIONE EUROPEA

UE, approvata la Commissione per i prossimi cinque anni. Lo scorso 27 novembre il nuovo esecutivo, presieduto da Ursula von der Leyen e formato da 26 commissari, ha ottenuto la fiducia del Parlamento europeo. Tuttavia, la maggioranza è debole: mai sono stati così pochi i voti a favore di un esecutivo europeo (370 sì, 282 no e 36 astenuti). Ursula von der Leyen ha delineato le priorità della nuova Commissione Europea, puntando su rilancio economico, competitività, investimenti e innovazione per ridurre il divario con Stati Uniti e Cina. Tra le priorità figurano anche il sostegno all'Ucraina, le politiche per la difesa, la gestione della migrazione, l'allargamento dell'Ue, il clima e lo Stato di diritto. Il nuovo esecutivo, plasmato da una svolta a destra, entrerà in carica il primo dicembre.

Elezioni in Romania. Il candidato di estrema destra Calin Georgescu ha vinto a sorpresa il primo turno delle elezioni presidenziali rumene con il 22,9% dei voti, sfidando i pronostici. Il risultato ha generato proteste nel paese, con critiche al messaggio di Georgescu anti-Ue e anti-Nato. Al ballottaggio del prossimo 8 dicembre affronterà Elena Lasconi, leader di centrodestra, mentre candidati dati per favoriti come il premier Marcel Ciolacu e George Simion sono stati esclusi. Due candidati minori hanno chiesto l'annullamento del voto per presunte irregolarità, con la Corte Costituzionale che esaminerà le accuse. Intanto, il presidente Klaus Iohannis ha convocato una riunione per discutere possibili minacce informatiche al secondo turno delle elezioni. La situazione resta tesa, con manifestazioni contrapposte tra sostenitori e oppositori di Georgescu.

(Bianca Franzini)

Irlanda, Fine Gael perde consensi mentre Sinn Fein cresce. Il 29 novembre 2024, l’Irlanda è chiamata alle urne per eleggere i membri della Camera bassa del Parlamento, con i primi risultati attesi domani. I sondaggi vedono una corsa serrata tra Fine Gael, Fianna Fail e Sinn Fein, ciascuno intorno al 20%, e si prevede una coalizione, dato che nessun partito raggiunge la maggioranza da solo. Il premier Simon Harris di Fine Gael ha perso parte del vantaggio iniziale dopo la diffusione di un video controverso, ma ha cercato di rilanciare il suo partito sui social. Lo Sinn Fein, guidato da Mary Lou McDonald, ha visto un calo iniziale, ma ha recuperato terreno con una campagna incentrata sulla politica abitativa, presentandosi come l'alternativa a Fine Gael e Fianna Fail.

(Sofia Ena)

Bianca Franzini e Sofia Ena


EUROPA CENTRO-ORIENTALE E RUSSIA

Georgia, nuove proteste e scontri a Tbilisi. La sera di giovedì 28 novembre, migliaia di persone sono scese in piazza a Tbilisi per protestare contro la dichiarazione del neoeletto primo ministro Irakli Kobakhidze di sospendere i colloqui di adesione all’UE fino al 2028. La polizia ha risposto con idranti e gas lacrimogeni. Tale decisione di Kobakhidze arriva dopo la risoluzione del Parlamento europeo approvata lo stesso giorno, che non riconosce i risultati delle elezioni dello scorso ottobre e chiede che se ne tengano nuove entro un anno. In precedenza, il PE aveva già condannato alcune leggi georgiane considerate antidemocratiche, tra cui la “legge sugli agenti stranieri”, portando al taglio dei finanziamenti europei per la Georgia.

Ucraina, fino a un milione di persone senza elettricità dopo gli attacchi russi. Giovedì 28 novembre, la Russia ha sferrato un attacco massiccio alle infrastrutture energetiche ucraine, lanciando circa 100 droni e 90 missili, tra cui bombe a grappolo, vietate dal diritto internazionale, ma ampiamente usate nel conflitto tra Ucraina e Russia. Secondo quanto riferito dallo stesso presidente Putin si tratta di una risposta all’utilizzo dei missili Atacms nella regione russa di Kursk.

(Silvia Pasetto)

Russia, delegazione militare in Corea del Nord. Venerdì, in un contesto segnato da crescenti timori a livello globale riguardo all'intensificazione dei legami tra le due nazioni, e’ arrivata nel Paese. Questo sviluppo segue l'invio di migliaia di militari nordcoreani in territorio russo il mese scorso. Secondo quanto riportato dall'agenzia ufficiale Korean Central News Agency, durante l'incontro di venerdì, il leader nordcoreano Kim Jong Un e il ministro Belousov hanno trovato un “consenso significativo” sull'importanza di rafforzare la collaborazione strategica tra i loro Paesi. Le discussioni si sono concentrate sulla difesa della sovranità, degli interessi di sicurezza e dei principi di giustizia internazionale, in un momento in cui il panorama globale della sicurezza appare sempre più instabile. Kim ha sottolineato che la Corea del Nord continuerà a sostenere fermamente la linea politica della Russia nella tutela della sua sovranità e dell'integrità territoriale, opponendosi alle strategie egemoniche degli "imperialisti", ha riferito la KCNA. Nella stessa giornata, Belousov ha incontrato il ministro della Difesa nordcoreano, No Kwang Chol. Durante una cena ufficiale, Belousov ha dichiarato che il rafforzamento dell'alleanza strategica tra Russia e Corea del Nord è cruciale per proteggere la loro indipendenza nazionale contro le minacce e le azioni oppressive delle potenze imperialiste.

(Federico Cortese)

Silvia Pasetto e Federico Cortese


MEDIO ORIENTE E NORD AFRICA (MENA)

Libano, la situazione attuale dopo il cessate il fuoco. Il 27 novembre 2024 è stato siglato un cessate il fuoco tra Israele e Hezbollah, con l'obiettivo di porre fine a mesi di scontri violenti lungo il confine, iniziati l’8 ottobre 2023. L'accordo, mediato da Stati Uniti e Francia, prevede il ritiro graduale delle truppe israeliane dal Libano entro 60 giorni e il dispiegamento dell’esercito libanese (fino a 5000 truppe, sotto la supervisione degli Stati Uniti) nel sud per prevenire nuove escalation. Hezbollah, invece, dovrà arretrare le sue posizioni a nord del fiume Litani, in linea con la Risoluzione ONU 1701. Nonostante l’intesa, le tensioni restano alte. Ci sono stati scontri a fuoco lungo il confine con accuse reciproche fra le due parti in campo, compresa la ferma opposizione israeliana al rientro degli sfollati nelle zone di conflitto. Sebbene questa tregua rappresenti un passo verso la stabilità, la sua tenuta a lungo termine resta incerta.

(Matteo Francescucci)

Siria, si riaccende il conflitto: la coalizione di forze jihadiste e islamiste di Hayʼat Tahrir al-Sham (HTS) ha sfondato la linea del fronte nel governatorato di Idlib e in pochi giorni ha occupato Aleppo. Le forze governative e le milizie filo-iraniane loro alleate si sono ritirate verso la città di Hama. Il presidente Assad è tornato a Damasco da Mosca e ha incassato il sostegno diplomatico dell’Iraq e degli Emirati Arabi Uniti. La situazione è estremamente volatile e incerta, i prossimi sviluppi dipenderanno dall’organizzazione della controffensiva delle forze lealiste e dalle manovre delle Forze Democratiche Siriane a maggioranza curda e dell'Esercito Nazionale Siriano, una coalizione di milizie mercenarie sostenute da Ankara.

(Michele Magistretti)

Matteo Francescucci e Michele Magistretti 


TERRORISMO E SICUREZZA INTERNAZIONALE

Ciad, sospeso l’accordo su difesa e sicurezza con la Francia. Nella giornata di giovedì scorso, il ministero degli Esteri del Ciad ha reso pubblico un comunicato nel quale si annunciava l’interruzione dell’accordo di cooperazione con la Francia, in materia di sicurezza e difesa – ad oggi vi sono circa 1000 militari francesi di stanza sul territorio del Ciad-. Secondo quanto dichiarato dal governo di N'Djamena, la decisione di rinunciare al supporto militare dell’ex madrepatria è finalizzata a consolidare la piena sovranità del paese, a più di 60 anni dall’indipendenza. Per l’Eliseo il venir meno del proprio impegno militare in Ciad prefigurerebbe un nuovo contraccolpo strategico nel Sahel dopo il ritiro forzato dei propri contingenti da Mali, Niger e Burkina Faso, a seguito di colpi di stato militari e di una crescente ostilità da parte delle stesse popolazioni locali.

Venezuela, gli Stati Uniti sanzionano 21 funzionari governativi. Il Dipartimento del Tesoro americano ha reso noto di aver imposto una serie di misure, tra sanzioni economiche e divieti di ingresso negli Stati Uniti, nei confronti di 21 funzionari del governo di Nicolas Maduro. Tra questi vi sono il capo del dipartimento dell’amministrazione penitenziaria venezuelana, il direttore di un’agenzia di intelligence e il responsabile dell’ufficio del presidente, i quali si aggiungono alla presidente e alla vice presidente della Corte suprema, sanzionate dal pacchetto precedente. Tali misure sono legate alla dura repressione messa in atto dalle autorità venezuelane a seguito delle proteste scoppiate all’indomani della rielezione di Maduro, la stessa, secondo l’opposizione, avvenuta con la manipolazione di milioni di voti.

(Davide Shahhosseini)

Myanmar: mandato d’arresto richiesto per crimini contro i Rohingya. Il Procuratore della Corte Penale Internazionale (CPI) ha chiesto un mandato d’arresto per Min Aung Hlaing, capo delle forze armate del Myanmar, accusato di crimini contro l’umanità ai danni dei Rohingya. L’indagine riguarda le violenze del 2016-2017 nello stato di Rakhine, con deportazioni, persecuzioni, e atrocità come stupri e massacri. L’iniziativa si basa su prove fornite da testimoni, documenti e supporto internazionale. La decisione finale spetta ai giudici della CPI, ma il messaggio è chiaro: nessuno è al di sopra della legge.

Francia e Regno Unito rilanciano discussioni sull'invio di truppe in Ucraina. Con l'escalation del conflitto in Ucraina e la possibile ritirata degli Stati Uniti sotto la presidenza di Trump, Francia e Regno Unito stanno esplorando nuove forme di cooperazione militare. Il ministro degli Esteri francese Jean-Noël Barrot ha dichiarato che non sono esclusi interventi diretti, comprese le truppe francesi o contrattisti privati. Nonostante non siano stati presi ancora decisioni ufficiali, queste proposte sono in discussione da mesi. Le recenti conversazioni tra i leader dei due paesi hanno dato nuovo impulso al dibattito.

(Gonzalo Pereyra)

Davide Shahhosseini e Gonzalo Pereyra





Framing The World è un progetto ideato e creato grazie alla collaborazione di un team di associati di Mondo Internazionale.

Alessia Boni: America Latina

Aurelia Puliafito: Africa Sub-Sahariana

Bianca Franzini: Europa Occidentale e Unione Europea

Caterina De Rosa: America del Nord

Davide Shahhosseini: Terrorismo e Sicurezza Internazionale

Federico Cortese: Europa Centro-Orientale e Russia

Francesco Oppia: Asia ed Estremo Oriente

Giulio Ciofini: Africa Sub-Sahariana

Gonzalo Pereyra: Terrorismo e Sicurezza Internazionale

Leonardo Aldeghi: Economia e Finanza Internazionale

Leonardo Di Girolamo: Asia ed Estremo Oriente

Lisa Pasolini: Diritti Umani

Lorenzo Graziani: America del Nord

Matteo Francescucci: Medio Oriente e Nord Africa

Michele Magistretti: Medio Oriente e Nord Africa

Ratì Mugnaini Provvedi: Asia ed Estremo Oriente

Silvia Pasetto: Europa Centro-Orientale e Russia

Sofia Ena: Europa occidentale e Unione Europea, Diritti Umani

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