Framing the World, edizione n. 170

La nostra selezione di notizie dal mondo delle ultime due settimane

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  Redazione
  15 dicembre 2025
  13 minuti, 26 secondi

Nel nuovo numero di framing monitoriamo gli sviluppi interni, economici e politici della Cina, con particolare attenzione a Hong Kong. Rileviamo inoltre il naufragio della tregua tra Cambogia e Thailandia. Spostando la lente sull’emisfero occidentale, riportiamo le recenti frizioni tra Stati Uniti e Venezuela. Riguardo il versante europeo, seguiamo la caduta del governo bulgaro. Sul fronte mediorentale segnaliamo l’arresto del premio nobel per la pace Narges Mohammadi.

Questo e molto altro nel nuovo numero di Framing The World!

AFRICA SUB SAHARIANA

AMERICA DEL NORD

AMERICA LATINA E CARAIBI

ASIA ED ESTREMO ORIENTE

ECONOMIA E FINANZA INTERNAZIONALE

EUROPA OCCIDENTALE E UNIONE EUROPEA

EUROPA ORIENTALE E RUSSIA

MEDIO ORIENTE E NORD AFRICA (MENA)

TERRORISMO E SICUREZZA INTERNAZIONALE


AFRICA SUBSAHARIANA

Benin, tentativo di colpo di stato. Il Benin ha vissuto domenica un significativo tentativo di colpo di stato. Un gruppo di militari, autodefinitosi Comitato militare per la rifondazione, è apparso sulla tv di stato annunciando la deposizione del presidente Patrice Talon, la chiusura delle frontiere e la sospensione dei partiti. Il segnale è stato rapidamente interrotto e, poche ore dopo, il governo ha dichiarato la situazione “sotto controllo”. Spari sono stati segnalati a Cotonou, anche nei pressi della residenza presidenziale, poi circondata dai militari. Quattordici persone sono state arrestate. Il supporto della Nigeria al governo in carica è stato fondamentale per evitare un nuovo capovolgimento di regime nell’area. Talon, al potere dal 2016 e accusato negli ultimi anni di compressione del dissenso, ha definito l’azione un “tradimento” che non resterà impunito. Il breve ammutinamento rivela le crepe di uno stato finora considerato stabile ma sempre più attraversato da tensioni istituzionali e sociali in vista delle presidenziali del 2026, che Talon non potrà ricandidarsi per Costituzione.

Filippo Zangheratti


AMERICA DEL NORD

Stati Uniti, una garanzia di sicurezza per l'ucraina? Gli Stati Uniti sono pronti a offrire all'Ucraina una garanzia di sicurezza basata sull'articolo 5 della NATO, senza però farla entrare ufficialmente nell'Alleanza. L'amministrazione Trump è disposta a sottoporre la proposta al voto del Congresso, garantendo un impegno giuridicamente vincolante, ma evitando un "assegno in bianco". Questo compromesso mira a rafforzare la sicurezza dell'Ucraina senza implicare un allargamento diretto della NATO.

Bianca Colli


AMERICA LATINA E CARAIBI

Stati Uniti d’America, nuove sanzioni di Trump contro Maduro. La tensione tra Stati Uniti e Venezuela nei Caraibi aumenta, con l’amministrazione Trump che ha imposto restrizioni sui tre nipoti della moglie di Maduro e su sei petroliere che hanno recentemente caricato petrolio greggio venezuelano, oltre che sulle società di navigazione ad esse collegate. Nello specifico, quattro di dette petroliere battono bandiera panamense, una delle Isole Cook e l’ultima di Hong Kong. Il dipartimento americano ha accusato le società di navigazione di continuare a “fornire risorse finanziarie che alimentano il regime corrotto e narco-terrorista di Maduro”.

Lorenzo Graziani

ASIA ED ESTREMO ORIENTE

Thailandia-Cambogia, si riaccende il conflitto. All'alba dell'8 dicembre sono scoppiati pesanti scontri in cinque località di confine, facendo naufragare la fragile tregua precedentemente mediata da Trump. Mentre le parti si scambiano accuse sulla responsabilità delle ostilità, l'aviazione thailandese ha lanciato diversi raid con l'obiettivo dichiarato di neutralizzare le capacità militari cambogiane. Questa nuova ondata di violenza, la più grave dallo scorso luglio, è culminata dopo settimane di tensioni innescate dal ferimento di un soldato thailandese il 10 novembre. Al quinto giorno di ostilità il bilancio è di almeno 20 morti, oltre 260 feriti e centinaia di migliaia di sfollati. La crisi bellica ha travolto anche la stabilità politica di Bangkok; venerdì il Primo Ministro Anutin Charnvirakul ha ottenuto il via libera reale per sciogliere il parlamento e convocare elezioni anticipate. Una mossa per evitare un imminente voto di sfiducia nel pieno dell'emergenza al confine.

(Francesco Oppia)

Hong Kong, si scioglie il Democratic Party dopo 31 anni. L’ex principale partito pro-democrazia di Hong Kong, il Democratic Party, ha votato per sciogliersi dopo 31 anni di attività, segnando «la fine di un’era» nella politica locale. Alla riunione straordinaria di domenica, 97 % dei membri presenti ha approvato lo scioglimento del partito, una decisione che conclude un processo avviato con l’approvazione interna nei mesi scorsi. Fondato nel 1994, il Democratic Party è stato per anni la voce moderata dell’opposizione, sostenendo riforme democratiche e rappresentando una presenza significativa nel Consiglio Legislativo. Tuttavia, negli ultimi anni la sua influenza si è drasticamente ridotta sotto la pressione delle riforme elettorali e delle leggi sulla sicurezza nazionale imposte da Pechino, che hanno ristretto fortemente lo spazio politico per i gruppi di opposizione.

(Valeria Picciolo)

Francesco Oppia e Valeria Picciolo


ECONOMIA E FINANZA INTERNAZIONALE

USA, ancora un taglio ai tassi. La Federal Reserve ha tagliato i tassi, portando il riferimento tra il 3,5% e il 3,75%, al termine di una riunione molto divisiva che ha messo in luce profonde fratture interne su come bilanciare il rallentamento del mercato del lavoro con un’inflazione ancora elevata. È il terzo taglio consecutivo, motivato da rischi crescenti per l’occupazione, anche se i prezzi restano sopra livelli considerati confortevoli. I mercati hanno reagito positivamente, con azioni e bond in rialzo e il rendimento del Treasury biennale in calo, ma il voto ha registrato la più forte opposizione interna dal 2019, con tre dissensi formali. Sullo sfondo pesa la pressione politica di Trump, che ha attaccato duramente Powell chiedendo tagli molto più aggressivi. All’interno del comitato, alcuni esponenti spingevano per un taglio più profondo, mentre altri avrebbero preferito non muoversi affatto. Powell ha segnalato che ora i tassi sono vicini a livelli “neutrali” e che la soglia per ulteriori riduzioni nel 2026 è alta.

Cina, un surplus da record. Dopo il crollo delle esportazioni di ottobre, la Cina ha sorpreso i mercati con un surplus commerciale record di circa $1.000 miliardi dall’inizio dell’anno. A novembre le esportazioni sono cresciute del 6% annuo, mentre le importazioni sono rimaste stabili, portando l’avanzo mensile a $112 miliardi. Le esportazioni restano così centrali per l’economia cinese, contribuendo a circa un terzo della crescita nel 2025, mentre domanda interna e mercato immobiliare restano deboli. Se le spedizioni verso gli Stati Uniti sono scese del 29%, ottavo mese consecutivo di forti cali, la domanda da Europa, Africa e Sud-est asiatico ha più che compensato, suggerendo una deviazione dei flussi per aggirare i dazi americani. L’Europa è infatti diventata un ammortizzatore per l’economia cinese, con export in crescita di quasi il 15%, fatto che sta però aumentando la pressione sulle industrie europee, in particolare in Francia, che valuta misure protezionistiche.

EU, inflazione in rialzo. L’inflazione dell’area euro è risalita a sorpresa al 2,2% a novembre, superando per il terzo mese consecutivo il target del 2% fissato dalla BCE e andando oltre le attese degli economisti, che prevedevano una stabilità al 2,1%. A pesare è stato soprattutto il dato della Germania, dove l’inflazione è salita al 2,6% dal 2,3% di ottobre. Nonostante ciò, la BCE, che si riunirà il 18 dicembre per l’ultimo meeting dell’anno, dovrebbe lasciare invariato il tasso di riferimento al 2%. Tra metà 2024 e metà 2025 l’istituto aveva già operato otto tagli, dimezzando il costo del denaro. Christine Lagarde ha ribadito che i livelli attuali dei tassi sono, a suo giudizio, adeguati e coerenti con la fase del ciclo economico e ha sottolineato che l’economia è oggi in una “buona posizione”, anche se non definitiva, e che la BCE è pronta a intervenire se necessario per preservare la stabilità.

SpaceX, quotazione stellare. SpaceX sta preparando una possibile quotazione in borsa nel 2026 e ha avviato una vendita secondaria di azioni che valuta la società oltre gli $800 miliardi. Il CFO Johnsen ha chiarito che l’IPO non è certa nei tempi né nelle modalità, ma potrebbe raccogliere capitali enormi se l’esecuzione industriale e le condizioni di mercato lo permetteranno. Le risorse servirebbero ad aumentare la frequenza dei lanci di Starship, costruire una base lunare e finanziare missioni verso Marte. Secondo indiscrezioni, l’IPO potrebbe arrivare già a giugno e puntare a raccogliere oltre $25 miliardi. Gli investitori hanno accolto positivamente l’ipotesi, che potrebbe portare la valutazione oltre il trilione. SpaceX prevede ricavi per circa $15 miliardi nel 2025 e fino a $24 miliardi nel 2026, dati che riflettono la crescita rapidissima di Starlink, destinato a diventare il principale motore dei ricavi. Con una cessione anche solo del 5%, l’operazione supererebbe l’IPO di Saudi Aramco, diventando la più grande di sempre.

Leonardo Aldeghi


EUROPA OCCIDENTALE ED UNIONE EUROPEA

Italia, La cucina italiana ufficialmente iscritta all’interno della Lista dei Patrimoni Culturali Immateriali dell'Umanità. La decisione è stata approvata all’unanimità da parte del Comitato intergovernativo riunitosi a Nuova Delhi. Nella motivazione si sottolinea come la cucina italiana rappresenti un insieme culturale e sociale di pratiche culinarie, capace di fornire la trasmissione intergenerazionale del sapere gastronomico, grazie ad un approccio basato su inclusività, legame comunitario e valorizzazione degli ingredienti. Il riconoscimento premia, inoltre, una cultura alimentare fondata sul rispetto del cibo e sulla riduzione dello spreco. La Premier Giorgia Meloni ha espresso grande soddisfazione per questo primato, definendo la cucina italiana “l’ambasciatore più formidabile” del Paese e ricordando che gli elementi nazionali presenti nella lista del patrimonio immateriale dell’UNESCO salgono così a venti

(Susanna Fazzi)

La Commissione Europea ha aperto una procedura di infrazione nei confronti dell’Ungheria per la presunta violazione del Regolamento EU sulla Libertà dei Media. La normativa - entrata in vigore ufficialmente solo lo scorso agosto - include una serie di obblighi e requisiti obbligatori per tutelare la libertà, l'indipendenza e il pluralismo dei media nei 27 stati. La Commissione ha raccolto gli appelli di alcune ONG che da tempo denunciavano uno spazio di azione sempre più ristretto per il giornalismo indipendente, osteggiato dal vastissimo conglomerato mediatico di proprietà statale. La Commissione denuncia anche la mancanza di adeguate garanzie di protezione per i giornalisti, sotto la legislazione ungherese, e le sistematiche interferenze dello stato nei confronti delle emittenti indipendenti. Orban e il suo governo avranno due mesi di tempo rispondere alla diffida formale, dopodiché la Commissione potrà decidere di portare il caso dinanzi alla Corte di Giustizia Europea.

(Francesca Rosti)

Susanna Fazzi e Francesca Rosti


EUROPA CENTRO-ORIENTALE E RUSSIA

NATO in allerta, Mosca potrebbe colpire entro cinque anni: Il segretario generale della NATO, Mark Rutte, lancia un avvertimento che scuote l’Europa: la Russia potrebbe colpire un Paese dell’Alleanza entro cinque anni. In un discorso in Germania, Rutte denuncia l’intensificarsi degli attacchi ibridi di Mosca, dai cyber-attacchi alla disinformazione, fino ai droni avvistati vicino a infrastrutture sensibili. Sul fronte industriale, la Russia continua a macinare armamenti a ritmi che l’Occidente non riesce a eguagliare, producendo ogni mese centinaia di mezzi militari. Un divario che, secondo gli analisti, l’Europa impiegherebbe anni a colmare, mentre alcuni governi valutano il ritorno a forme di servizio militare. Rutte avverte che la compiacenza è il vero nemico e invita a un rapido aumento delle capacità difensive. Il suo appello arriva mentre Putin nega piani di guerra, nonostante precedenti smentite. Per la NATO, sostiene Rutte: sostenere l’Ucraina resta la chiave per evitare un futuro attacco diretto all’Alleanza.

(Luca Baldazzi)

Ucraina, gli USA hanno proposto la creazione di una “zona economica libera” nel Donbass per raggiungere un accordo di pace. L’offerta arriva mentre il presidente ucraino conferma di aver inviato a Washington una proposta di pace rivista, ridotta da 28 punti iniziali a 20. Mosca ha chiesto a Kyiv di ritirare le sue forze dalla contesa regione orientale, comprese parti degli oblast di Donetsk e Luhansk che la Russia non è riuscita a conquistare in oltre un decennio di guerra. Il presidente Zelensky ha ribadito l'11 dicembre che qualsiasi soluzione territoriale per porre fine alla guerra russa deve essere decisa dal popolo ucraino, con elezioni o referendum. Entrambi richiedono condizioni di sicurezza e piena partecipazione degli elettori, rendendo il voto impossibile in tempo di guerra senza garanzie esterne. Le proposte degli Stati Uniti continuano a evolversi parallelamente agli sforzi europei per presentare un approccio unificato, mentre Kyiv si oppone a concessioni sulla sua sovranità.

(Giuliana Cătălina Băruş)

Bulgaria, è caduto il governo in seguito alle gigantesche proteste di piazza. Giovedì il primo ministro della Bulgaria Rosen Zhelyazkov ha annunciato le sue dimissioni, insieme a quelle di tutto il governo, che era in carica da meno di un anno. Già da settimane nelle principali città del paese migliaia e migliaia di manifestanti sono scesi in piazza per protestare contro la legge di bilancio appena approvata dal governo (considerata troppo sfavorevole nei confronti di imprese e classe media) e contro la corruzione, fenomeno purtroppo endemico in tutto il paese. I manifestanti inoltre chiedono un generale cambiamento della governance del paese, affinché la classe media possa contare di più. Nella giornata di giovedì la protesta a Sofia ha visto la partecipazione di decine di migliaia di persone, con scontri tra alcuni gruppi provocatori e la polizia, portando alla caduta del governo. Tutto questo avviene alla vigilia dell’entrata della Bulgaria nell’euro, prevista il 1 gennaio 2026.

(Silvia Pasetto)

Silvia Pasetto, Giuliana Cătălina Băruş e Luca Baldazzi 


MEDIO ORIENTE E NORD AFRICA

La Nobel per la Pace Narges Mohammadi è stata arrestata in Iran. La vincitrice iraniana del Premio Nobel per la Pace, Narges Mohammadi, è stata arrestata nella città di Mashhad. L'attivista per i diritti umani, che sta scontando una pena per "sicurezza nazionale" ed era in congedo per motivi di salute dal carcere di Evin, è stata fermata da agenti di sicurezza e polizia durante una cerimonia commemorativa. L'attivista aveva precedentemente definito un potenziale nuovo arresto un atto di disobbedienza civile. Aveva inoltre denunciato gravi minacce di morte da parte delle agenzie di sicurezza iraniane. Mohammadi accusa le autorità di aver intensificato la repressione contro la società civile e i critici.

Chiara Bertolotto


TERRORISMO E SICUREZZA INTERNAZIONALE

Palestina, nuova svolta nel conflitto. Hamas ha proposto il “congelamento” delle armi in cambio di una tregua a lungo termine, mentre continua a sollecitare i Paesi mediatori affinché esercitino pressioni su Israele per il rispetto della prima fase dell’accordo. Intanto Israele ha riaperto, dopo oltre due mesi di chiusura, la principale via di transito per gli aiuti umanitari provenienti dalla Giordania verso Gaza. Un funzionario della sicurezza israeliano ha confermato che il trasferimento di beni e aiuti tramite il valico di Allenby è nuovamente autorizzato. Secondo Hossam Badran, membro dell’ufficio politico di Hamas, la seconda fase dell’intesa non potrà tuttavia avviarsi finché Israele continuerà a violare il cessate il fuoco, in vigore dallo scorso 10 ottobre. Badran accusa Israele di sottrarsi ai propri impegni e ribadisce la necessità di un intervento deciso della diplomazia internazionale.

(Federica Placidi)

Cambogia, nuovi scontri al confine con la Thailandia. Poche ore dopo l’annuncio del cessate il fuoco da parte di Donald Trump, sono riprese le ostilità lungo il confine tra Thailandia e Cambogia. Il clima si era acceso all’inizio della scorsa settimana dopo un periodo di forte tensione. L’aviazione thailandese ha bombardato alcune aree al confine, sostenendo che Phnom Penh avesse infranto per prima la tregua in vigore da fine luglio. Il bilancio attuale è di almeno 24 morti e migliaia di sfollati. Il presidente Trump aveva dichiarato di aver ottenuto un’immediata sospensione degli scontri dopo i colloqui con i leader dei due paesi, ma nessuna delle parti in causa sembra aver rispettato l’accordo. Un tentativo di mediazione c’è stato anche da parte del Primo Ministro della Malaysia, Anwar Ibrahim, che è stato di fatto respinto da Bangkok. Attraverso le parole del Primo ministro Charn Virakul, la Thailandia ha posto come conditio sine qua non il ritiro delle truppe cambogiane e la rimozione delle mine al confine. Oltre al ricorso alle armi convenzionali, entrambi i paesi avevano attivato una serie di misure punitive reciproche in ambito commerciale.

(Davide Shahhosseini)

Federica Placidi e Davide Shahhosseini


Framing The World è un progetto ideato e creato grazie alla collaborazione di un team di associati di Mondo Internazionale.


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