Friedrich Merz è l'Homo Novus della Germania?

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  Redazione
  05 marzo 2025
  5 minuti, 21 secondi

A cura del Dott. Pierpaolo Piras, studioso di Geopolitica e componente del Comitato per lo Sviluppo di Mondo Internazionale APS

Dopo la cocente sconfitta del socialdemocratico Olaf Scholz contro il centro-destra alle recenti elezioni tedesche, l'uomo che detiene le maggiori probabilità di essere nominato come prossimo cancelliere sarà il leader dell'Unione Cristiano-Democratica (CDU), Friedrich Merz.

La CDU è emersa come il partito più grande, seguita dall'estrema destra Alternativa per la Germania (AfD) al secondo posto: si tratta del suo miglior risultato di sempre conseguito in un'elezione federale. Non avendo conseguito la maggioranza assoluta al Bundestag, Merz potrà governare solo con un governo di coalizione, il che comporterà alcune difficili negoziazioni e compromessi. Sono da considerare alcuni aspetti sull'uomo - che per la prima volta sta per assumere una delle cariche politiche più importanti in Europa e nel mondo - che manterrà il governo della Germania in un ambito moderato e democratico.

La storia

La prima cosa della quale bisogna considerare su Merz è che lui e l'ex cancelliera, Angela Merkel, erano accesi rivali da antica data e concorrenti diretti alla guida della CDU. All'inizio degli anni 2000, dopo che Merkel divenne leader della CDU, estromise Merz dal suo ruolo di leader parlamentare del partito, assumendo lei stessa questo ruolo. Merkel non ha mai nominato Merz ministro, e in effetti lui stesso non ha mai deciso di candidarsi per il parlamento nel 2009 avendo già iniziato a concentrarsi sui suoi vari e importanti interessi di natura professionale nel settore privato, non solo come avvocato ma anche come componente del consiglio di amministrazione di un'importante azienda industriale.

Merz era comunque critico nei confronti della decisione di Merkel di spostare la CDU al centro dello schieramento politico in quanto temeva che questa strategia applicata nella prassi politica interna avrebbe aperto uno spazio nel quale l'AfD avrebbe potuto entrare più facilmente. Esattamente come si è verificato ultimamente. Allorché Merz è divenuto leader del partito nel 2022, iniziò a riscrivere radicalmente il programma del partito indirizzandolo su posizioni decisamente più conservatrici.

Merz è un liberale in senso economico

Merz ha una visione dell’economia sensibilmente diversa da quella di Angela Merkel, almeno per quanto concerne gli ultimi anni del suo cancellierato. Nel 2003, ha sostenuto una radicale semplificazione del sistema fiscale dello Stato facendo in modo che la dichiarazione dei redditi potesse essere calcolata in una maniera sensibilmente più razionale e sintetica. Il manifesto del suo partito del 2025 sosteneva una sorta di deregulation e di tagli fiscali per dare impulso alla crescita lenta della Germania. Parte di questa riforma, sosteneva Merz, dovrebbe essere finanziata applicando una maggiore condizionalità ai beneficiari del welfare, con uno stop completo ai sussidi per i beneficiari che si rifiutavano di accettare qualsiasi forma di lavoro. Nel 2024, ha anche sostenuto per ogni dove che avrebbe fatto di "tutto" per impedire all'Unione Europea di assumersi un debito comune.

Merz segue una linea politica conservatrice nel sociale

Da giovane, Merz faceva parte attiva del movimento giovanile cattolico. Ha una storia di voto contro l'aborto e ha fatto qualche severo commento sull'omosessualità . Nel 2000, Merz parlò di una “Leitkultur” tedesca (in senso lato, “cultura guida”, in contrapposizione al “multiculturalismo” della sinistra), un termine oggi di uso comune nella CDU di Merz.

Merz è un europeista convinto?

Sì, ma con alcune riserve: ad esempio sulla gestione del debito comunitario e la eccessiva cooperazione quando non un favoreggiamento nei confronti dei rifugiati. È stato membro del Parlamento europeo tra il 1989 e il 1994 e ha chiarito che una più stretta cooperazione europea ritenendola una parte essenziale della risposta dell'Europa nei confronti della politica di Trump.

Ha anche ricucito i rapporti con la Presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, verso la quale, in quanto alleato della Merkel e liberale della CDU, non provava alcuna “attrazione istintiva” e vede invece del potenziale proficuo nella cooperazione sia con lei che con Manfred Weber, un politico della CSU e leader degli eurodeputati di centro-destra del Parlamento europeo. Merz si è anche impegnato a visitare quam primum Varsavia e Parigi per ricostruire le relazioni dopo un periodo difficile sotto la guida di Scholz.

I suoi rapporti con l’estrema destra sono da sempre controversi.

Merz è stato costantemente incoerente quando si è trattato delle relazioni politiche con il partito di destra, l’AfD. Ha spesso riflettuto sulla possibilità di cooperazione a livello locale, osservando che "siamo obbligati a riconoscere le elezioni democratiche", prima di tornare sui suoi passi.

Nel novembre 2024, Merz ha affermato che lui e il suo partito non avrebbero tentato di approvare una legge nel parlamento nazionale se ciò avesse significato fare affidamento sui voti dell'AfD per farlo. Ma ha scioccato la nazione nel gennaio 2025 quando ha fatto esattamente questo, portando avanti un piano intransigente verso l’immigrazione con il supporto dell'AfD. Tale dietrofront gli è valso le critiche della sua nemesi, Merkel, anche se questo non è un argomento che lo preoccupasse più di tanto.

Il progetto politico di Merz sarà bloccato dalla obbligatorietà di esercitare una politica di coalizione

Egli dovrà stringere un accordo con altri partiti per poter governare. Ciò renderà difficile realizzare in pieno il suo programma di punta fatto anche di numerosi tagli, in quanto le riduzioni del welfare o della spesa per le variazioni climatiche sarebbero quanto meno un anatema per quasi tutti i potenziali partner della coalizione. Gli altri partiti tedeschi vogliono invece che Merz riconsideri il suo “freno al debito” della Germania, ovvero le norme costituzionali che limitano ferreamente l'indebitamento del governo nazionale.

Sarà sottoposto a pressioni ancora maggiori per riuscire a farlo, dato l'ampio consenso sulla necessità di aumentare la spesa per la difesa e sicurezza nella gravità della situazione internazionale attuale.

Ora dovrà badare alle non poche priorità politiche del momento

C'è un forte desiderio a Bruxelles che la Germania svolga di nuovo un ruolo di leadership più chiaro e attivo. Specie in un momento nel quale Trump si sta rumorosamente allontanando dal sottolineare la sicurezza europea e dal sostenere l'Ucraina.

A tale proposito Merz è profondamente consapevole del vuoto che si sta aprendo, ed è determinato a far sì che la Germania, con i suoi alleati europei si faccia avanti. Includendo persino il fortemente citato Regno Unito.

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