I giovani russi voglio vedere i cigni ballare

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  Silvia Pasetto
  26 ottobre 2025
  4 minuti, 37 secondi

È diventato virale sui social un video girato nelle scorse settimane a San Pietroburgo, che ritrae un nutrito gruppo di giovani cantare e saltare sulle note di alcune canzoni di artisti russi. Si tratta di nomi e brani che per chi non conosce la scena musicale (e anche la storia) russa non hanno significato, ma si può considerare in realtà un episodio decisamente significativo.

La scena in questione è avvenuta in pieno centro, e vede un trio di ragazzi, una band di giovanissimi nota come Stoptime, suonare e cantare seguiti dalla folla. Si tratta della giovane diciottenne Diana Loginova (nota con il nome d’arte di Naoko), del percussionista Alexander Orlov e del chitarrista Vladislav Leontyev. I tre ragazzi sono stati arrestati dopo l’accaduto, e condannati a 12 o 13 giorni di carcere con l’accusa di aver organizzato una manifestazione pubblica non autorizzata e per avere così ostruito le vie di entrata per la vicina stazione della metropolitana. Inoltre Loginova rischia anche di subire una sanzione pecuniaria per aver screditato l’esercito russo.

Il motivo principale dell’arresto riguarda in realtà le canzoni che stavano venendo cantate, ovvero brani di artisti famosi in Russia e dichiarati “agenti stranieri” dalle autorità per le loro posizioni anti governative e contro la guerra. L’etichetta di “agente straniero” è un modo che il governo utilizza per impedire a organizzazioni, associazioni, media o individui scomodi per il regime di partecipare alla vita pubblica, privandoli di diversi diritti civili e politici, come partecipare alla vita politica e alle elezioni, organizzare eventi pubblici, lavorare con i minori o nelle università pubbliche, oltre a doversi conformare ad una serie di regole amministrative ulteriori.

Tra gli artisti dichiarati “agenti stranieri” figurano in particolare Noize MC, Monetochka, Zemfira e Pornofilmy, le cui canzoni sono proprio quelle scelte dalla band Stoptime durante il loro piccolo concerto in piazza a San Pietroburgo. In particolare, nei video diventati virali, si vede la folla cantare e saltare al ritmo di due canzoni, “Eto bylo v Rossii” (Era in Russia) di Monetochka e “Kooperativ Lebedinoye Ozero” (Cooperativa Lago dei Cigni) di Noize MC. La prima canzone, uscita a maggio 2024 e subito vietata in Russia, è associata a immagini che ricordano con nostalgia la vita in Russia prima della guerra, dalle feste durante la Coppa del Mondo del 2018 ai comizi di Navalny. Con tono malinconico Monetochka canta infatti:

Questo era in Russia, significa che era molto tempo fa,

Questo era in Russia, significa che era in un sogno,

Un sogno non può essere rubato, rimarrà con me.

La canzone “Kooperativ Lebedinoye Ozero” invece è un inno metal contro il presidente Putin, e contiene una doppia citazione: da una parte si riferisce alla cooperativa Ozero (“lago”), una società fondata da Putin negli anni Novanta che riuniva persone appartenenti al più alto establishment putiniano e suoi fedelissimi, e in secondo luogo è un riferimento al celeberrimo balletto russo di Tchaikovsky “Il Lago dei Cigni” (Lebedinoye Ozero), che in Russia è praticamente un’istituzione, al pari del festival di Sanremo in Italia. Alcuni versi del ritornello recitano:

Voglio guardare il balletto,

Che danzino i cigni!

Che il vecchio tremi di paura

Per il suo “Ozero”.

Che danzino i cigni!

Il Lago dei Cigni in Russia non è solo un elemento culturale legato al teatro e all’arte, ma è un simbolo politico. Tradizionalmente infatti, in epoca sovietica, veniva trasmesso ai funerali di alcuni segretari del Partito comunista, oppure in occasioni di crisi massima; il balletto fu soprattutto mandato in onda ininterrottamente per ore e ore nell’agosto del 1991, durante il fallito tentativo di colpo di stato contro Michail Gorbačiov che portò alla dissoluzione dell’URSS pochi mesi dopo. In altre parole, i ragazzi in piazza, cantando di voler vedere i cigni ballare, invocano la caduta di Putin e del suo governo.

Altre due canzoni sono la ragione per cui Diana Loginova rischia anche una multa per aver “screditato l’esercito russo”. Nella prima canzone, Ty soldat, ancora di Monetochka, una ragazza esprime il rimpianto di non poter stare con il suo soldato, perché lei è contro la guerra e in qualsiasi guerra lui combatterà, la ragazza si troverà sempre dall’altra parte. Mentre la seconda, Svetlaja Polosa, è una canzone che apparentemente i soldati ucraini ascoltano durante gli attacchi dei droni.

Nei giorni successivi all’arresto dei tre giovani, la stessa cantante Monetochka, che ora vive all’estero come tutti gli altri artisti menzionati, ha espresso parole di solidarietà nei confronti di Longinova, recitando una poesia sulla paura che i regimi hanno nei confronti della musica e dell’arte. Nel frattempo, un altro giovane è stato arrestato in Russia nella città di Ekaterinburg per aver dimostrato il suo supporto a Longinova, scendendo in strada e cantando le stesse canzoni.

Al di là dell’excursus musicale, questo episodio dimostra come ci sia una piccola parte della società russa, soprattutto giovani, che è disposta a rischiare in prima persona per opporsi alla guerra e al regime di Putin. Non si tratterà certamente di una grande manifestazione di massa, ma è una forma importante, seppur rara, di dissenso dal basso in Russia.

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Silvia Pasetto

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Europa Diritti Umani

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