All'inizio di gennaio 2026, il leader talebano Hibatullah Akhundzada ha firmato il Criminal Procedural Regulations for Courts, un codice di procedura penale di 119 articoli recapitato direttamente ai tribunali provinciali afghani senza alcuna forma di annuncio, consultazione pubblica o processo legislativo. Il documento è rimasto sconosciuto per settimane, finché l'organizzazione Rawadari non ne ha ottenuto e pubblicato una copia. Molte organizzazioni internazionali hanno espresso la loro preoccupazione riguardante questo codice, chiedendo un intervento della comunità internazionale.
Il codice non può essere letto fuori dal contesto di ciò che è accaduto in Afghanistan dal 2021 a oggi. Dal ritorno al potere dei talebani, i diritti di donne e ragazze sono stati sistematicamente smantellati attraverso decine di editti: divieto di istruzione secondaria e universitaria, facendo dell'Afghanistan l'unico paese al mondo con un simile divieto; esclusione da quasi tutti i settori lavorativi; obbligo di mahram per qualsiasi spostamento; interdizione dagli spazi pubblici; impossibilità di essere ascoltate in radio o di apparire sui media. Nel novembre 2025, il divieto è stato esteso alle dipendenti delle agenzie ONU, colpendo circa quattrocento lavoratrici nel paese. Secondo l'UNESCO, oggi 2,2 milioni di ragazze afghane sono escluse dall'istruzione oltre il livello primario. La cumulatività di queste violazioni, che incidono sul diritto all'istruzione, al lavoro, alla salute, alla libertà di movimento, all'espressione e alla partecipazione politica, è stata definita dal Relatore speciale ONU per i diritti umani in Afghanistan, Richard Bennett, e numerose organizzazioni internazionali come apartheid di genere: un sistema di governance fondato sulla segregazione strutturale, istituzionalizzata, delle donne dalla vita sociale, politica ed economica del paese. Lo Statuto di Roma criminalizza l'apartheid, ma esclusivamente su base razziale; quello di genere non è ancora riconosciuto come crimine autonomo nel diritto penale internazionale. La situazione afghana ha accelerato la discussione sull'opportunità di includerlo nel trattato ONU sui crimini contro l'umanità, attualmente in negoziazione.
In questo contesto si inserisce il nuovo codice. L'articolo 9 lega la severità della pena non alla gravità del reato ma alla posizione sociale dell'imputato. La società viene divisa in quattro fasce: religiosi, élite, ceto medio e classe inferiore, e per ciascuna è prevista una pena distinta a parità di condotta. Un avvertimento per i religiosi, una convocazione per l'élite, la detenzione per il ceto medio e la detenzione accompagnata da punizione corporale per la classe inferiore, con un massimo di trentanove frustate. L'articolo 15 introduce nei termini giuridici del codice la distinzione tra persone libere e schiave, una categoria incompatibile con il divieto assoluto di schiavitù sancito dal diritto internazionale consuetudinario e pattizio.
Sul piano della violenza di genere, l'articolo 32 restringe la responsabilità penale del marito ai soli casi in cui le percosse producano conseguenze fisiche gravi e documentabili, fratture, ferite, lividi visibili, scaricando sull'accusatrice l'onere di dimostrarlo davanti al giudice (donna che non può uscire senza un mahram). La pena prevista è di quindici giorni di detenzione. L'articolo 70, invece, sancisce che chiunque cagioni danni ad animali rischia cinque mesi di carcere. La disparità della durata delle pene segnala quale posto occupino le donne nella gerarchia sociale talebana, trasformata in giudica dal codice. L'articolo 34 punisce con tre mesi di detenzione la donna che visiti la propria famiglia senza il consenso del marito, estendendo la responsabilità penale anche ai familiari che l'abbiano ospitata. L'articolo 4(5) trasferisce la facoltà di infliggere pene discrezionali dal giudice al marito e al 'padrone', sottraendo l'esercizio del potere punitivo a qualsiasi controllo istituzionale e rendendo la giustizia una questione privata.
Il nuovo codice non introduce una rottura rispetto a quanto i talebani hanno costruito dal 2021: ne è l'istituzionalizzazione. Ciò che era prassi diventa norma; ciò che era arbitrio diventa diritto. Un testo in cui la violenza domestica viene di fatto legittimata, in cui la severità della pena dipende da che posizione sociale ricopri, non da cosa hai fatto.
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L'Autore
Giorgia Savoia
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