Il Ramadan, nono mese del calendario lunare islamico, è un periodo di digiuno e preghiera, iniziato il 1 marzo, che segue il ciclo lunare e dura circa 29 giorni.
Nella Striscia di Gaza rappresenta un evento che, in un contesto di guerra e distruzione, assume un significato ancora più profondo. A Rafah, migliaia di palestinesi si sono riuniti per condividere l’iftar, il pasto che interrompe il digiuno quotidiano, seduti attorno a una lunghissima tavolata allestita tra le macerie. Luci sospese illuminano la scena mentre i volontari si adoperano per offrire un momento di normalità alla comunità.
Nel frattempo, il fragile equilibrio della tregua è stato messo a dura prova. Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha bloccato l’ingresso degli aiuti umanitari a Gaza, interrompendo la seconda fase dell’accordo che prevedeva il ritiro delle truppe israeliane. "Niente cibo gratuito fino alla liberazione di tutti gli ostaggi", ha dichiarato, scatenando la reazione immediata di Hamas, che ha condannato la decisione definendola un "ricatto" e un "ostacolo al cessate il fuoco". L’organizzazione ha chiesto ai mediatori internazionali di intervenire per fermare le sanzioni contro la popolazione civile.
Nonostante l’incertezza politica, la comunità palestinese ha cercato di mantenere vive le tradizioni. A Khan Younis e Gaza City, così come in altre località della Striscia, si sono svolti numerosi pasti comunitari per celebrare il mese sacro. Le immagini riprese dai droni mostrano lunghissime file di persone sedute lungo strade sterrate, circondate da edifici distrutti, in un gesto collettivo di resilienza e fede.
“Oggi riportiamo la gioia sui volti delle persone, tra queste macerie e questa distruzione", ha dichiarato Walid Abdel Wahab, tra gli organizzatori dell’iniziativa. Le scene dell’iftar collettivo, condivise sui social, raccontano di una popolazione determinata a non rinunciare alla propria identità culturale e religiosa, accompagnata da canti e musiche tradizionali.
Questo è il secondo Ramadan che la popolazione di Gaza vive in un contesto di guerra, scoppiata con l’attacco di Hamas a Israele il 7 ottobre 2023 e seguita da mesi di operazioni militari e bombardamenti.
A livello internazionale, la comunità musulmana celebra il Ramadan in circostanze molto diverse. Nei Paesi arabi e in Occidente, il mese sacro è caratterizzato da momenti di condivisione, preghiere nelle moschee e unione familiare, mentre a Gaza ogni giorno è una lotta per la sopravvivenza. Nonostante le difficoltà, la popolazione locale si aggrappa alla propria spiritualità, cercando di mantenere vivo lo spirito della festività.
Nei campi profughi e nelle zone devastate, le organizzazioni umanitarie tentano di distribuire generi alimentari, ma le restrizioni imposte dal governo israeliano ostacolano i rifornimenti. Gli appelli della comunità internazionale per un cessate il fuoco duraturo si intensificano, mentre la situazione umanitaria continua a peggiorare.
Per i palestinesi di Gaza, questo Ramadan è un simbolo di resistenza e speranza, un momento di unità vissuto tra la paura di una nuova escalation e il desiderio di una pace duratura.
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L'Autore
Wiam Kessab
IT
Wiam Kessab, classe 2001, ha conseguito la laurea triennale presso la Fondazione UniverMantova in mediazione linguistica; lingue per le relazioni internazionali.
Attualmente sta frequentando il corso di laurea magistrale in relazioni internazionali e diplomazia, curriculum in diritto internazionale ed economia presso l’Università degli studi di Padova.
Durante i suoi studi ha sviluppato un forte interesse sia per le relazioni internazionali che per le lingue.
Attualmente è autrice di Mondo internazionale Post per "Società e Legge".
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Wiam Kessab, born in 2001, graduated from the Fondazione UniverMantova in language mediation; languages for international relations.
She is currently attending the Master's degree course in international relations and diplomacy, curriculum in international law and economy at the University of Padua.
During her studies, she developed a strong interest for the international relations and languages.
She is currently author of International World Post for 'Society and Law'.
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