Indici finanziari e morale cattolica: la nuova strategia della Banca Vaticana

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  Jacopo Biagi
  27 febbraio 2026
  4 minuti, 10 secondi

Tutti la conoscono come Banca Vaticana, ma il suo nome ufficiale è Istituto per le Opere di Religione (IOR) e fin dal 1942, anno della sua fondazione per volere di Pio XII, opera come “ente centrale della Chiesa cattolica” gestendo gli ingenti capitali della Santa Sede.

Nata in origine per “provvedere alla custodia e all’amministrazione di capitali destinati a opere di religione e di carità” è divenuta ben presto teatro di scandali finanziari che per lungo tempo ne hanno minato reputazione e credibilità. Una gestione opaca delle finanze dell’Istituto e la necessità di adeguarsi rapidamente agli standard di trasparenza finanziaria internazionali per non essere esclusi dal sistema bancario internazionale hanno spinto la Santa sede ad avviare un radicale percorso di riforma dell’Istituto. Nel 2014, infatti, per volere di Papa Francesco, è stato avviato un processo di rinnovamento dell’Istituto che ne ha riaffermato la centralità della missione e al tempo stesso ne ha allineato i principi alla normativa internazionale.

Il “nuovo IOR” è, oggi, una banca moderna, internazionale, conforme agli standard legali in materia di riciclaggio e trasparenza finanziaria che eroga servizi dedicati esclusivamente alla Chiesa Cattolica, rispettandone l’etica e i principi cardine con la peculiarità unica di destinare gli utili alle opere di religione e di carità. L’ambizione dichiarata dall’Istituto è quella di diventare un punto di riferimento per tutti coloro che desiderino inserire i propri risparmi in strumenti finanziari e strategie d’investimento che rispettino e siano coerenti con la fede cattolica.

Proprio in quest’ottica, nel novembre 2024, esponenti della finanza cattolica ed esperti ecclesiastici provenienti da sedici Paesi, hanno partecipato alla conferenza Mensuram Bonam (dal nome del documento rilasciato dalla Pontificia Accademia vaticana delle Scienze Sociali contenente le linee guida e pratiche per coloro che operano nella finanza), a Londra per lavorare congiuntamente a nuovi strumenti finanziari che fossero coerenti con i principi della fede cattolica. Tra i progetti presentati in questa occasione, uno dei più caldeggiati era quello di creare e lanciare sul mercato un indice per titoli azionari accuratamente selezionati tra le principali aziende che operassero in modo coerente con i principi cattolici, a cui anche la banca vaticana si ispira. Negli ultimi anni, infatti, tra gli investitori sono aumentate in modo esponenziale le richieste di investimenti mirati secondo criteri ben definiti e basati su valori etici o politiche di ecosostenibilità e trasparenza. Fino ad ora questo tipo di selezione degli strumenti finanziari, mancando un punto di riferimento unitario per il settore, era realizzato prevalentemente attraverso policy interne differenti per ogni istituto di credito. L’obiettivo dello IOR è quindi quello di sviluppare e riorganizzare un settore di mercato che, solo in Europa, si stima valere oltre 800 miliardi di euro, fornendo uno strumento di riferimento standard in cui riunire i parametri di rendimento, trasparenza e conformità ai valori cattolici.

Nascono così a inizio febbraio 2026 due nuovi indici azionari lanciati sul mercato dallo IOR in collaborazione con Morningstar, azienda statunitense indipendente che opera nel settore finanziario con analisi e rapporti sui prodotti di investimento. Gli indici azionari, il Morningstar IOR Eurozone Catholic Principles e il Morningstar IOR US Catholic Principles, sono composti rispettivamente da 50 aziende europee e da 50 aziende statunitensi a grande capitalizzazione e hanno la funzione di tracciare l’andamento dei singoli titoli da cui sono composti sintetizzandone le performance in un unico valore numerico. Le aziende selezionate operano principalmente negli ambiti di servizi finanziari come Visa, JP Morgan Chase, Unicredit e Banco Santander o nel settore dell’industria e tecnologia come Nvidia, Apple, Sap e rispondono tassativamente ai criteri prefissati per gli investimenti etici cattolici.

“Con il lancio di questi due nuovi indici azionari – chiarisce Giovanni Boscia, Vicedirettore Delegato, CFO e Responsabile Asset Management della banca vaticana - lo IOR compie un ulteriore passo avanti nel processo che da anni lo vede adottare le migliori pratiche finanziarie internazionali, nel pieno rispetto dei principi della Dottrina Sociale della Chiesa. Disporre di benchmark costruiti secondo criteri etici cattolici riconosciuti ci consente di rendere ancora più rigorosi e trasparenti i nostri processi di valutazione e rendicontazione delle performance. Questa iniziativa ribadisce il nostro impegno come istituzione finanziaria al servizio della Chiesa, rafforzando ulteriormente il ruolo dello IOR come punto di riferimento per il mondo cattolico.”

Se in passato gli investitori erano costretti a fare affidamento sulle diverse policy interne dei singoli istituti, oggi possono contare su questi due nuovi indici dello IOR che diventeranno il punto di riferimento standard per garantire un’applicazione coerente, trasparente e verificabile dei principi morali richiesti nelle scelte di investimento.

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