In un'era di incertezza economica globale e di ridefinizione delle strategie geopolitiche, Il Vietnam rappresenta un esempio di sviluppo economico di successo. Negli ultimi anni, il Paese ha consolidato la sua posizione come hub manifatturiero chiave, diventando destinazione privilegiata per gli investimenti esteri diretti, in settori chiave quali l’elettronica, il tessile e l’automotive, soprattutto nel contesto delle strategie di diversificazione delle catene di approvvigionamento globali ("China Plus One"), con molti Paesi che, volendo ridurre la dipendenza dalla Cina, hanno espanso le proprie attività altrove, come per l’appunto in Vietnam.
Dal suo accesso nella World Trade Organization (WTO) nel 2007, il Paese ha aderito più di 80 Convenzioni per evitare la doppia imposizione di tassazione ed ha un considerevole numero di Accordi di Libero Scambio con l’Unione Europea, Stati Uniti e altri blocchi economici, che hanno consolidato ulteriormente la sua posizione internazionale.
Nel 2024, grazie a un’impennata delle esportazioni, il Pese ha superato le stime di crescita economica effettuate ad inizio anno, con l’economia che è cresciuta del 7,09%, secondo i dati pubblicati dall’Ufficio generale di statistica del Paese, oltre due punti percentuali in aumento rispetto al +5,05% del 2023. Le esportazioni nel 2024 hanno toccato i 405,5 miliardi di dollari, registrando un robusto aumento del 14,3%. A fronte di importazioni pari a 380,7 miliardi di dollari (+16,6%), il Paese ha quindi conseguito un significativo surplus commerciale di 24,7 miliardi di dollari.
A trainare questa performance sono stati in primis i settori ad alto valore aggiunto. Le produzioni di dispositivi elettronici, componentistica, macchinari e telefonia si sono confermate il motore principale delle vendite all'estero del Paese. Anche i comparti tessile e calzaturiero hanno contribuito in modo significativo a questo successo.
Infatti, è proprio il settore manifatturiero vietnamita che continua ad espandersi a ritmi sostenuti, beneficiando soprattutto delle delocalizzazioni di imprese, in particolare quelle cinesi, che cercano di diversificare le proprie basi produttive a causa delle tensioni commerciali tra Cina e Stati Uniti.
Importanti sono stati anche i massicci investimenti per la modernizzazione delle infrastrutture del Paese a sostegno dell’espansione industriale.
Anche per il 2025, le previsioni della crescita sono elevate, con il primo ministro vietnamita Pham Minh Chinh che a maggio ha ribadito l’intenzione del paese di raggiungere almeno l’8% di crescita del PIL nel 2025.
Le nuove sfide dell’anno corrente, tuttavia, includono le minacce di alti dazi statunitensi alle importazioni. I nuovi dazi del 46% annunciati da Trump minacciano, infatti, l’economia del Paese, focalizzata sull’export. Il Paese è stato tra i primi ad avviare le negoziazioni con gli Stati Uniti per ridurre le tariffe, concentrandosi contemporaneamente anche nella diversificazione dei suoi partner commerciali, espandendo le esportazioni verso 17 mercati con accordi di libero scambio, ma anche aumentando i consumi interni e investendo in infrastrutture, inclusa la costruzione di una linea ferroviaria da 8,3 miliardi di dollari che collega il porto di Haiphong alla Cina. È grazie a queste strategie di diversificazione che il governo vietnamita rimane comunque positivo riguardo alla crescita del Paese per il 2025, portando il Vietnam ad essere un punto di riferimento di sviluppo economico nel sud-est asiatico.
Mondo Internazionale APS - Riproduzione Riservata ® 2025
Condividi il post
L'Autore
Elisa Modonutti
Studentessa di Scienze internazionali e diplomatiche, amante della lettura, dei viaggi e con una curiosità innata di scoprire il mondo che ci circonda
Categorie
Tag
vietnam Economia crescita economica Dazi esportazioni