La Moldova tra passato sovietico e futuro europeo
L’ultimo decennio del Novecento ha rappresentato uno storico momento di transizione e di rottura delle strutture statali createsi all’indomani della Seconda guerra mondiale.
Se la dissoluzione della ex Jugoslavia nell’area balcanica è avvenuta in maniera cruenta e sanguinosa, il crollo dell’Unione sovietica nei primi anni Novanta ha condotto pacificamente all’indipendenza di numerosi Paesi, alcuni dei quali sono oggi membri a pieno titolo dell’Unione europea (come le Repubbliche baltiche di Estonia, Lettonia e Lituania).
Queste entità territoriali hanno nel tempo acquisito la piena autonomia, raggiunta anche grazie a un'ampia riflessione circa il proprio passato: se da un lato, infatti, tali Stati risultano fortemente legati - sul piano culturale così come economico - alla Russia, dall’altro lato le stesse realtà sono attratte per ragioni economiche e valoriali dall’Unione europea.
Il nodo dell’influenza russa…
Collocata geograficamente tra l’Ucraina e la Romania, la Moldova (con una popolazione che si aggira intorno ai 2 milioni e mezzo di persone) ha recentemente intrapreso il proprio percorso di avvicinamento all’Unione europea.
Sebbene la Moldova stia fortemente risentendo delle conseguenze derivanti dal conflitto in Ucraina, la Commissione europea ha ritenuto che il Paese abbia compiuto degli importanti passi in avanti nel suo percorso di adesione all’Unione.
Come nel caso della Georgia, tuttavia, la Moldova non ha reciso del tutto il legame con la Russia, dal momento che permangono tutt’oggi relazioni di tipo commerciale tra le parti, a cui si aggiunge la mancata adesione del governo moldavo al regime di sanzioni imposto nei confronti della Federazione russa. Anche in questo caso, dunque, è impossibile disgiungere il percorso di adesione intrapreso dalla Moldova dall’ingerenza che la Russia continua a esercitare nell’area.
Benché l’Unione sovietica sia stata ufficialmente smantellata nel 1991, la Federazione russa non ha mai smesso di esercitare una sorta di influenza su quei territori. Le sfere di ingerenza russe risultano tuttora evidenti e si esprimono concretamente attraverso tre modalità di azione: il mantenimento di una forte dipendenza energetica, l’esportazione di beni di prima necessità e gli investimenti strategici nella regione.
A tal proposito, è necessario ricordare come la Moldova abbia al suo interno una piccola porzione di territorio, la Transnistria, la quale per certi aspetti sembra ricordare la situazione del Donbass ucraino.
La strategia russa, in questo caso molto efficace, è finalizzata a sostenere i movimenti indipendentisti presenti nell’area, instaurando allo stesso tempo una forma di controllo sul territorio. L’appoggio di Mosca alla Transnistria ruota essenzialmente intorno alla questione delle forniture energetiche e, in particolare, del gas.
In sostanza, le grandi quantità di gas che tale regione riceve vengono trasformate in energia elettrica, la quale viene a sua volta venduta alla Moldova: in tal modo, la Russia continua ad assicurarsi una leva - economica e politica - nei confronti delle istituzioni moldave, strette tra motivazioni di tipo commerciale (che legano il paese alla Russia) e di tipo valoriale (che legano, invece, il Paese all’Unione europea).
Questa situazione di tensione rimane al momento “congelata”, ma si differenzia da altri conflitti a bassa intensità: benché non sia possibile registrare alcun combattimento sul campo, la strategia portata avanti dalla Russia ha di fatto condotto a una “integrazione senza riconoscimento” della regione collocata all’interno del territorio moldavo.
… E i passi compiuti verso l’integrazione europea
L’invasione del territorio ucraino da parte della Federazione russa, nel febbraio 2022, ha avuto delle conseguenze che si sono estese oltre i confini dell’Ucraina e, in generale, hanno fatto riemergere la prospettiva europea in una regione del mondo tradizionalmente ritenuta parte della sfera di influenza russa.
A distanza di pochi mesi, infatti, tre Stati hanno espresso la loro volontà di aderire all’Unione europea: alla domanda di adesione presentata dalla stessa Ucraina a pochi giorni dall’invasione, hanno fatto immediatamente seguito le richieste inoltrate da Moldova e Georgia, le quali hanno in questo modo creato una significativa rottura con l’eredità del passato e hanno intrapreso un percorso di integrazione europea, pur essendo quest’ultimo certamente complesso e ricco di ostacoli.
A tre anni di distanza dalla presentazione della domanda di adesione, la Commissione europea ha annunciato che la Moldova ha compiuto un importante passo nel percorso di integrazione europea. In particolare, lo Stato moldavo ha completato l’iter di screening bilaterale con la Commissione europea iniziato appena un anno prima, nel luglio del 2024, anche grazie alla dedizione e all’impegno dimostrati dalla Moldova nell’implementazione di riforme finalizzate ad allineare lo Stato con gli standard europei.
Se sul fronte delle riforme interne è dunque possibile evidenziare un concreto sforzo da parte delle istituzioni moldave nell’accelerare le procedure di adesione, la Moldova ha di recente affrontato un’ulteriore prova per comprendere il consenso della popolazione rispetto all’integrazione europea, vale a dire le elezioni parlamentari.
Nonostante la denuncia di “pesanti interferenze russe”, il partito europeista della Presidente Maia Sandu - Azione e Solidarietà (PAS) - ha ottenuto la maggioranza dei voti, seppur superando di poco la soglia del 50%. Il risultato è stato immediatamente accolto positivamente dalle istituzioni europee, che hanno ribadito il futuro europeo della Moldova, e dal Presidente ucraino Zelensky, il quale invece ha sottolineato il fallimento del tentativo di destabilizzazione portato avanti dalla Federazione russa.
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L'Autore
Giulia d'Angelis
Giulia d’Angelis è nata a Fondi (LT) nel 2000. Ha frequentato il corso di Laurea Triennale in Scienze politiche e Relazioni internazionali presso La Sapienza, Università di Roma, e si è laureata nell’ottobre 2022 con una tesi sulla Presidenza Sassoli. Ha poi frequentato il corso di Laurea Magistrale in Relazioni Internazionali e Istituzioni Sovranazionali, presso la medesima Università, laureandosi nell’ottobre 2024 con una tesi sull'allargamento dell'Unione europea. Da sempre appassionata di attualità internazionale, sta approfondendo in particolare l’analisi dell’Unione europea e delle sue politiche, concentrandosi anche sulla proiezione esterna dell’Unione e sui paesi candidati all’adesione nell’Ue.
Attualmente fa parte di Mondo Internazionale come Autrice presso Mondo Internazionale Post - Organizzazioni Internazionali, dove ha modo di analizzare nello specifico le politiche europee e il loro impatto.
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