La Svezia è considerata uno dei Paesi più attivi nella lotta al cambiamento climatico, attraverso politiche economiche che favoriscono uno sviluppo sostenibile dal punto di vista ambientale.
Pioniera tra le città europee nella transizione verso un futuro più verde è infatti la sua capitale Stoccolma, che nel 2024 ha adottato l’Environment Programme 2030 e il Climate Action Plan 2030. Questi programmi ambiziosi includono tra i loro obiettivi principali l’implementazione di una transizione inclusiva nei confronti dei gruppi più vulnerabili, la sostenibilità nei trasporti e nei consumi, e soprattutto l’eliminazione completa dei combustibili fossili.
Anche Vaxjo, una piccola città svedese con meno di 100.000 abitanti situata nella regione di Småland, si è dimostrata un centro innovativo per quanto riguarda la transizione energetica. Già dagli anni ’90, infatti, la città ha portato avanti un progetto che prevedeva di eliminare completamente le emissioni di combustibili fossili. I risultati, sia dal punto di vista ecologico sia dal punto di vista economico, sono sorprendenti: le emissioni di carbonio pro-capite sono diminuite di oltre il 70% rispetto agli anni ’90, mentre il PIL pro-capite è raddoppiato.
La riduzione dei combustibili fossili è infatti da anni un elemento centrale delle politiche economiche sostenibili in Svezia. Tale transizione è implementata sia grazie a iniziative a livello municipale, come dimostrano i casi di Stoccolma e Vaxjo, sia tramite politiche economiche di competenza statale.
Uno dei fondamentali strumenti tramite cui la Svezia e altri paesi nordici, tra cui Finlandia, Danimarca e Norvegia, hanno perseguito questo obiettivo è appunto la tassa sul carbonio.
Tale tassa è stata adottata dalla Svezia non solo per contrastare il cambiamento climatico, ma anche per una volontà di modernizzare il sistema di tassazione, riducendo le tasse sul reddito e introducendone di nuove, tra cui spicca, appunto, soprattutto la tassa sul carbonio.
La tassa sul carbonio, introdotta gradualmente con degli sconti per le industrie in modo da non minarne la competitività sul mercato globale, si è dimostrata un successo non soltanto per la riduzione delle emissioni, ma anche per la crescita dell’economia svedese. Lo dimostrano i dati: dal 1990 al 2021, le emissioni di carbonio sono diminuite del 29%, mentre il PIL è cresciuto più del 50%.
La tassa sul carbonio, infatti, ha favorito la transizione del settore energetico, attraverso maggiori investimenti nel teleriscaldamento e nell’energia da biomassa.
Il successo della tassa sul carbonio è stato ampiamente riconosciuto da diverse organizzazioni non governative e think tank, ed è stato centrale nel discorso politico di quasi tutti i partiti, dai conservatori ai liberali ai social democratici.
Anche in seguito al notevole aumento dei prezzi del petrolio in seguito allo scoppio della guerra russo-ucraina nel 2022, il supporto alla tassa sul carbonio è rimasto ampio, nonostante siano state effettuate delle riduzioni.
Il successo della tassa sul carbonio non era stato previsto. La proposta, inizialmente, aveva sollevato critiche da parte del settore industriale, che temeva di vedere minacciata la sua competitività. Proprio per questo, furono garantiti sconti e agevolazioni alle imprese. Il che implica, però, che l’onere della tassa sul carbonio sia sostenuto soprattutto dalle famiglie. Tuttavia, bisogna inserire l’implementazione della tassa sul carbonio in un ampio sistema di riforma fiscale messo in atto dal governo all’inizio degli anni ’90, che prevedeva una riduzione, ad esempio, della tassazione basata sul reddito.
Nonostante le possibili difficoltà, relative soprattutto al settore industriale, e a questioni di giustizia sociale, la tassa sul carbonio vanta di un ampio supporto e ha resistito alla prova del tempo. In questo modo è stato dimostrato che le politiche economiche di riduzione delle emissioni di gas serra non solo permettono di raggiungere traguardi notevoli dal punto di vista ecologico, ma possono anche essere accompagnate da una crescita economica.
La Svezia ha inoltre dimostrato che la transizione verde è ancora più efficace se è frutto non solo di decisioni imposte dall’alto, ma anche grazie a iniziative proposte a partire dal basso, a livello municipale.
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L'Autore
Giovanni Graziano
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