L’UNHCR, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati, sta intensificando le proprie attività in Medio Oriente e Asia centrale per sostenere le persone costrette a lasciare le proprie abitazioni a causa dell’aggravarsi della crisi nella regione. L’organizzazione opera in diversi paesi, tra cui Iran, Afghanistan, Libano e Siria, molti dei quali ospitano già milioni di rifugiati e sfollati interni, aumentando la complessità degli interventi umanitari necessari.
In Iran, dove l’agenzia opera dal 1984 con uffici a Teheran e diverse sedi sul territorio, la situazione rimane incerta. Non è ancora possibile determinare con precisione il numero di persone in movimento all’interno del paese, ma l'UNCR continua a fornire supporto a circa 1,65 milioni di rifugiati e ad altre persone bisognose di protezione internazionale. L’assistenza comprende servizi sanitari, programmi educativi, sostegno sociale e consulenze attraverso centri dedicati e linee telefoniche, nonostante le difficoltà logistiche e la crisi economica che colpisce la popolazione e i rifugiati stessi. L’elevata inflazione e l’aumento del costo della vita hanno ridotto i redditi disponibili.
L’UNHCR sta rafforzando la preparazione ai principali valichi di frontiera iraniani e invita gli Stati a garantire accesso sicuro a chi fugge dalla violenza, sottolineando che i respingimenti metterebbero ulteriormente a rischio le persone vulnerabili. Al momento, i flussi verso Turchia, Afghanistan e Armenia non mostrano anomalie significative, ma l’agenzia resta pronta a intervenire se necessario.
Anche in Afghanistan la situazione è preoccupante. Negli ultimi anni milioni di afghani sono tornati dall’Iran e dal Pakistan; solo nel 2026 sono già rientrate più di 232.500 persone, aumentando le esigenze di protezione e il rischio di instabilità. Inoltre, le tensioni lungo il confine con il Pakistan hanno provocato nuovi sfollamenti interni nelle province orientali di Kunar e Nangarhar.
Il quadro umanitario generale è aggravato da una significativa carenza di fondi. L’UNHCR stima che nel 2026 siano necessari oltre 454 milioni di dollari per sostenere le persone costrette alla fuga in Afghanistan, Iran, Pakistan e in Asia centrale, ma finora è stato ricevuto solo il 15% di quanto richiesto. Questa situazione limita la capacità dell’agenzia di fornire assistenza completa, rendendo urgente il sostegno della comunità internazionale.
Il Libano sta affrontando un aumento massiccio di sfollati a seguito dell’intensificazione dei bombardamenti e degli ordini di evacuazione. Decine di migliaia di persone hanno lasciato le proprie abitazioni nel sud del paese, nella valle della Bekaa e nella periferia meridionale di Beirut. Circa 30.000 sfollati sono stati accolti in centri collettivi predisposti dal governo, mentre molti altri restano bloccati lungo le strade. L’UNHCR sta distribuendo beni essenziali, come tende, coperte, materassini, set da cucina e lampade solari, e si prepara a eventuali ulteriori flussi verso paesi vicini, in particolare la Siria.
Lungo il confine tra Libano e Siria si registrano movimenti significativi: in un solo giorno circa 11.000 persone hanno attraversato il confine, tra cui cittadini siriani e libanesi. L’agenzia è presente nelle zone di frontiera e ha predisposto scorte di emergenza per garantire supporto immediato ai nuovi arrivi. Parallelamente, l’UNHCR monitora la situazione in Iraq, pronto a intervenire qualora la crisi dovesse estendersi ulteriormente.
La crisi interessa un’area già fortemente segnata: prima dell’attuale escalation, si contavano circa 25 milioni di rifugiati, sfollati interni o persone rientrate nei loro paesi in condizioni precarie. L’UNHCR guida il coordinamento della risposta umanitaria per conto delle Nazioni Unite, collaborando con i governi per garantire interventi urgenti e il mantenimento dei servizi essenziali per le comunità colpite.
Durante una conferenza stampa al Palais des Nations di Ginevra, il direttore dell’UNHCR per le emergenze e coordinatore della risposta ai rifugiati in Medio Oriente, Ayaki Ito, ha sottolineato come l’intensificazione dei combattimenti stia causando vittime tra i civili, danneggiando infrastrutture vitali e generando spostamenti di massa. L’agenzia ha ribadito l’importanza di garantire a chi fugge la possibilità di muoversi e attraversare le frontiere in sicurezza, nel pieno rispetto dei diritti umani e del diritto internazionale.
L'UNHCR sta rafforzando la propria presenza e i propri interventi in tutta la regione per far fronte a una crisi complessa e in continua evoluzione, garantendo assistenza materiale, supporto sociale e protezione legale. L’organizzazione invita inoltre la comunità internazionale a intervenire con urgenza per colmare le lacune di finanziamento e consentire una risposta efficace a beneficio delle popolazioni più vulnerabili.
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L'Autore
Wiam Kessab
IT
Wiam Kessab, classe 2001, ha conseguito la laurea triennale presso la Fondazione UniverMantova in mediazione linguistica; lingue per le relazioni internazionali.
Attualmente sta frequentando il corso di laurea magistrale in relazioni internazionali e diplomazia, curriculum in diritto internazionale ed economia presso l’Università degli studi di Padova.
Durante i suoi studi ha sviluppato un forte interesse sia per le relazioni internazionali che per le lingue.
Attualmente è autrice di Mondo internazionale Post per "Società e Legge".
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Wiam Kessab, born in 2001, graduated from the Fondazione UniverMantova in language mediation; languages for international relations.
She is currently attending the Master's degree course in international relations and diplomacy, curriculum in international law and economy at the University of Padua.
During her studies, she developed a strong interest for the international relations and languages.
She is currently author of International World Post for 'Society and Law'.
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