Il rapporto economico tra il Venezuela e la Cina è uno degli esempi più noti di debito sovrano legato alle risorse naturali. Negli ultimi due decenni, Pechino ha finanziato Caracas con prestiti enormi legati alle esportazioni di petrolio, in un modello noto come “oil-for-debt” (petrolio in cambio di debito).
Il recente intervento degli Stati Uniti sulle esportazioni petrolifere venezuelane ha riportato l’attenzione su una relazione finanziaria opaca ma cruciale: il debito del Venezuela verso la Cina e il ruolo centrale del petrolio nel rimborso di tale debito. Per anni, le esportazioni di greggio hanno permesso a Pechino di continuare a incassare pagamenti anche dopo il default sovrano di Caracas nel 2017. Oggi, questo meccanismo è sotto pressione.
Quanto deve il Venezuela alla Cina?
I dati ufficiali sul debito venezuelano sono frammentari e poco affidabili. Il paese non pubblica statistiche complete da decenni e l’ultima comunicazione parziale della banca centrale risale al 2019. Anche il Fondo Monetario Internazionale non produce un rapporto “Article IV” sul Venezuela dal 2004, costringendo analisti e governi a ricostruire il quadro con fonti indirette.
Secondo AidData, centro di ricerca della William & Mary University, tra il 2000 e il 2018 i creditori ufficiali cinesi hanno esteso al Venezuela impegni di prestito per circa 106 miliardi di dollari, soprattutto tramite la China Development Bank. Nel 2017, anno del default venezuelano in seguito all’inasprimento delle sanzioni statunitensi, circa 44 miliardi di dollari risultavano ancora in essere.
Le stime più recenti sul debito residuo variano. Société Générale lo valuta intorno ai 10 miliardi di dollari, mentre JP Morgan stima le obbligazioni complessive tra 13 e 15 miliardi. Secondo AidData, queste cifre sono coerenti con le informazioni disponibili, anche se resta poco chiaro se, dopo il default, il Venezuela abbia rimborsato parte del capitale o solo gli interessi.
Perché il petrolio è coinvolto
La maggior parte dei prestiti cinesi al Venezuela è stata strutturata come prestiti oil-backed, cioè garantiti dal petrolio. In pratica, Caracas non rimborsava il debito in contanti, bensì con l’invio di greggio.
Dopo l’imposizione delle sanzioni statunitensi, quando il Venezuela non era più in grado di pagare molti creditori internazionali, la Cina ha continuato a ricevere pagamenti proprio grazie a questo meccanismo. Secondo AidData, una parte dei proventi derivanti dal petrolio spedito in Cina veniva depositata in conti controllati da Pechino, dai quali i fondi venivano poi utilizzati per coprire il debito.
Il petrolio è fondamentale anche perché rappresenta oltre l’88% delle esportazioni venezuelane e più della metà delle entrate fiscali dello Stato. Nonostante possieda le maggiori riserve petrolifere al mondo, il Venezuela produce oggi meno dell’1% del petrolio globale, a causa di anni di cattiva gestione, di mancanza di investimenti e di sanzioni.
Una relazione strategica di lungo periodo
La Cina è uno dei più stretti alleati del Venezuela in America Latina. I rapporti si sono intensificati dopo l’elezione di Hugo Chávez nel 1998 e si sono ulteriormente approfonditi sotto Nicolás Maduro, soprattutto dopo l’espansione delle sanzioni statunitensi. Nel 2023, Pechino e Caracas hanno elevato la loro relazione a “all-weather strategic partnership”, il livello più alto della diplomazia cinese.
Oltre al petrolio, i legami includono il commercio, gli investimenti infrastrutturali, la tecnologia, la cooperazione militare e persino i sistemi di sorveglianza e di controllo digitale. Tuttavia, nonostante questa profondità, la partnership non offre garanzie formali di sicurezza al Venezuela.
Il debito venezuelano verso la Cina, stimato oggi tra 10 e 15 miliardi di dollari, è il frutto di due decenni di finanziamenti legati al petrolio. Questo modello ha permesso a Pechino di continuare a essere ripagata anche dopo il default del 2017, ma l’intervento degli Stati Uniti sulle esportazioni di greggio mette ora in discussione il meccanismo stesso del rimborso. In un contesto di sanzioni, declino produttivo e competizione geopolitica, il futuro del rapporto tra Venezuela e Cina resta incerto, ma il petrolio resta il fulcro assoluto.
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L'Autore
Adele Mutti
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Venezuela Cina debito Petrolio Oil geopolitica energetica